mercoledì 31 ottobre 2012

Perché in Italia si comprano meno case rispetto al passato?

La luna di miele degli italiani con il mercato immobiliare ha registrato una brusca inversione di tendenza a partire dal 2007 quando la crisi internazionale ha portato ad una contrazione significativa del numero di mutui concessi dalle banche limitando, di fatto, la possibilità per le famiglie di acquistare una casa. É così che l'andamento dei volumi di compravendita del settore residenziale ha fatto retromarcia registrando nel 2009 un calo complessivo del 30% rispetto a tre anni prima. Da quel momento in poi, le incertezze sul perdurare della crisi hanno determinato un andamento altalenante del mercato. A trimestri di euforia, hanno fatto seguito periodi di depressione mandando in tilt il settore delle compravendite, tanto che, dopo la lieve ripresa degli ultimi trimestri del 2011, nei primi sei mesi del 2012 il mercato immobiliare ha disatteso i segnali positivi tornando a mostrare elevati tassi di flessione. Rispetto allo stesso periodo del 2011, il numero di compravendite nel residenziale ha segnato una flessione del 24,9%. L'elevata contrazione delle compravendite di abitazioni registrata negli ultimi mesi su scala nazionale, non è, infatti, il risultato di un andamento divergente tra i grandi centri urbani e le altre parti della Penisola ma anzi un fenomeno ugualmente preoccupante che si manifesta anche nelle otto maggiori città italiane. Con 20.002 transazioni, secondo le ultime rilevazioni dell'Agenzia del Territorio, le grandi città registrano complessivamente un tasso tendenziale pari a -22% accentuando il trend decrescente rilevato nel primo trimestre del 2012 (-17,9%). Ma perché in Italia si comprano meno case rispetto al passato? Secondo l'interpretazione dell'Agenzia del Territorio, la decisione economica circa l'acquisto di un'unità immobiliare non avviene al momento del rogito, ma va collocata in un periodo temporale precedente, per esempio al momento della proposta d'acquisto o al compromesso. Non esistono studi che indichino quale sia il tempo medio che intercorre tra la proposta d'acquisto (o il compromesso) e il rogito. Dall'esperienza comune, comunque, è normale che tra la proposta di acquisto e il rogito vi sia un lasso temporale di qualche mese (da 2 a 3 mesi circa). Periodo nel quale, spesso, si perfeziona l'accordo con l'istituto di credito per il finanziamento con mutuo dell'acquisto (ciò soprattutto nel settore residenziale). Tutto ciò ha grande rilevanza perché vuol dire che la decisione economica dell'acquisto di un appartamento il cui rogito è stato stipulato nel primo trimestre 2012, deve collocarsi, nella maggior parte dei casi nell'ultimo trimestre del 2011. Il crollo del mercato va quindi imputato alle condizioni di crisi della nostra economia alla fine dello scorso anno, oltre che al contenimento della domanda interna e all'aumento del costo del denaro per l'acquisto di abitazioni. É noto, infatti, che in momenti di crisi e di incertezza, le spese che le famiglie rinviano sono quelle relative ai beni durevoli e, a maggior ragione, quelli delle abitazioni che richiedono un impegno finanziario di lungo termine. Nonostante questo, i prezzi delle case, salite mediamente del 60% in Italia dal 2000 al 2007, negli ultimi 5 anni hanno retto all'onda d'urto della crisi internazionale riuscendo a conservare quasi intatto il proprio valore. A livello nazionale, infatti, il valore del patrimonio immobiliare residenziale ha registrato soltanto una flessione del 10% anche se il dato cela in sé cali molto più consistenti nelle zone periferiche delle città o nelle aree caratterizzate da una debolezza della domanda e incrementi di valore nelle zone centrali delle grandi città. Ecco allora spiegato perché il mattone continua a restare in cima ai sogni delle famiglie, sia in termini di utilizzo personale, sia anche come forma di investimento. La seconda casa in affitto, sia essa in città destinata agli studenti o nelle località di villeggiatura, continua a rappresentare una delle formule di investimento preferite dagli italiani. E questo, grazie anche all'introduzione, nel 2011, della cedolare secca sugli affitti, un'aliquota sostitutiva del 19% per i contratti a canone concordato e del 21% per i contratti a canone libero, applicata in alternativa a quella ordinaria, che ha consentito un forte risparmio sulle imposte dovute sul canone di locazione percepito dal proprietario dell'immobile, soprattutto nel caso di redditi alti. In alternativa all'acquisto fisico della casa, esistono oggi diversi metodi per investire i propri risparmi nel mattone senza acquistare direttamente una casa. Si tratta dei fondi immobiliari che consentono di acquisire una o più quote di uno strumento finanziario lasciando ad altri la gestione degli immobili sottostanti e guadagnando dall'eventuale incremento in Borsa del titolo o incassando i dividendi derivanti dalla locazione o dalla vendita dei cespiti sottostanti. In alternativa, negli ultimi tempi si sono andati diffondendo anche sul mercato italiano gli ETF real estate, una nuova forma di investimento che prevede l'acquisto di quote di un fondo che replica l'andamento di alcuni sottostanti legati al mercato immobiliare.

