giovedì 21 febbraio 2013

Codacons contro gli interessi anatocistici pretesi dalle banche per il pagamento dei mutui

Il Codacons è una delle associazioni di consumatori più attive nel campo della lotta all'anatocismo bancario. Questa pratica, ritenuta illegittima, ma ampiamente diffusa nel settore bancario, prevede la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi. Un esempio di anatocismo è quello di sommare, al capitale di debito residuo, gli interessi ad ogni scadenza di pagamento, anche se sono regolarmente pagati. Una vertenza legale che ha visto il Codacons contrapporsi a Banca Carisbo ha dato nuova linfa e slancio all'azione dell'associazione che, forte della sentenza emessa, è pronta ad affrontare l'argomento con ancora maggiore fervore in difesa dei diritti dei consumatori.   Il caso esaminato dal Tribunale di Bologna e deciso con sentenza numero 325/13, emessa da Cinzia Gamberini, ha riguardato un cliente della Banca Carisbo e fa seguito a un'altra sentenza emessa non molto tempo fa, contro lo stesso istituto sempre dallo stesso Tribunale. Banca Carisbo ha sostenuto una tesi oramai sconfessata da ogni tribunale italiano, e che si basa sull'ignoranza dei clienti in merito al diritto di chiedere la restituzione, nel 99% dei casi, di somme pretese dalle banche ogni qualvolta si sia in presenza di linee di credito o di rossi di conto corrente.

domenica 17 febbraio 2013

In Italia su un mutuo si pagano 69 euro in più al mese rispetto alla media europea

In Italia su un mutuo di 100 mila euro a trent'anni è possibile pagare anche 69 euro in più al mese sulla rata rispetto alla media europea. A dirlo è l'Adusbef di concerto con Federconsumatori. Secondo le due associazioni dei consumatori, alla fine del contratto il cliente avrà sborsato circa 25.000 euro in più rispetto a quanto avrebbe speso, nello stesso caso, un cittadino residente in un altro stato dell'Unione Europea. Di certo nessuno si affanna a spiegare i motivi di una tale differenza di trattamento. I politici italiani quando si tratta di comunicare notizie infauste agli italiani lo fanno con piglio deciso dichiarando che "ce lo chiede l'Europa", ma in questo caso non ci pare che l'Europa abbia chiesto nulla. Eppure il trattamento economico è assai penalizzante per noi italiani e le banche continuano a fare quello che vogliono senza freni. In un anno (da novembre 2011 fino a dicembre 2012) è quasi raddoppiato il differenziale tra i tassi medi applicati a mutui e prestiti tra Italia ed Eurozona. A dicembre 2012, il differenziale per i mutui è risultato essere di +119 punti base a nostre spese (era +67 nel novembre 2011). Per i prestiti personali e il credito al consumo risulta +152 (contro il + 84 di novembre 2011). Non c'è che dire, le banche sono delle vere e proprie sanguisughe e, a riprova di ciò, basta pensare al fatto che pur rimanendo, l'Euribor, su livelli decisamente bassi, gli spread sui mutui a tasso variabile restano elevatissimi e vanno da un minimo del 2,70% ad un massimo di circa il 4,50%. Peggiore è, se possibile, la situazione inerente i mutui a tasso fisso. In questo caso gli spread vanno dal 3% al 5% e oltre.

domenica 10 febbraio 2013

I lettori di carte di credito applicati agli Smartphone stanno rivoluzionando il mercato

Sono piccoli, discreti, esteticamente gradevoli da vedere ma estremamente pratici e funzionali. Stiamo parlando di quei piccoli dispositivi che con sempre maggiore frequenza vediamo negli esercizi commerciali attaccati a dei semplici Smartphone o a dei Tablet e che servono per effettuare pagamenti con la carta di credito. Non si tratta dei dispositivi Nfc (tecnologia che permette ai clienti di perfezionare gli acquisti strisciando il dispositivo sul Pos) ma di piccoli aggeggi in cui infilare carte di credito e bancomat, per intercettare i gestori di piccole attività o quanti devono accettare i pagamenti in mobilità. In Italia esistono già diverse soluzioni offerte da competitor di respiro internazionale. Una è interamente italiana e si chiama Jusp. Jusp accetta carte di credito, American Express compresa, e Bancomat. Come i concorrenti intasca una percentuale su ogni transazione effettuata. L'intenzione è quella di ottenere 60.000 clienti nel 2013, anche grazie ad accordi con alcuni operatori telefonici. Dalla Germania arriva, invece, Sumup, un gadget presente già in dieci Paesi europei. Il lettore dialoga con carte di credito via chip o banda magnetica. Per ora niente Bancomat e American Express, ma sono previsti aggiornamenti nel corso dell'anno per risolvere queste mancanze. Poi c'è Payleven, un lettore diverso dagli altri poiché dialoga con il telefonino tramite bluetooth e permette di digitare il Pin nel caso in cui si usi il Bancomat. Legge Visa, MasterCard, Diners e presto anche American Express. Obiettivo dell'azienda: coinvolgere 50.000 esercizi commerciali nel 2013. In quanto a Izettle c'è da dire che la società finlandese ha piazzato 80.000 lettori di chip fra Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Regno Unito, Germania e Spagna. In Italia non c'è, ma a livello europeo è chiaramente l'avversario da battere. Accetta carte di credito Visa, MasterCard, American Express e Diners e trattiene il 2,75% su ogni transazione. Paypal Here è il lettore di casa eBay. Per ora è attivo negli Stati Uniti, in Canada, a Hong Kong, in Australia e Giappone. La percentuale applicata alla transazione è del 2,7% e vengono accettate carte MasterCard, Visa, American Express e Discover. Infine parliamo di Square, il primo lettore per carte di credito da attaccare agli Smartphone della storia. Disponibile negli Stati Uniti e in Canada, gestisce 8 miliardi di dollari di transazioni all'anno e trattiene il 2,75% di ogni operazione. Nel corso del 2013 dovrebbe cominciare l'espansione internazionale. Legge solo le carte di credito con banda magnetica, è disponibile sia per iPhone che per iPad, sia per Smartphone Android.

