giovedì 20 giugno 2013

Si va verso la riduzione dei costi e dei tassi dei mutui

Il nodo mutui è assai annoso e stringe nella morsa migliaia di famiglie in crisi di liquidità che si vedono costrette a perdere la propria casa poiché impossibilitate a far fronte alle obbligazioni assunte con le banche. Nella legge di stabilità, al fine di tamponare questa vera e propria emergenza sociale,  potrebbe essere inserito un meccanismo per ridurre il costo dei mutui per le famiglie che intendono acquistare immobili, riducendo i tassi e ipotizzando anche una cartolarizzazione dei crediti. Lo ha annunciato il viceministro dell'economia Stefano Fassina, intervenendo alla presentazione dell'Osservatorio congiunturale sull'industria delle costruzioni presso la sede dell'Associazione nazionale costruttori edili (Ance). Fassina, dopo avere riconosciuto che il tema del credito, alle imprese e alle famiglie, costituisce uno dei problemi di maggiore rilievo in una crisi che è sistemica, ha affermato che il Governo sta studiando un sistema di interventi sul sistema bancario finalizzato al sostegno dei mutui. L'obiettivo è quello di ridurre i costi per le famiglie, riducendo i tassi. "Per fare ciò", ha detto Fassina, "si dovrebbe operare attraverso una diversificazione dei rischi delle banche cartolarizzando i crediti e quindi mettendo a punto anche delle garanzie che consentano di abbassare i costi dei mutui stessi". Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare e la politica italiana è fatta di proclami senza esito. Speriamo che almeno questa volta alle parole seguano fatti concreti.

mercoledì 19 giugno 2013

I migliori prestiti per le vacanze

I prestiti personali per le vacanze sono quantomai attuali in questo periodo e attengono una fetta sempre più ampia della popolazione che, stretta dalla morsa della crisi economica, pur di concedersi qualche giorno al mare o in montagna, ricorrono sempre più spesso ad apposite linee di credito studiate per finanziare le proprie vacanze. In tal senso si segnalano tre prodotti dai costi abbastanza contenuti. Siamo passati dallo 0,7% allo 0,83% del totale delle richieste di prestito personale presentate in Italia. La nostra simulazione ha preso in esame il caso di un lavoratore dipendente a tempo indeterminato con 13 anni di servizio alle spalle e 36 anni di età, residente a Roma. La richiesta attiene un prestito per le vacanze di importo pari a 5.000 euro.

Dei tre prodotti analizzati, afferenti alle società finanziarie Findomestic Banca, Rataweb e Fiditalia, solo il primo non prevede spese iniziali, mentre gli altri prevedono una spesa iniziale pari a 14,62 euro.

Findomestic Banca propone il cosiddetto "Credito Vacanze", un prestito personale classico con TAN fisso all'8,80% e TAEG al 9,16% senza costi accessori, che prevede una rata di 227,97 euro per 24 mesi.

Rataweb, invece, sfida la concorrenza con il suo prestito denominato "Credito Personale". Molto simile al precedente, questo finanziamento ha un TAN fisso pari al 7,95% e un TAEG pari al 9,21%. La rata in questo caso ammonta a 227,32 euro per 24 mesi e non ci sono costi inerenti l'istruttoria della pratica. Da notare che, nonostante vi siano dei costi lievemente superiori rispetto al credito vacanze Findomestic, questo prodotto ha una rata lievemente più leggera di 0,65 centesimi di euro che per 24 rate, si traduce in un risparmio pari a 15,60 euro, una cifra in grado di coprire le spese iniziali sostenute che sono, come detto in precedenza, pari a 14,62 euro.

Infine, ma non per ultimo, Fidiamo di Fiditalia, un prestito personale che ha un TAN fisso dell'8,55% e un Taeg pari a 9,32% (il più alto del lotto analizzato). La rata ammonta a 227,39 euro e non sono previsti né costi d'istruttoria né costi legati all'addebito sul conto corrente a mezzo R.I.D. Tutto questo basta a giustificare la competitività del prodotto che si colloca al secondo posto rispetto al prestito proposto da Rataweb.

sabato 15 giugno 2013

Decreto del Fare

Con il "decreto del Fare" il governo Letta prova dare una svolta al proprio operato, fin qui veramente lento e farraginoso. Il pacchetto delle misure messe in campo prevede un decreto e un disegno di legge che avrà lo scopo di intervenire su diversi temi: dall'alleggeriemnto delle bollette al divieto di pignoramento sulla prima casa, fino all'addio al libretto sanitario e la digitalizzazione dei servizi. 

BOLLETTE - Previsto il taglio delle bollette elettriche ai cittadini e alle aziende per oltre 500 milioni di euro l'anno, attraverso la riduzione di oneri impropri e rendite. 

EQUITALIA CASA E MUTUI - Per le espropriazioni della prima casa, Equitalia manterrà le garanzie e la prelazione nell'incasso del credito, ma non potrà più far suo l'immobile, con l'eccezione di ville, castelli e case signorili. Respirerà anche chi non riesce a pagare il mutuo: prima di decadere dal piano di dilazione, lo Stato concede 5 mesi di tempo (e non solo 2 come è stato fino a oggi). 

PICCOLE OPERE - Il governo mette in campo finanziamenti per rilanciare 6 mila cantieri, attingendo dagli investimenti per Tav e Ponte sullo Stretto. 

LIBRETTO SANITARIO - Viene creata l'Anagrafe nazionale degli assistiti (Ana), che dovrà monitorare le prestazioni erogate dalle Asl. Il libretto sanitario personale scomparirà: le informazioni saranno online. 

PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI - Se le Pubbliche Amministrazioni tarderanno ad arrivare alla conclusione di un procedimento amministrativo, gli utenti potranno rivalersi. La sanzione sarà di 50 euro al giorno per un massimo di 4.000 euro. 

UNIVERSITA' E RICERCA - Nelle università salirà il turnover (dal 20 al 50%). Per gli studenti diplomatisi con 95/100 o con un voto superiore che intendono frequentare l'università fuori dalla propria città, ci sono a disposizione 19 milioni di euro in borse di studio fino al 2017. 

Sul fronte dell'Imposta sul valore aggiunto c'è da dire che nessuna decisione è stata presa allorquando mancano 15 giorni all'aumento di un punto percentuale. Letta, Saccomanni e Zanonato sono stati chiari. "Le risorse per scongiurare l'aumento non ci sono". Frange di Pd e Pdl, però, insistono nella direzione opposta. Fassina e Brunetta, per una volta d'accordo, spingono per lo stop all'incremento dell'imopsta. Trovare le coperture in due settimane è pressocché impossibile, perché significherebbe tagliare in modo sostanzioso altrove e, si sa, il taglio degli sprechi non è una strada percorribile da nessun governo, in Italia. L'unica alternativa all'aumento pare essere, in questo momento, una proroga. Sarebbe un modo per prendere tempo in vista di uno stop definitivo. Una soluzione classica all'italiana, insomma.

giovedì 13 giugno 2013

Nei contratti di mutuo clausole che permettono alle banche di superare il tasso di usura

La Federconsumatori, nello specifico la sezione di Cosenza, si mobilita dopo la decisione della Suprema Corte di Cassazione di permettere alle banche di inserire nei contratti di mutuo clausole che, di fatto, non contrastano la possibilità, da parte degli istituti di credito, di superare il tasso di usura, grazie al cumulo del tasso di interesse sul mutuo e del tasso di mora.