Drastico calo delle richieste di mutuo a 25 e 20 anni

I mutui a 25 e 20 anni segnano il passo e, nell'ultimo trimestre preso in esame da un'indagine condotta da MutuiSupermarket si evince come queste due fasce di durata abbiano fatto registrare una contrazione assai evidente, favorendo, per contro, i mutui trentennali che, a tutt'oggi rappresentano la scelta privilegiata dei mutuatari italiani.Anche nel terzo trimestre 2012 le fasce di durata fra i 20 e i 30 anni continuano a spiegare circa l’80% delle preferenze totali. La durata 30 anni aumenta significativamente di peso, passando dal 31% al 43% delle preferenze, a sfavore principalmente della fascia di durata 25 anni e 20 anni. Il trend verso le durate trentennali è coerente con la necessità del richiedente di ridurre il peso della rata mensile sul budget di spesa familiare (l’allungamento della durata dai 25 ai 30 anni, infatti, permette in media un risparmio sulla rata di circa il 10%). La fascia di importo 100.000 - 150.000 euro si conferma la fascia su cui si concentra il 40% delle richieste complessive di mutuo, coerentemente con l’importo medio richiesto di circa 131.000. Si conferma l’aumento di importanza della classe di importo sotto i 100.000 euro (dal 32% delle richieste nel terzo trimestre 2011 al 41% nel terzo trimestre 2012) a scapito delle classi di importo superiori ai 150.000 euro coerentemente con una domanda che deve far fronte ad una situazione economica sempre più difficile e con prospettive incerte.

martedì 30 ottobre 2012

Oltre 5000 mutui sospesi in Puglia nel corso di quest'anno

Nel corso dell'ultimo Road Show Italia promosso dall'Abi nella Regione Puglia, a Lecce, sono stati analizzati vari aspetti della crisi economico-finanziaria in atto ponendo l'accento, soprattutto, sul mercato dei mutui ipotecari che, stando ai dati ufficiali diramati dalla stessa Associazione Bancaria Italiana, grazie alla moratoria applicata alle famiglie colpite dalla crisi, avrebbe fatto registrare, dall'inizio dell'anno, la sospensione di oltre 5.000 mutui (5.042 per l'esattezza). La situazione pugliese rappresenta lo specchio fedele del momento particolarmente delicato che pervade l'intera Penisola. Sempre più nuclei familiari ricorrono alla sospensione del mutuo al fine di arginare gli effetti di un sempre più incontrollato prelievo fiscale e di un caro vita che, a fronte di un tasso d'inflazione non corrispondente al vero, è divenuto insostenibile anche e soprattutto per il mancato adeguamento dei salari al costo della vita. In questo desolante scenario sono state rese note alcune cifre che dimostrano palesemente come sia ancora lontanissima la fine di una crisi congiunturale figlia anche di una Legge di Stabilità a senso unico, che non prevede nulla di veramente efficace per il rilancio dell'economia reale. I finanziamenti concessi dalle banche alle imprese operanti nel Meridione -  è stato spiegato a Lecce  -  hanno fatto segnare una contrazione pari all'1,6%; mentre, per ciò che attiene le famiglie è stata registrata una variazione dello 0,9%. Nonostante tutto, è stato chiarito dai vertici dell'Abi, banche e imprese hanno cercato di lavorare, anche negli ultimi mesi, per produrre risultati utili, come l'Avviso comune per la sospensione dei mutui e le Nuove misure per il credito delle Pmi, grazie alle quali le banche hanno sospeso 38.000 finanziamenti a livello nazionale, pari a 13 miliardi di debito residuo con una liquidità liberata di 1,7 miliardi.

