domenica 10 marzo 2013

Non mi dai il mutuo? Mi faccio un prestito per acquistare i mobili

La banca non mi concede il mutuo per l'acquisto della casa? Mi faccio un prestito per acquistare i mobili o per ristrutturare un immobile, pago più interessi, ma almeno posso comprare casa! Ecco a cosa sono costretti a ricorrere sempre più italiani, a mezzucci sconvenienti pur di avere una casa di proprietà! C'è da chiedersi come mai le banche non danno soldi alle famiglie mentre le società finanziarie dedite all'erogazione di piccoli prestiti continuino a farlo. Ma si sà, in Italia i misteri sono talmente tanti che è inutile star lì ad arrovellarsi le cervella. In ogni modo, questa scoperta è data dal fatto che, incrociando i dati dei prestiti concessi per l'acquisto dei mobili, ad esempio, e i prestiti concessi per questa specifica esigenza, sono disallineati. Per non parlare del caso, ormai sempre più frequente, dei genitori che, pur di aiutare i figli, contraggono un prestito per la ristrutturazione della propria casa e poi girano la somma ricevuta ai figli. Secondo i dati resi noti dall'Osservatorio SuperMoney, portale per il confronto dei prestiti online, delle richieste di finanziamento giunte negli ultimi tre mesi, il 29% ha come obiettivo la casa e l'11% riguarda l'arredamento,e il 18% le ristrutturazioni. Per la casa, la regione con la percentuale più alta di finanziamenti è la Calabria, dove mobili e ristrutturazioni pesano per il 37,75% sulle domande.

lunedì 4 marzo 2013

Salari italiani più bassi di quelli tedeschi di circa il 15%

La Germania continua ad invocare l'austerity e, mai come in questo caso, si può affermare che il livello di ottusità sia pari alla spocchia della puffa che ne governa le sorti e che, in pieno stile hitleriano, pretende ancora di dettare legge su tutta l'eurozona. Ma si sa, la persona sazia non crede a quella che sta digiuno, quindi nemmeno un dato come quello relativo alla media dei salari europei, frutto di un report dell'Istat, potrà "convincere" o quantomeno "invogliare" gli amministratori di questa Ue ingessata a cambiare rotta in tempi ragionevolmente rapidi. La Bce preferisce mantenere il livello dell'inflazione al di sotto del 3%, che ovviamente ha la priorità assoluta rispetto all'economia reale, fatta di gente che perde il posto di lavoro e non sa cosa mangiare perché di soldi non ne ha più. Ma si sa, chi occupa poltrone di grande prestigio guadagna anche tanto e quindi non può sapere cosa si prova a vivere di stenti. Comunque sia, andiamo ai dati di questa indagine condotta dall'Istat. Nella classifica  dei salari l'Italia si piazza al dodicesimo posto nell'Ue a 27, sotto la media della zona euro, ma leggermente sopra quella dell'intera Ue. La retribuzione oraria lorda a ottobre 2010, espressa in termini nominali (senza tener conto del potere di acquisto), è inferiore di circa il 14,6% a confronto con quella della Germania, del 13% nel paragone con il Regno Unito e dell'11% con la Francia; risulta invece superiore del 25,9% rispetto alla Spagna. Il confronto è relativo alla retribuzione oraria del mese di ottobre dei dipendenti che hanno un contratto a tempo pieno ed esclude gli apprendisti. Questo vuol dire che, molto probabilmente, includendo i salari dei lavoratori precari, il dato sarebbe di gran lunga peggiore. Viva l'austerity!

venerdì 1 marzo 2013

Dieci milioni di euro per i mutui prima casa dalla Banca di Viterbo Credito Cooperativo

In tempi di vacche magre notizie come questa aprono il cuore alla speranza. Di giovani che non possono tuffarsi nell'avventura di crearsi una famiglia, perché impossibilitati prevalentemente da fattori di ordine economico, ne è pieno lo stivale. In loro aiuto, almeno per ciò che attiene il territorio viterbese, è andata la Banca di Viterbo Credito Cooperativo che ha deciso, in controtendenza con il malcostume nazionale delle banche di chiudere i rubinetti del credito alle famiglie, di stanziare dieci milioni di euro per l'acquisto o la costruzione della prima casa di abitazione, finanziando fino al 70% del valore dell'immobile. I mutui a tasso agevolato, potranno essere sottoscritti sia nella versione a tasso fisso che in quella a tasso variabile ed avranno una durata massima di 25 anni, mentre per i soci della banca è di 30 anni. La scadenza dei pagamenti, inoltre, sarà a scelta, da mensile a semestrale. Non c'è che dire, si tratta sicuramente di una iniziativa lodevole che è auspicabile, possa essere presa ad esempio anche da altri istituti di credito italiani.
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