In seguito alla sentenza, moltissimi cittadini si sono rivolti allo sportello della Federconsumatori di Cosenza, chiedendo delucidazioni sulla vicenda e assistenza tecnico-legale. La Federconsumatori di Cosenza ha, di conseguenza, deciso di prendere posizione al riguardo, orientandosi a chiedere la nullità parziale dei contratti, ritenendo il contratto valido in sé, ma nulle le singole clausole “incriminate”.

La Federconsumatori di Cosenza, inoltre, chiederà sia all’Abi sia alla Banca d’Italia la rinegoziazione dei vecchi contratti di mutuo, al fine di cancellare la clausola in questione; l’eliminazione di tale clausola dai contratti futuri; la restituzione delle somme pagate in più e relative al superamento dei tassi di usura.

La Federconsumatori di Cosenza ha intenzione di chiedere anche, alle singole banche, la restituzione delle somme pagate in più, in tutti i casi in cui sia stato superato il tasso di usura. A tal proposito, prevedendo una certa resistenza da parte degli istituti di credito, la Federconsumatori di Cosenza sta valutando l'opportunità di rivolgersi ai Tribunali competenti per avviare cause pilota con l’obiettivo di chiedere la nullità parziale dei contratti e la restituzione delle somme pagate in eccesso.

lunedì 10 giugno 2013

Prestiti personali per i matrimoni in aumento anche se gli importi sono inferiori rispetto al passato

La bella stagione, si sà, porta con se oltre al risveglio della natura in tutte le sue forme ed espressioni, anche gli esseri umani ad intraprendere un percorso di vita insieme. Ecco quindi arrivare in massa matrimoni su matrimoni che, da maggio fino a ottobre invadono festosamente le chiese di tutta Italia e del mondo intero. Però sposarsi ai giorni nostri non è certo cosa facile e richiede sicuramente uno sforzo economico non indifferente. A tal fine si evidenzia una netta impennata dei prestiti personali richiesti proprio per questo fine anche se, a dire il vero, gli importi medi sono sensibilmente diminuiti. Come dire, un aiutino serve senz'altro ma non più di tanto per non trovarsi in una situazione ancora più pesante determinata dal pagamento di numerose rate alla finanziaria o alla banca che ha erogato il finanziamento. Fino ad un paio di anni fa l'importo medio richiesto dai futuri sposi si avvicinava a 16.000 euro, oggigiorno è sceso a 9.000 euro. Il dato è alquanto significativo e segna una svolta negativa pari quasi al 50%. La crisi è stringente sotto tutti i punti di vista e i matrimoni, riti tradizionali ai quali siamo affezionatissimi, iniziano a dover fare i conti con un regime di austerity decisamente pessimo. Le cerimonie sono divenute più sobrie ed anche l'indotto ne ha risentito moltissimo. Le sale ricevimento sono spesso meno affollate rispetto ad un tempo. Sposarsi è un lusso e non sempre conviene farlo, anche se si ha la possibilità di prendere un piccolo prestito.

giovedì 30 maggio 2013

Il conto corrente a costo zero esiste davvero?

Il conto corrente a costo zero esiste davvero? Si c'è. Ma per trovarlo devi sapere quali sono le spese nascoste e quali banche pagano al posto tuo anche le tasse dovute allo Stato. Lo pubblicizzano in tanti, ma i dubbi restano. É possibile che un conto corrente sia a zero spese? Solo in casi rarissimi. Perché qualcosa da pagare c'è sempre, a partire dalle imposte. Ecco come difenderti da brutte sorprese. "Regola numero uno: imparare a leggere le condizioni economiche del conto che propongono e contrattare" spiega Vito Di Dario, responsabile del sito specializzato OF - Osservatorio Finanziario. Vediamo le principali voci a cui fare attenzione per capire la convenienza o meno di un conto.

Occhio alle imposte di bollo. Si tratta dei soldi prelevati dallo Stato. Su ogni conto si pagano 34 euro l'anno, con due eccezioni: se si ha una giacenza inferiore a 5.000 euro o un reddito annuo minore di 7.500 euro. "Se si possiede un dossier titoli, c'è un'ulteriore imposta" aggiunge l'esperto "cioè lo 0,15% annuo sul valore totale delle azioni o degli altri strumenti di risparmio".

Calcola le tue operazioni. Le spese nascoste scattano ogni volta che utilizzi il conto. Magari effettui molti prelievi al Bancomat e paghi 1 o 2 euro ogni volta che lo fai da un istituto diverso dal tuo. Oppure c'è un costo per tutti i bonifici che fai allo sportello.

Punta sull'online. L'abitudine di andare alla banca sotto casa oggi ha un prezzo. "I conti più convenienti sono quelli online" consiglia l'esperto. "Di solito non hanno costi per le operazioni più comuni, l'estratto conto arriva sul computer e alcune banche si accollano anche l'imposta statale, quella di 34 euro, fornendo davvero un conto a costo zero".

Chiedi l'estratto conto via email. Ricevere a casa il dettaglio delle spese ogni mese o trimestre ha sempre un costo di 1 o 2 euro. Come evitarlo? Si può chiedere di sospendere l'invio o di farselo mandare soltanto via email.

Se poi hai in mano il foglio informativo sul conto corrente che vorresti sottoscrivere, stai bene attento all'ISC (Indicatore sintetico di costo). Qui ogni istituto di credito è obbligato a scrivere una media delle spese secondo profili standard individuati dalla Banca d'Italia. Se trovi "zero" sei a posto. Ma in tutti gli altri casi, cioé se viene indicata una cifra, quella è il costo reale. Fatti allora spiegare bene quali operazioni quel conto comprende e inizia a contrattare. Oppure cerca altrove.

venerdì 10 maggio 2013

SpecialCash Postepay il mini prestito personale di Poste Italiane

SpecialCash Postepay è un piccolo prestito erogato da Poste Italiane, in collaborazione con Compass S.p.A., che ha la caratteristica di poter essere richiesto da chiunque sia in possesso di una carta PostePay attiva, senza che vi sia la necessità di giustificare il motivo per il quale si richiede il prestito e senza dover offrire alcuna garanzia reddituale di particolare entità. Richiedere SpecialCash Postepay è facilissimo. Basta recarsi presso un qualsiasi ufficio postale e compilare un apposito modellino. Insieme a quest'ultimo vanno presentati un documento d'identità valido e la propria tessera sanitaria. Per i cittadini stranieri, invece, è necessario presentare un documento che attesti il reddito percepito, il passaporto unitamente ad un altro documento d'identità e il permesso di soggiorno in corso di validità. Il plafond disponibile è stato tarato su tre misure diverse, in grado comunque di assolvere esigenze di credito di piccola entità. Si parte dal mini prestito da 750 euro, rimborsabile in 15 mesi al Taeg del 17,83% con una rata di 54,50 euro, per passare al taglio medio da 1.000 euro al Taeg del 16,29% rimborsabile in 20 mesi pagando una rata pari a 56 euro, per finire al piano più consistente che ha un ammontare di 1.500 euro al Taeg del 15,34% e prevede un piano di ammortamento costituito da rate di importo pari a 71,50 euro. Il costo complessivo dell'operazione, a seconda del tipo di ricarica prescelta, varia da un minimo di 83,93 euro, ad un massimo di 232,43 euro. Decisamente buono. Il rimborso delle rate avviene direttamente su conto corrente o tramite bollettino postale a seconda delle preferenze. L'invio delle comunicazioni e l'eventuale estinzione anticipata sono gratuite. Il TAN fisso è pari allo 0%. Si tratta di un buonissimo servizio a nostro parere. Comodo, semplice e chiaro, con costi contenuti e procedure snelle. VOTO: 9

venerdì 19 aprile 2013

Il crowd funding in Italia finanzia nuove idee imprenditoriali grazie a Com Unity