lunedì 4 febbraio 2013

Certificato di deposito salvadanaio oro di Unicredit Banca

Aumentare la raccolta è un imperativo d'obbligo per tutti gli istituti di credito e pur di riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati ci si inventa veramente di tutto. In questo caso Unicredit Banca ha lanciato un prodotto destinato a tutti coloro i quali desiderano ottenere un rendimento discreto lasciando delle somme vincolate per un determinato periodo di tempo. Si tratta del Certificato di deposito salvadanaio oro che, per depositi vincolati a 24 mesi, garantisce un rendimento pari al 2,10% lordo. L'importo minimo sottoscrivibile è pari a 10.000 euro incrementabili di trance di 1.000 euro. Il rendimento varia in funzione della durata del vincolo e va da un minimo dell'1,10% lordo per 6 mesi fino ad un massimo del 2,10% per 24 mesi, con scadenze intermedie fissate a 9, 12 e 18 mesi. Il certificato non prevede alcun costo di apertura e nessuna spesa alla scadenza. Il vincolo è stringente e non permette il prelievo parziale di somme che dovessero essere necessarie ai propri fabbisogni prima della naturale scadenza contrattuale. Il tasso è fisso e può essere corrisposto con cedola semestrale oppure con regolamento degli interessi a scadenza, in quest'ultimo caso alla scadenza vengono rimborsati capitale ed interessi. Il certificato di deposito salvadanaio oro può essere sottoscritto solo attraverso iniezioni di liquidità nuova e, quindi, non derivante da rapporti già in essere con l'istituto bancario. Questo vuol dire che se avete 10.000 euro sul vostro conto corrente aperto presso Unicredit Banca non potrete utilizzarli per sottoscrivere questo tipo di certificato a meno che non effettuate una nuova iniezione di liquidità, anche proveniente da altre fonti, come ad esempio un conto corrente bancario detenuto presso un altro istituto di credito diverso da Unicredit. Questo prodotto non brilla particolarmente in quanto a flessibilità, pressoché inesistente, né in termini di interessi riconosciuti ai sottoscrittori. Per importi pari o superiori ai 10.000 euro, in molti casi risulta essere preferibile aprire un conto deposito. VOTO: 6

domenica 3 febbraio 2013

Contomax di Banca Ifis, il conto corrente crowd nato da un'esperienza social

Dopo poco meno di un mese dal lancio del primo conto corrente crowd esistente in Italia, frutto della collaborazione di una moltitudine di utenti che attraverso i social network hanno dato il loro contributo di idee per sviluppare un prodotto innovativo e in linea con i reali bisogni dei consumatori, è giunto il momento di effettuare un'analisi per verificare l'effettiva convenienza del Contomax di Banca Ifis. A dire il vero lo scambio di idee tra Banca Ifis e utenza è attivo tutt'ora e appare assai proficuo. Ultima, in ordine temporale, è la querelle che riguarda la gratuità dei bonifici interni. Banca Ifis sostiene, dopo le insistenze dei clienti, che i bonifici interni, oltre ad essere gratuiti, non concorrono più al conteggio dei bonifici gratuiti mensili. Non tutti però concordano con questa impostazione della banca e gradirebbero che tutti i bonifici online non contemplassero commissioni e non solo il primo effettuato ogni mese. Banca Ifis, dal canto suo, pur sforzandosi di venire incontro a queste richieste ha precisato che  Contomax ha un costo per la banca e, a fronte di zero spese di apertura, gestione, bollo a carico della banca, quest'ultima ha previsto il primo bonifico gratuito del mese e i primi 5 prelevamenti gratuiti del mese per il bancomat evoluto. É possibile effettuare bonifici tra due Contomax. Quelli tra rendimax e Contomax a breve saranno disponibili. Ancora mancano giroconti con Rendimax, carta di credito e prepagata ma, la banca ha fatto sapere che oltre a ciò, tra non molto saranno disponibili anche  bonifici SEPA e bonifici urgenti. Contomax è un conto corrente in grado di soddisfare le esigenze più comuni in quanto dispone di tutti gli strumenti tipicamente associati ad un conto corrente di tipo tradizionale ma, a differenza di questi, può offrire tassi di interesse decisamente più elevati. Il tasso base è pari all'1,50% ma vincolando le somme si può arrivare anche al 4,35%. Esistono diverse formule di investimento. La cosiddetta One vi permette di ottenere un rendimento del 3,50% sulle somme depositate che, tra l'altro, sono sempre disponibili prenotandone lo svincolo con 33 giorni d'anticipo. Le formule Now e Up, invece, vengono applicate ai depositi vincolati a un mese e fino a 2 anni con rendimenti che, come dicevamo, possono raggiungere il picco del 4,35%. Nel complesso si tratta di un prodotto unico nel suo genere, anche e soprattutto perché nasce come progetto collaborativo e perché è in continua evoluzione. Da seguirne sicuramente con attenzione l'evoluzione e lo sviluppo. VOTO: 6,5