lunedì 29 ottobre 2012

Perché i mutui saranno più cari con l'entrata in vigore della Tobin Tax?

Perché i mutui saranno più cari con l'entrata in vigore della Tobin Tax? Il meccanismo alla base del sistema impositivo della Tobin Tax, adottato in Italia, esula in maniera netta da quella che era l'idea del suo "inventore", ovvero il premio Nobel per l'Economia James Tobin (nella foto). La Tobin Tax, l'ha descritta, nella sua accezione originale, lo stesso James Tobin, chiarendo gli aspetti salienti di una tassa che non era nata per far fare cassa ai governi, ma aveva ben altri scopi: "La tassa sulle transazioni in valuta estera venne concepita per ammortizzare le fluttuazioni dei tassi di cambio. L'idea è molto semplice: ad ogni scambio di valuta in un'altra, una piccola tassa verrebbe applicata - diciamo lo 0,5% del volume della transazione. Questo dissuade gli speculatori poiché tanti investitori investono i loro soldi su una base a brevissimo termine. Se questi soldi vengono improvvisamente ritirati, le nazioni devono aumentare drasticamente i tassi di interesse per far sì che le loro valute restino attraenti. Ma alti tassi d'interesse sono spesso disastrosi per una economia nazionale, come hanno dimostrato le crisi degli anni novanta in Messico, sud-est asiatico e Russia. La mia tassa restituirebbe qualche margine di manovra alle banche emittenti delle piccole nazioni e sarebbe una misura di opposizione ai dettami dei mercati finanziari". Dalle parole di Tobin ai fatti della politica nazionale ce ne corre parecchio. Infatti, in Italia, la Tobin Tax è un vero e proprio balzello sulle transazioni finanziarie di qualsiasi genere, indipendentemente dal tipo di transazione e dall'importo transato. Questa peculiarità invade anche il campo dei mutui ipotecari in virtù del fatto che, ad esempio, le banche, per ciò che attiene i mutui a tasso variabile con Cap si tutelano, a copertura del rischio di aumento del tasso di interesse oltre una certa soglia, acquistando dei Covered Warrant Cap, che sono uno strumento finanziario derivato soggetto all'imposizione fiscale derivante dall'introduzione della Tobin Tax. Lo stesso discorso vale per i mutui a tasso fisso, il cui parametro di riferimento è l'IRS (Interest Rate Swap). Gli Swap sono anch'essi dei derivati e quindi soggetti alla nuova tassa. Considerato che il testo della norma afferma che "la compravendita di azioni e altri strumenti finanziari è soggetta a imposta di bollo con l’aliquota dello 0,05% sul valore della transazione" e che si tratta di un'imposta che grava direttamente sul valore nominale transato del derivato, che è uno strumento a leva, ecco moltiplicato il valore dell’investimento e, come nel caso preso in esame, del mutuo.

domenica 28 ottobre 2012

Bei e Banca Sella hanno siglato un accordo per finanziare 70 milioni di euro alle imprese