Ottenere prestiti è diventato sempre più difficile e la crisi impone a banche e clienti di cercare nuove soluzioni per dare vita ai loro progetti. O di copiarle dalla rete, come ha fatto Banca Interprovinciale (spa fondata nel 2009) con Com Unity, un portale che ospita idee imprenditoriali da sostenere esclusivamente attraverso il crowd funding. Le regola chiave del modello nato con Kickstarter sono note: c'è un progetto proposto e un limite di tempo per raccogliere una somma di denaro. In questo caso c'è di mezzo anche una banca che, se il tetto viene raggiunto, trattiene il 4%. Altrimenti le quote vengono restituite. Inoltre i singoli contributi devono essere contenuti, per privilegiare l'estensione del finanziamento piuttosto che il valore pro capite. Ma cosa differenzia questa piattaforma di crowd funding da siti che svolgono un servizio simile? La presenza di un comitato etico e di un business coach. Il primo attesta la fattibilità economica dei progetti, il secondo fornisce consulenze a chi intende avviare una campagna in cambio dell'1% del valore della stessa. Si tratta di professionisti esterni alla banca, che svolgono la funzione di garanti. Secondo il direttore generale, Alessandro Gennari, si tratta di "un riavvicinamento all'essenza oggi un po' estinta della missione originaria: selezionare idee, puntare sui progetti migliori e capire, conoscendoli, quali imprenditori sostenere". Insomma, è ora che le banche tornino a fare le banche.

giovedì 18 aprile 2013

Per ottenere un prestito non conta solo essere solvibile, contano anche gli amici di Facebook

La rete di contatti sui social network è più importante di quello che pensavamo. E non solo per la riuscita di una festa o per organizzare una partita di calcetto. Dal livello delle nostre conoscenze può, infatti, dipendere anche il nostro mutuo. O un prestito per comprare l'auto. Tutto merito, o colpa, di un manipolo di startup convinte che nelle relazioni online si nascondano indicazioni sulla solvibilità di chi chiede aiuti finanziari. L'americana Neo, per esempio, sbircia, con il permesso dell'interessato, le connessioni su LinkedIn per decidere se concedere o meno un aiuto all'acquisto di una macchina. Analizzando la rete di colleghi, un software valuta l'autenticità dei posti di lavoro dichiarati oppure, attribuendo un punteggio ai contatti, stima quanto velocemente un licenziato può trovare un nuovo lavoro. Lenndo, azienda di Hong Kong, permette, invece, agli amici di Facebook di garantire per chi chiede un prestito. E per assicurarsi che siano effettivamente amici, il programma investiga l'effinità lessicale dei post. Anche in Europa qualcosa, in tal senso, si muove: Kreditech, startup specializzata in elargizioni di piccola entità in Germania, Spagna e Polonia, decide se sganciare o meno i soldi anche sulla base dei quartieri in cui vivono i contatti di Facebook dei potenziali clienti o degli impieghi che sostengono di avere. E se un conoscente digitale ha fatto bancarotta ecco che le chances di ottenere denaro diminuiscono assai. Morale: attenti, un'amicizia sbagliata può costare molto caro!

sabato 13 aprile 2013

Il miraggio dei mutui agevolati per le giovani coppie italiane

In Italia ci sarebbe un Fondo destinato ad agevolare l'accesso al credito di una miriade di giovani coppie eppure, inspiegabilmente, le banche, in totale, da quando è stato istituito il Fondo, hanno erogato appena 96 mutui! Le condizioni di accesso al credito per molti istituti operanti in Italia sono sensibilmente peggiorate (mancanza di fiducia tra le banche) e questo si è riflesso non tanto sugli indici Euribor ma più sugli spread applicati dalle banche. Così, se ad agosto lo spread medio era inferiore all'1,5% da settembre è salito al 3%, raddoppiando. Inoltre, per la stessa logica, molti istituti hanno deciso di defilarsi dal mercato applicando spread carissimi (anche superiori al 5%). Il rincaro degli spread è certamente la causa principale del mancato decollo del fondo. E il motivo per cui molti istituti hanno creato ostacoli alle giovani coppie che si sono presentate allo sportello, requisiti alla mano, chiedendo il prestito agevolato. Per questa ragione il governo uscente ha deciso di modificare i requisiti di accesso al Fondo. Le ultimissime novità in materia stabiliscono che non si conteggia più uno spread dell'1,5% ma viene indicato che il tasso finale applicato sul mutuo non deve essere superiore al tasso effettivo globale medio, pubblicato trimestralmente dal ministero dell'Economia. Per rendere meno selettivo il fondo, è previsto anche che salti il vincolo del possesso di almeno il 50% di un reddito da lavoro dipendente e a tempo indeterminato e che salga da 35.000 a 40.000 euro il reddito complessivo ai fini Isee necessario per l'accesso al Fondo. Gli istituti di credito e tutti i soggetti finanziatori, inoltre, non potranno più chiedere ulteriori garanzie non assicurative ai giovani futuri mutuatari. Speriamo che queste misure siano sufficienti a dare nuova linfa ad uno strumento che nelle intenzioni è sicuramente meritevole di lodi, ma che nei fatti è diventato una chimera per tutti.

mercoledì 3 aprile 2013

Nuovo conto Bancoposta Più

Conto BancoPosta Più è un conto corrente che vi offre un'ampia gamma di prodotti e servizi adatti a ogni esigenza finanziaria. Il canone mensile ammonta a 4 euro e comprende:

  • una carta di debito Postamat Maestro utilizzabile presso gli sportelli automatici ATM bancari e postali (i prelievi da ATM Postamat sono gratuiti);
  • servizio di Internet Banking (BancoPosta Online) gratuito per accedere al tuo conto corrente anche online;
  • estratto conto mensile cartaceo oppure online gratuito;
  • domiciliazione utenze gratuite;
  • tasso creditore annuo lordo dello 0,25%.
Conto BancoPosta Più vi offre la possibilità di azzerare il canone mensile di 4 euro se sul vostro conto accreditate lo stipendio, la pensione o ricevete un bonifico mensile di almeno 700 euro e se, in più, scegliete due tra i seguenti prodotti o servizi finanziari: 