sabato 2 febbraio 2013

Conto corrente zero spese di Che Banca!

Avere un conto corrente è ormai una necessità. Se è possibile averne uno che non contempla spese eccessive è ancora meglio, se poi le spese sono azzerate del tutto rasentiamo l'optimum! In quest'ottica è nato il conto corrente zero spese di Che Banca! A differenza di altri prodotti simili è previsto che non si debba pagare l'imposta di bollo nemmeno nel caso in cui la giacenza media sul conto sia superiore ai 5.000 euro, soglia massima di esenzione di recente fissata dal governo Monti. Le uniche voci di costo sono rappresentate dai bonifici urgenti o di importo rilevante effettuati online (5 euro), le operazioni effettuate in filiale (3 euro) e, se richiesta, l'assistenza in filiale implica un canone mensile di 2 euro. Bancomat e carta di credito non hanno costi di nessun tipo. Inoltre, fino al 31 marzo di quest'anno, in collaborazione con Amazon, Che Banca! darà la possibilità a tutti i nuovi correntisti che accrediteranno sul proprio conto la pensione o lo stipendio, di ottenere un Kindle Paperwhite o, in alternativa, una gift card del valore di 129 euro da spendere sempre su Amazon. Finalmente il settore bancario sembra aver preso un tantinello più a cuore le esigenze dei consumatori ed inizia a proporre prodotti di una certa rilevanza in grado di aumentare il volume della propria raccolta. In questo caso ci troviamo di fronte ad un ottimo conto corrente che può tranquillamente essere considerato uno dei migliori, se non il migliore, attualmente presente sul mercato. VOTO: 8,5

venerdì 1 febbraio 2013

Sella Money Ricarica No Cost. La carta prepagata senza costi di ricarica

Tra le tante carte prepagate presenti oggi sul mercato, spicca la carta senza costi di ricarica offerta da Banca Sella denominata "Sella Money Ricarica No Cost". Questa carta è associata ad un codice IBAN così da renderla, a tutti gli effetti, equiparabile ad un conto corrente, dotandola di tutti gli strumenti tipicamente ad esso associati come, ad esempio, accredito dello stipendio, domiciliazione delle bollette, bonifici, ecc. Il canone annuo è pari a 11 euro e non sono previsti costi di ricarica. Sul fronte della sicurezza, Sella Money Ricarica No Cost è dotata di chip e necessita della digitazione del PIN ogni qualvolta si effettua un acquisto, circostanza questa che la rende particolarmente sicura. Con il servizio Sms MemoShop sarà possibile ricevere via sms, sul proprio telefonino, una notifica di tutte le operazioni effettuate con la carta, in maniera tale da poter prevenire usi fraudolenti della carta. Grazie al servizio di gestione SellaPayCard sarà possibile utilizzare la carta senza dover necessariamente possedere un conto corrente, anche se averne uno d'appoggio è utilissimo. Infine, con il servizio SellaBox sarà possibile consultare tutte le operazioni effettuate direttamente online evitando l'invio di comunicazioni cartacee. Le commissioni di prelievo presso sportelli di altri istituti bancari in Italia e all'estero ammonta a 2 euro. Nell'arco di un anno è possibile ricaricare fino a 50.000 euro, mentre il plafond di giacenza massimo è di 12.000. Non è possibile effettuare più di 2 operazioni di ricarica nella stessa giornata e l'importo massimo della singola ricarica non può essere superiore ai 5.000 euro. Si tratta di una carta prepagata molto valida e sicura che non ha nulla da invidiare ad altri competitor presenti oggi sul mercato. Sicuramente da provare. Voto: 7,5
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