  • Domiciliazione utenze: classica modalità di pagamento delle bollette senza che vi sia la necessità di recarsi presso un ufficio postale e senza alcun costo aggiuntivo;
  •  Secondo accredito di stipendio o pensione: con l'accredito della pensione si ha un'assicurazione gratuita contro il furto di contante fino ad un massimo di 700 euro l'anno, nelle due ore successive al prelievo effettuato presso gli Uffici Postali o presso gli sportelli automatici postali e bancari;
  • Carta di credito BancoPosta Più, carta di credito BancoPosta Classica o carta di credito BancoPosta Oro: un'offerta completa di carte di credito, a saldo o con modalità di rimborso rateale, idonee a soddisfare ogni esigenza di acquisto in Italia e all'estero o anche su Internet;
  • Mutuo BancoPosta: la soluzione più adatta alle proprie esigenze che permette di finanziare i progetti più importanti;
  • Fondi BancoPosta Piani di Accumulo Capitale (PAC): le soluzioni di investimento per un agestione professionale del risparmio;
  • Obbligazioni Poste Italiane S.p.A.: l'opportunità di investimento per diversificare i propri risparmi (possesso rilevato nell'ultimo giorno del mese di riferimento del prodotto regolato sul mercato primario);
  • Prodotti assicurativi Poste Vita Ramo I e Piano di previdenza integrativa PosteVita;
  • Telepass Family BancoPosta: un sistema pratico e veloce per il pagamento telematico dei pedaggi autostradali.
Per i conti BancoPosta Più in essere al 31/12/2012 e per i Conti BancoPosta che migrino al Conto BancoPosta Più, per poter azzerare il canone mensile è necessario che almeno uno dei suddetti casi sia nuovo, ovvero non sia già presente nei sei mesi precedenti al primo gennaio 2013 o dalla data di sostituzione dei conti BancoPosta con il Conto BancoPosta Più.

La verifica della presenza delle condizioni che determinano l'azzeramento del canone è effettuata mensilmente, i primi giorni del mese successivo al mese di riferimento. L'azzeramento è realizzato mediante riaccredito del canone mensile contestualmente all'addebito dello stesso, con stessa data contabile e stessa data valuta. Nel mese di estinzione del conto corrente non sarà rimborsato l'ultimo addebito del canone mensile. 

martedì 2 aprile 2013

Investire sui Paesi emergenti

I Paesi emergenti producono il 50% della ricchezza mondiale, hanno una popolazione giovane e il debito pubblico è sotto controllo, a differenza dell'Europa. Persino Banca Etica ha rivisto la scelta di non vendere prodotti finanziari legati a queste aree (i problemi sono corruzione, povertà, mancanza di democrazia). "Ne abbiamo messo sotto osservazione alcuni e penso che il Brasile sarà una delle nostre proposte per il 2013" - spiega Alessandra Viscovi, direttore generale di Etica Sgr - "ma la vera novità è l'Africa subsahariana è uno dei mercati più promettenti per gli investitori ma le società quotate in Borsa sono ancora poche per cui può essere difficile trovare titoli da acquistare" - ha spiegato, invece, Alida Carcano, vicepresidente della società d'investimenti Valeur. Sul mercato ci sono fondi specializzati (soprattutto Sudafrica) o con un approccio più ampio (i global emerging markets), che investono dalla Cina al Brasile, alla Malesia, passando per Monzambico e Ghana. Il colosso svizzero Pictet ha lanciato un fondo che investe in società quotate nelle Borse di Paesi emergenti che distribuiscono alti dividendi: si guadagna dalla crescita del titolo in Borsa e anche dalla cedola. Il Fondo monetario internazionale, in merito agli investimenti relativi ai Paesi africani, prevede una crescita superiore al 5,5% nel corso di quest'anno. L'investimento va fatto minimo per 5 anni, in modo da assorbire le fluttuazioni dovute a Paesi ancora instabili sotto il profilo politico e dell'inflazione. Il rischio dell'investimento è medio-alto, il che vuol dire che è consigliabile affidarsi a dei professionisti piuttosto che ricorrere al fai da te.

domenica 10 marzo 2013

Non mi dai il mutuo? Mi faccio un prestito per acquistare i mobili

La banca non mi concede il mutuo per l'acquisto della casa? Mi faccio un prestito per acquistare i mobili o per ristrutturare un immobile, pago più interessi, ma almeno posso comprare casa! Ecco a cosa sono costretti a ricorrere sempre più italiani, a mezzucci sconvenienti pur di avere una casa di proprietà! C'è da chiedersi come mai le banche non danno soldi alle famiglie mentre le società finanziarie dedite all'erogazione di piccoli prestiti continuino a farlo. Ma si sà, in Italia i misteri sono talmente tanti che è inutile star lì ad arrovellarsi le cervella. In ogni modo, questa scoperta è data dal fatto che, incrociando i dati dei prestiti concessi per l'acquisto dei mobili, ad esempio, e i prestiti concessi per questa specifica esigenza, sono disallineati. Per non parlare del caso, ormai sempre più frequente, dei genitori che, pur di aiutare i figli, contraggono un prestito per la ristrutturazione della propria casa e poi girano la somma ricevuta ai figli. Secondo i dati resi noti dall'Osservatorio SuperMoney, portale per il confronto dei prestiti online, delle richieste di finanziamento giunte negli ultimi tre mesi, il 29% ha come obiettivo la casa e l'11% riguarda l'arredamento,e il 18% le ristrutturazioni. Per la casa, la regione con la percentuale più alta di finanziamenti è la Calabria, dove mobili e ristrutturazioni pesano per il 37,75% sulle domande.

lunedì 4 marzo 2013

Salari italiani più bassi di quelli tedeschi di circa il 15%

La Germania continua ad invocare l'austerity e, mai come in questo caso, si può affermare che il livello di ottusità sia pari alla spocchia della puffa che ne governa le sorti e che, in pieno stile hitleriano, pretende ancora di dettare legge su tutta l'eurozona. Ma si sa, la persona sazia non crede a quella che sta digiuno, quindi nemmeno un dato come quello relativo alla media dei salari europei, frutto di un report dell'Istat, potrà "convincere" o quantomeno "invogliare" gli amministratori di questa Ue ingessata a cambiare rotta in tempi ragionevolmente rapidi. La Bce preferisce mantenere il livello dell'inflazione al di sotto del 3%, che ovviamente ha la priorità assoluta rispetto all'economia reale, fatta di gente che perde il posto di lavoro e non sa cosa mangiare perché di soldi non ne ha più. Ma si sa, chi occupa poltrone di grande prestigio guadagna anche tanto e quindi non può sapere cosa si prova a vivere di stenti. Comunque sia, andiamo ai dati di questa indagine condotta dall'Istat. Nella classifica  dei salari l'Italia si piazza al dodicesimo posto nell'Ue a 27, sotto la media della zona euro, ma leggermente sopra quella dell'intera Ue. La retribuzione oraria lorda a ottobre 2010, espressa in termini nominali (senza tener conto del potere di acquisto), è inferiore di circa il 14,6% a confronto con quella della Germania, del 13% nel paragone con il Regno Unito e dell'11% con la Francia; risulta invece superiore del 25,9% rispetto alla Spagna. Il confronto è relativo alla retribuzione oraria del mese di ottobre dei dipendenti che hanno un contratto a tempo pieno ed esclude gli apprendisti. Questo vuol dire che, molto probabilmente, includendo i salari dei lavoratori precari, il dato sarebbe di gran lunga peggiore. Viva l'austerity!

venerdì 1 marzo 2013

Dieci milioni di euro per i mutui prima casa dalla Banca di Viterbo Credito Cooperativo

In tempi di vacche magre notizie come questa aprono il cuore alla speranza. Di giovani che non possono tuffarsi nell'avventura di crearsi una famiglia, perché impossibilitati prevalentemente da fattori di ordine economico, ne è pieno lo stivale. In loro aiuto, almeno per ciò che attiene il territorio viterbese, è andata la Banca di Viterbo Credito Cooperativo che ha deciso, in controtendenza con il malcostume nazionale delle banche di chiudere i rubinetti del credito alle famiglie, di stanziare dieci milioni di euro per l'acquisto o la costruzione della prima casa di abitazione, finanziando fino al 70% del valore dell'immobile. I mutui a tasso agevolato, potranno essere sottoscritti sia nella versione a tasso fisso che in quella a tasso variabile ed avranno una durata massima di 25 anni, mentre per i soci della banca è di 30 anni. La scadenza dei pagamenti, inoltre, sarà a scelta, da mensile a semestrale. Non c'è che dire, si tratta sicuramente di una iniziativa lodevole che è auspicabile, possa essere presa ad esempio anche da altri istituti di credito italiani.

giovedì 21 febbraio 2013

Codacons contro gli interessi anatocistici pretesi dalle banche per il pagamento dei mutui

Il Codacons è una delle associazioni di consumatori più attive nel campo della lotta all'anatocismo bancario. Questa pratica, ritenuta illegittima, ma ampiamente diffusa nel settore bancario, prevede la capitalizzazione degli interessi su un capitale, affinché essi siano a loro volta produttivi di altri interessi. Un esempio di anatocismo è quello di sommare, al capitale di debito residuo, gli interessi ad ogni scadenza di pagamento, anche se sono regolarmente pagati. Una vertenza legale che ha visto il Codacons contrapporsi a Banca Carisbo ha dato nuova linfa e slancio all'azione dell'associazione che, forte della sentenza emessa, è pronta ad affrontare l'argomento con ancora maggiore fervore in difesa dei diritti dei consumatori.   Il caso esaminato dal Tribunale di Bologna e deciso con sentenza numero 325/13, emessa da Cinzia Gamberini, ha riguardato un cliente della Banca Carisbo e fa seguito a un'altra sentenza emessa non molto tempo fa, contro lo stesso istituto sempre dallo stesso Tribunale. Banca Carisbo ha sostenuto una tesi oramai sconfessata da ogni tribunale italiano, e che si basa sull'ignoranza dei clienti in merito al diritto di chiedere la restituzione, nel 99% dei casi, di somme pretese dalle banche ogni qualvolta si sia in presenza di linee di credito o di rossi di conto corrente.

domenica 17 febbraio 2013

In Italia su un mutuo si pagano 69 euro in più al mese rispetto alla media europea

In Italia su un mutuo di 100 mila euro a trent'anni è possibile pagare anche 69 euro in più al mese sulla rata rispetto alla media europea. A dirlo è l'Adusbef di concerto con Federconsumatori. Secondo le due associazioni dei consumatori, alla fine del contratto il cliente avrà sborsato circa 25.000 euro in più rispetto a quanto avrebbe speso, nello stesso caso, un cittadino residente in un altro stato dell'Unione Europea. Di certo nessuno si affanna a spiegare i motivi di una tale differenza di trattamento. I politici italiani quando si tratta di comunicare notizie infauste agli italiani lo fanno con piglio deciso dichiarando che "ce lo chiede l'Europa", ma in questo caso non ci pare che l'Europa abbia chiesto nulla. Eppure il trattamento economico è assai penalizzante per noi italiani e le banche continuano a fare quello che vogliono senza freni. In un anno (da novembre 2011 fino a dicembre 2012) è quasi raddoppiato il differenziale tra i tassi medi applicati a mutui e prestiti tra Italia ed Eurozona. A dicembre 2012, il differenziale per i mutui è risultato essere di +119 punti base a nostre spese (era +67 nel novembre 2011). Per i prestiti personali e il credito al consumo risulta +152 (contro il + 84 di novembre 2011). Non c'è che dire, le banche sono delle vere e proprie sanguisughe e, a riprova di ciò, basta pensare al fatto che pur rimanendo, l'Euribor, su livelli decisamente bassi, gli spread sui mutui a tasso variabile restano elevatissimi e vanno da un minimo del 2,70% ad un massimo di circa il 4,50%. Peggiore è, se possibile, la situazione inerente i mutui a tasso fisso. In questo caso gli spread vanno dal 3% al 5% e oltre.

domenica 10 febbraio 2013

I lettori di carte di credito applicati agli Smartphone stanno rivoluzionando il mercato

Sono piccoli, discreti, esteticamente gradevoli da vedere ma estremamente pratici e funzionali. Stiamo parlando di quei piccoli dispositivi che con sempre maggiore frequenza vediamo negli esercizi commerciali attaccati a dei semplici Smartphone o a dei Tablet e che servono per effettuare pagamenti con la carta di credito. Non si tratta dei dispositivi Nfc (tecnologia che permette ai clienti di perfezionare gli acquisti strisciando il dispositivo sul Pos) ma di piccoli aggeggi in cui infilare carte di credito e bancomat, per intercettare i gestori di piccole attività o quanti devono accettare i pagamenti in mobilità. In Italia esistono già diverse soluzioni offerte da competitor di respiro internazionale. Una è interamente italiana e si chiama Jusp. Jusp accetta carte di credito, American Express compresa, e Bancomat. Come i concorrenti intasca una percentuale su ogni transazione effettuata. L'intenzione è quella di ottenere 60.000 clienti nel 2013, anche grazie ad accordi con alcuni operatori telefonici. Dalla Germania arriva, invece, Sumup, un gadget presente già in dieci Paesi europei. Il lettore dialoga con carte di credito via chip o banda magnetica. Per ora niente Bancomat e American Express, ma sono previsti aggiornamenti nel corso dell'anno per risolvere queste mancanze. Poi c'è Payleven, un lettore diverso dagli altri poiché dialoga con il telefonino tramite bluetooth e permette di digitare il Pin nel caso in cui si usi il Bancomat. Legge Visa, MasterCard, Diners e presto anche American Express. Obiettivo dell'azienda: coinvolgere 50.000 esercizi commerciali nel 2013. In quanto a Izettle c'è da dire che la società finlandese ha piazzato 80.000 lettori di chip fra Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Regno Unito, Germania e Spagna. In Italia non c'è, ma a livello europeo è chiaramente l'avversario da battere. Accetta carte di credito Visa, MasterCard, American Express e Diners e trattiene il 2,75% su ogni transazione. Paypal Here è il lettore di casa eBay. Per ora è attivo negli Stati Uniti, in Canada, a Hong Kong, in Australia e Giappone. La percentuale applicata alla transazione è del 2,7% e vengono accettate carte MasterCard, Visa, American Express e Discover. Infine parliamo di Square, il primo lettore per carte di credito da attaccare agli Smartphone della storia. Disponibile negli Stati Uniti e in Canada, gestisce 8 miliardi di dollari di transazioni all'anno e trattiene il 2,75% di ogni operazione. Nel corso del 2013 dovrebbe cominciare l'espansione internazionale. Legge solo le carte di credito con banda magnetica, è disponibile sia per iPhone che per iPad, sia per Smartphone Android.

lunedì 4 febbraio 2013

Certificato di deposito salvadanaio oro di Unicredit Banca

Aumentare la raccolta è un imperativo d'obbligo per tutti gli istituti di credito e pur di riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati ci si inventa veramente di tutto. In questo caso Unicredit Banca ha lanciato un prodotto destinato a tutti coloro i quali desiderano ottenere un rendimento discreto lasciando delle somme vincolate per un determinato periodo di tempo. Si tratta del Certificato di deposito salvadanaio oro che, per depositi vincolati a 24 mesi, garantisce un rendimento pari al 2,10% lordo. L'importo minimo sottoscrivibile è pari a 10.000 euro incrementabili di trance di 1.000 euro. Il rendimento varia in funzione della durata del vincolo e va da un minimo dell'1,10% lordo per 6 mesi fino ad un massimo del 2,10% per 24 mesi, con scadenze intermedie fissate a 9, 12 e 18 mesi. Il certificato non prevede alcun costo di apertura e nessuna spesa alla scadenza. Il vincolo è stringente e non permette il prelievo parziale di somme che dovessero essere necessarie ai propri fabbisogni prima della naturale scadenza contrattuale. Il tasso è fisso e può essere corrisposto con cedola semestrale oppure con regolamento degli interessi a scadenza, in quest'ultimo caso alla scadenza vengono rimborsati capitale ed interessi. Il certificato di deposito salvadanaio oro può essere sottoscritto solo attraverso iniezioni di liquidità nuova e, quindi, non derivante da rapporti già in essere con l'istituto bancario. Questo vuol dire che se avete 10.000 euro sul vostro conto corrente aperto presso Unicredit Banca non potrete utilizzarli per sottoscrivere questo tipo di certificato a meno che non effettuate una nuova iniezione di liquidità, anche proveniente da altre fonti, come ad esempio un conto corrente bancario detenuto presso un altro istituto di credito diverso da Unicredit. Questo prodotto non brilla particolarmente in quanto a flessibilità, pressoché inesistente, né in termini di interessi riconosciuti ai sottoscrittori. Per importi pari o superiori ai 10.000 euro, in molti casi risulta essere preferibile aprire un conto deposito. VOTO: 6

domenica 3 febbraio 2013

Contomax di Banca Ifis, il conto corrente crowd nato da un'esperienza social

Dopo poco meno di un mese dal lancio del primo conto corrente crowd esistente in Italia, frutto della collaborazione di una moltitudine di utenti che attraverso i social network hanno dato il loro contributo di idee per sviluppare un prodotto innovativo e in linea con i reali bisogni dei consumatori, è giunto il momento di effettuare un'analisi per verificare l'effettiva convenienza del Contomax di Banca Ifis. A dire il vero lo scambio di idee tra Banca Ifis e utenza è attivo tutt'ora e appare assai proficuo. Ultima, in ordine temporale, è la querelle che riguarda la gratuità dei bonifici interni. Banca Ifis sostiene, dopo le insistenze dei clienti, che i bonifici interni, oltre ad essere gratuiti, non concorrono più al conteggio dei bonifici gratuiti mensili. Non tutti però concordano con questa impostazione della banca e gradirebbero che tutti i bonifici online non contemplassero commissioni e non solo il primo effettuato ogni mese. Banca Ifis, dal canto suo, pur sforzandosi di venire incontro a queste richieste ha precisato che  Contomax ha un costo per la banca e, a fronte di zero spese di apertura, gestione, bollo a carico della banca, quest'ultima ha previsto il primo bonifico gratuito del mese e i primi 5 prelevamenti gratuiti del mese per il bancomat evoluto. É possibile effettuare bonifici tra due Contomax. Quelli tra rendimax e Contomax a breve saranno disponibili. Ancora mancano giroconti con Rendimax, carta di credito e prepagata ma, la banca ha fatto sapere che oltre a ciò, tra non molto saranno disponibili anche  bonifici SEPA e bonifici urgenti. Contomax è un conto corrente in grado di soddisfare le esigenze più comuni in quanto dispone di tutti gli strumenti tipicamente associati ad un conto corrente di tipo tradizionale ma, a differenza di questi, può offrire tassi di interesse decisamente più elevati. Il tasso base è pari all'1,50% ma vincolando le somme si può arrivare anche al 4,35%. Esistono diverse formule di investimento. La cosiddetta One vi permette di ottenere un rendimento del 3,50% sulle somme depositate che, tra l'altro, sono sempre disponibili prenotandone lo svincolo con 33 giorni d'anticipo. Le formule Now e Up, invece, vengono applicate ai depositi vincolati a un mese e fino a 2 anni con rendimenti che, come dicevamo, possono raggiungere il picco del 4,35%. Nel complesso si tratta di un prodotto unico nel suo genere, anche e soprattutto perché nasce come progetto collaborativo e perché è in continua evoluzione. Da seguirne sicuramente con attenzione l'evoluzione e lo sviluppo. VOTO: 6,5

sabato 2 febbraio 2013

Conto corrente zero spese di Che Banca!

Avere un conto corrente è ormai una necessità. Se è possibile averne uno che non contempla spese eccessive è ancora meglio, se poi le spese sono azzerate del tutto rasentiamo l'optimum! In quest'ottica è nato il conto corrente zero spese di Che Banca! A differenza di altri prodotti simili è previsto che non si debba pagare l'imposta di bollo nemmeno nel caso in cui la giacenza media sul conto sia superiore ai 5.000 euro, soglia massima di esenzione di recente fissata dal governo Monti. Le uniche voci di costo sono rappresentate dai bonifici urgenti o di importo rilevante effettuati online (5 euro), le operazioni effettuate in filiale (3 euro) e, se richiesta, l'assistenza in filiale implica un canone mensile di 2 euro. Bancomat e carta di credito non hanno costi di nessun tipo. Inoltre, fino al 31 marzo di quest'anno, in collaborazione con Amazon, Che Banca! darà la possibilità a tutti i nuovi correntisti che accrediteranno sul proprio conto la pensione o lo stipendio, di ottenere un Kindle Paperwhite o, in alternativa, una gift card del valore di 129 euro da spendere sempre su Amazon. Finalmente il settore bancario sembra aver preso un tantinello più a cuore le esigenze dei consumatori ed inizia a proporre prodotti di una certa rilevanza in grado di aumentare il volume della propria raccolta. In questo caso ci troviamo di fronte ad un ottimo conto corrente che può tranquillamente essere considerato uno dei migliori, se non il migliore, attualmente presente sul mercato. VOTO: 8,5

venerdì 1 febbraio 2013

Sella Money Ricarica No Cost. La carta prepagata senza costi di ricarica

Tra le tante carte prepagate presenti oggi sul mercato, spicca la carta senza costi di ricarica offerta da Banca Sella denominata "Sella Money Ricarica No Cost". Questa carta è associata ad un codice IBAN così da renderla, a tutti gli effetti, equiparabile ad un conto corrente, dotandola di tutti gli strumenti tipicamente ad esso associati come, ad esempio, accredito dello stipendio, domiciliazione delle bollette, bonifici, ecc. Il canone annuo è pari a 11 euro e non sono previsti costi di ricarica. Sul fronte della sicurezza, Sella Money Ricarica No Cost è dotata di chip e necessita della digitazione del PIN ogni qualvolta si effettua un acquisto, circostanza questa che la rende particolarmente sicura. Con il servizio Sms MemoShop sarà possibile ricevere via sms, sul proprio telefonino, una notifica di tutte le operazioni effettuate con la carta, in maniera tale da poter prevenire usi fraudolenti della carta. Grazie al servizio di gestione SellaPayCard sarà possibile utilizzare la carta senza dover necessariamente possedere un conto corrente, anche se averne uno d'appoggio è utilissimo. Infine, con il servizio SellaBox sarà possibile consultare tutte le operazioni effettuate direttamente online evitando l'invio di comunicazioni cartacee. Le commissioni di prelievo presso sportelli di altri istituti bancari in Italia e all'estero ammonta a 2 euro. Nell'arco di un anno è possibile ricaricare fino a 50.000 euro, mentre il plafond di giacenza massimo è di 12.000. Non è possibile effettuare più di 2 operazioni di ricarica nella stessa giornata e l'importo massimo della singola ricarica non può essere superiore ai 5.000 euro. Si tratta di una carta prepagata molto valida e sicura che non ha nulla da invidiare ad altri competitor presenti oggi sul mercato. Sicuramente da provare. Voto: 7,5

sabato 26 gennaio 2013

Binck un conto per fare trading a costo zero

BinckBank, primario istituto di credito con sede nei Paesi Bassi, ha realizzato un prodotto esclusivamente pensato per tutti coloro i quali fanno trading. Alla base di Binck, così si chiama il conto trading a zero spese oggetto della nostra analisi, c'è una particolare semplicità di utilizzo che va a sommarsi ai costi particolarmente ridotti. Il conto Binck non è un conto corrente vero e proprio ma un conto dedicato alle operazioni di trading. Su di esso, infatti, possono essere disposte operazioni di versamento e prelevamento ma non possono esservi collegati altri servizi bancari quali la carta di debito, la carta di credito, gli assegni, la domiciliazione delle bollette e il fido. Per funzionare ha bisogno di un conto corrente di appoggio, esattamente come avviene per i conti deposito. Il tasso creditore riconosciuto alla clientela varia in base al numero di operazioni effettuate nel trimestre precedente. Fino a 10 operazioni verrà corrisposto l'1%, da 11 a 100 il 2%, da 101 a 1000 il 3% e per finire, oltre 1000 il 4%. Sul fronte dei tassi debitore, invece, si avrà: tasso debitore nominale annuo per apertura di credito finalizzata alla Marginazione Long, addebitato con cadenza trimestrale 7%; Tasso debitore per scoperto di conto su divisore 365 in assenza di apertura di credito finalizzata alla Marginazione Long 10%. Così come le spese di apertura e tenuta conto, anche le spese di chiusura sono pari a zero. L'accredito delle somme trasferite da un conto di appoggio verso il conto Binck è immediato, mentre fare il contrario comporta l'attesa di un giorno lavorativo. Niente da dire, per chi ha intenzione di fare trading, questo strumento finanziario pensato da BinckBank è sicuramente un valido supporto, da prendere sicuramente in considerazione. VOTO: 8

sabato 19 gennaio 2013

Mutuo Domus Superflash

Mutuo Domus Superflash è un finanziamento destinato ai lavoratori atipici che hanno bisogno di acquistare un'unità abitativa pur non potendo fornire ampie garanzie. Intesa Sanpaolo, istituto di credito erogante, concede questa tipologia di mutuo solo a chi ha più di 18 anni e meno di 35, per durate che variano in funzione del tipo di mutuo. Se a tasso fisso, da 10 a 40 anni, se a tasso variabile, da 10 a 30 anni. Acquistando l'opzione denominata "Sospensione rate", al costo di 100 euro, è possibile sospendere il pagamento delle rate fino a 6 volte nel corso della vita del finanziamento e, grazie all'opzione "Flessibilità Durata", è possibile accorciare o allungare la durata del mutuo, modulando quindi l'importo della rata, fino a 10 anni nel caso del mutuo a tasso variabile e fino a 5 nel caso del tasso fisso. Mutuo Domus Superflash non prevede il pagamento di costi d'istruttoria, incasso rate. Attualmente su un mutuo di 100 mila euro a tasso fisso, il Taeg è del 6,50% circa, mentre per quanto riguarda il variabile siamo nell'ordine del 3,45%. VOTO: 6

martedì 15 gennaio 2013

La gamma Mutuo Arancio è tra le migliori in circolazione

Mutuo Arancio a tasso variabile è un prodotto a marchio IngDirect, la nota banca online che ha fatto della zucca il suo simbolo maggiormente rappresentativo fin dai tempi del lancio del famosissimo Conto Arancio, il primo conto deposito a fare la propria comparsa in Italia diversi anni fa. La gamma dei mutui proposti dal colosso finanziario olandese è assai ampia e per tutti i prodotti è prevista la gratuità dei costi di istruttoria della pratica, di perizia dell'immobile oggetto d'acquisto, di apertura e chiusura, di incasso rate, di comunicazioni periodiche rivolte alla clientela e, cosa nientaffatto trascurabile, l'assicurazione dell'immobile non è richiesta. Nella versione a tasso variabile, a tutt'oggi di gran lunga la più conveniente, il Mutuo Arancio è in grado di finanziare fino all'80% del valore dell'immobile, con una base di partenza pari a 50.000 euro. Per quanto concerne la versione a tasso rinegoziabile è previsto il pagamento di spese iniziali pari a 500 euro. Mentre per tutti i tipi di mutuo la durata va da 10 a 30 anni, nel caso del Mutuo Arancio a tasso fisso, si potrà scegliere fra un minimo di 10 e un massimo di 15 anni. Se si sceglie di pagare le rate del mutuo a tasso variabile attraverso un Conto Corrente Arancio, IngDirect riconosce un bonus che vale come una riduzione dello spread applicato al mutuo pari allo 0,30%. Con Mutuo Arancio a tasso fisso o a tasso fisso rinegoziabile, invece, si potrà beneficiare di una riduzione di 30 euro sugli interessi applicati a ciascuna rata a partire dalla terza sino alla 120esima del piano di ammortamento. Sicuramente la gamma Mutuo Arancio è tra le più valide dell'intero panorama nazionale e merita di essere presa in considerazione. VOTO: 7

venerdì 11 gennaio 2013

Caratteristiche della nuova banconota da 5 euro

A partire dal prossimo 2 maggio inizierà ad avere corso legale la nuova banconota da 5 euro, presentata ieri, dal Presidente della Bce Mario Draghi, presso il Museo Archeologico di Francoforte sul Meno nel corso dell'inaugurazione della mostra "Il nuovo volto dell’euro", in programma dall'11 gennaio al 10 marzo 2013. La decisione di realizzare una nuova banconota da 5 euro nasce dall'esigenza di far fronte all'emergenza scaturita dall'emissione di milioni e milioni di banconote false da parte di abilissimi falsari. Per contrastarne l'opera si è deciso di adottare nuove tecniche, ancora più sofisticate. Vediamo di capire quali sono le caratteristiche principali di queste nuove banconote. La filigrana e l’ologramma recano il ritratto di Europa, figura della mitologia greca da cui la nuova serie prende il nome. Il "numero verde smeraldo", l’elemento più evidente, cambia colore passando dal verde smeraldo al blu scuro e produce l’effetto di una luce che si sposta in senso verticale. Sui margini destro e sinistro della banconota sono percepibili dei trattini in rilievo che ne agevolano il riconoscimento, soprattutto per le persone con problemi visivi. Dal punto di vista stilistico, la nuova serie riporta gli stessi disegni della prima (ispirata al tema “Epoche e stili”) e gli stessi colori dominanti. Quella da 5 euro sarà la prima banconota ad essere sostituita, stessa sorte spetterà, nel corso degli anni, a tutte le altre banconote di diverso taglio. Ma vediamo più dettagliatamente cosa differenzia la nuova banconota da 5 euro rispetto a quella attualmente in circolazione:

  1. Guarda una banconota in controluce. Il filo di sicurezza appare come una linea scura su cui è leggibile la cifra del valore in microscrittura bianca. Il simbolo € compare nel filo di sicurezza della nuova banconota, mentre nei biglietti della prima serie è apposta la parola “EURO”.
  2. Guarda una banconota in controluce. Puoi scorgere un’immagine sfumata che mostra la cifra del valore e una finestra. Diventa visibile anche il ritratto di Europa (figura della mitologia greca).
  3. Muovi una banconota. La striscia argentata sulla destra rivela la cifra del valore e il simbolo €. Appaiono anche il ritratto di Europa e una finestra.
  4. Muovi una banconota. La cifra brillante posta nell’angolo inferiore sinistro produce l’effetto di una luce che si sposta in senso verticale. La cifra inoltre cambia colore, passando dal verde smeraldo al blu scuro.
  5. Tocca una banconota. Ha una particolare sonorità e consistenza. Stampa in rilievo. L’immagine principale, le iscrizioni e la cifra di grandi dimensioni indicante il valore sono stampate in rilievo. Sul fronte del biglietto si può percepire una serie di trattini in rilievo nei margini destro e sinistro.

giovedì 10 gennaio 2013

Cosa sono i bitcoin?

Nell'era del digitale anche la moneta assume un aspetto diverso dal solito e diventa elettronica. Spostare denaro in forma dematerializzata è ormai una consuetudine e quasi non ci facciamo più caso. Chi non ha mai usato una carta di credito, o uno strumento come Paypal o Moneybookers per ricevere denaro o effettuare pagamenti? La risposta è poca, pochissima gente. In questo settore gli operatori attivi sono moltissimi, ma una novità assoluta, anche se già presente da un po' di tempo, è rappresentata dai cosiddetti Bitcoin, una moneta digitale che consente di effettuare pagamenti istantanei a chiunque, in qualsiasi parte del mondo. Bitcoin utilizza una classica tecnologia peer-to-peer e non appartiene, di conseguenza, a nessuna autorità centrale (ad esempio, una banca). La gestione delle transazioni e di emissione di moneta sono effettuate collettivamente dalla rete. Per poter utilizzare i Bitcoin è necessario installare sul proprio pc un software gratuito e open source appositamente studiato. Sul fronte della privacy c'è da dire che scoprire l'identità di chi utilizza Bitcoin è pressocché impossibile. Raccontare come e quanto viene usato lo strumento, invece, si può. E lo hanno fatto Dorit Ron e Adi Shamir, ricercatori del Weizmann Institute of science di Israele. I due hanno analizzato le transazioni effettuate dal 3 gennaio 2009 al 13 maggio 2012 e hanno rivelato particolari inediti su questa moneta digitale. A cominciare dal numero di utenti che vi ricorrono, ovvero circa 2.460.000. Di questi, la stragrande maggioranza non effettua grandi spostamenti di denaro. Più di un terzo ha ricevuto meni di 1 Bitcoin (quindi circa 12 dollari al cambio di dicembre), più della metà meno di 10, la grande maggioranza non ha raggiunto i 100. Anche sul fronte dei risparmi prevalgono, in media, gli spiccioli: nel 97% dei casi il saldo di un deposito risulta inferiore ai 10 Bitcoin. Questo non vuol dire che non esistano i ricchi. A maggio, infatti, c'erano 78 soggetti con un saldo superiore ai 10.000 Bitcoin e 7 con più di 50.000. Quanto alle transazioni, nel periodo monitorato dallo studio ci sono stati 364 trasferimenti superiori ai 50.000 Bitcoin. Insomma, la moneta sarà pure virtuale ma la divisione tra 1% e 99% denunciata dal movimento Occupy Wall Street resta, anche in questo caso, più reale che mai. In Bitcoin chi offre e chi riceve questa moneta digitale ne accetta il valore, ma non c'è un tasso d'interesse e tantomeno uno spread da pagare. Non c'è neanche una banca centrale o un singolo organo emittente. È più simile a un'economia di baratto che non a un sistema monetario. I Bitcoin sono monete digitali emesse in quantità finita (21 milioni di monete generate in modo automatico dal 2009 sino al 2140). Personalmente l'ho utilizzato per effettuare un acquisto su un sito di e-commerce che supportava questo sistema di pagamento. La transazione è andata a buon fine e la merce è arrivata a destinazione nei tempi indicati. Considerato che non c'è da pagare alcuna commissione ritengo che una prova possiate farla tranquillamente su piccoli importi, anche se per grosse cifre lo trovo un tantinello lontano dai sistemi in uso più di frequente come le carte di credito che, in caso di problemi, offrono qualche salvacondotto. VOTO: 6,5

lunedì 7 gennaio 2013

Valutazione mutuo progetto lavoro Unicredit

Unicredit Banca ha, di recente, lanciato sul mercato il "Mutuo Progetto Lavoro", un prodotto decisamente interessante, disponibile in versione a tasso fisso e a tasso variabile, destinato a coloro i quali non hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato ma che comunque desiderano acquistare la propria prima casa. Configurandosi anche alla stregua di un mutuo a tasso misto, il "mutuo progetto lavoro" permette al contraente di passare, a scadenza prefissata ogni 5 anni, dal mutuo a tasso fisso al mutuo a tasso variabile. Il mutuo a tasso fisso ha durate che vanno da 5 a 20 anni. Al termine del periodo di tasso fisso (5, 10, 15 o 20 anni) il rimborso del residuo mutuo proseguirà automaticamente con applicazione di un tasso variabile. Su un mutuo di 30 anni, ad esempio, si potrà scegliere il tasso fisso e, per ipotesi, passare al tasso variabile dopo 10 anni, il che vuol dire che il mutuo sarà così distribuito: tasso fisso per 10 anni e tasso variabile per i restanti 20 anni. L'importo minimo ottenibile è pari a 30.000 euro, mentre quello massimo ammonta a 200.000 euro. Comunque sia non sarà possibile ottenere più del 70% del valore dell'immobile oggetto d'acquisto. É previsto il pagamento di un premio assicurativo obbligatorio a copertura dei danni derivanti da incendio e scoppio dell'immobile. Questa tipologia di mutuo si presenta come altamente personalizzabile in funzione delle più svariate esigenze di credito e, qualora si abbia una continuità lavorativa superiore ai 60 mesi, sarà possibile ottenere anche fino all'80% del valore dell'immobile. Nel complesso si tratta di un buon prodotto che ha il pregio di essere destinato a coloro i quali non hanno un lavoro certo. Voto: 6
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