Le imprese italiane chiudono ormai con una frequenza impressionante, a causa di una crisi economica stringente che limita sempre di più i consumi delle famiglie e di un'imposizione fiscale esagerata ed ingiustificata oltreché mirata a colpire solo i soggetti meno abbienti, acuendo, in siffatta maniera, un disagio sociale che, inevitabilmente condiziona l'intero sistema di piccole e medie imprese di cui è dotato il nostro Paese. Al fine di aiutare queste aziende a superare la crisi o, quantomeno, ad attenuarne gli effetti rilanciando le linee produttive e la competitività nel mercato globale, la Banca Europea per gli Investimenti (Bei) e Banca Sella hanno siglato un accordo che prevede lo stanziamento di 70 milioni di euro destinati a finanziare i progetti e gli investimenti delle piccole e medie imprese e delle ''Mid-cap'', aziende di dimensioni maggiori rispetto alle Pmi, ma con meno di tremila dipendenti. Il prestito, che potrà anche coprire l'intero costo del progetto, può riguardare anche le nuove opere e i lavori di ristrutturazione e ammodernamento come, ad esempio: l'acquisto, la costruzione, l'ampliamento e la ristrutturazione di fabbricati; l'acquisto di impianti, attrezzature, macchinari ed automezzi; le spese, gli oneri accessori e le immobilizzazioni immateriali strettamente collegate al programma di investimento, comprese le spese di ricerca, sviluppo e innovazione; l'incremento permanente del capitale circolante necessario all'espansione delle attività commerciali a seguito degli investimenti effettuati. I finanziamenti verranno concessi sotto forma di prestiti a tasso fisso e a tasso variabile e le aziende che potranno richiederli sono quelle che operano nei settori: agricoltura, artigianato, industria, commercio, turismo e servizi.

sabato 27 ottobre 2012

Arriva la Tobin Tax italiana. Piccoli risparmiatori tremate!

La Tobin Tax farà il suo debutto nel Bel Paese il prossimo primo gennaio 2013 e promette di ridurre ulteriormente le già provate risorse finanziarie dei piccoli risparmiatori. I grandi capitali, come è facile intuire, verranno portati altrove e verranno effettuati investimenti diversificati in grado di eludere questo nuovo balzello. La Tobin Tax, dal nome del premio Nobel per l'economia James Tobin, che la propose nel 1972, è una tassa che prevede di colpire tutte le transazioni sui mercati valutari per stabilizzarli (penalizzando le speculazioni valutarie a breve termine), e contemporaneamente per procurare entrate da destinare alla comunità internazionale. Nella sua accezione letterale appare, dunque, come una tassa in grado di colpire chi ha di più prelevando di più e chi ha di meno prelevando di meno. Si sà, dalla teoria alla pratica c'è un abisso e, infatti, a ben vedere, quella italiana è una Tobin Tax alquanto strana poiché dall’ambito di applicazione della nuova tassa sono escluse le operazioni aperte e chiuse in giornata. Il che significa che verrebbe graziato non solo il trading ad alta frequenza, ma anche i day trader. Tirando le somme, dunque, ad essere colpiti sarebbero solo i piccoli risparmiatori, sia quelli che operano direttamente compravendendo azioni (ma non titoli di stato, che restano esclusi dall’applicazione del balzello), sia gli investitori istituzionali che compravendono tali valori mobiliari in nome e per conto di terzi, ad esempio fondi comuni e fondi pensione. Quella varata dal Governo Monti, inoltre, è una Tobin Tax non molto lineare e mira a confondere le idee dei risparmiatori e degli investitori, in quanto prevede diverse fasce di applicazione e tassazioni differenziate. Ad esempio, chi deciderà di vincolare i soldi su un conto deposito, o investirà in fondi comuni, azioni, polizze, bond, gestioni patrimoniali pagherà d'ora in poi una patrimoniale sul valore del suo capitale alla fine di ogni anno pari all'1 per mille nel 2012 e all'1,5 per mille dal 2013 in poi. La tassa non prevede esenzioni per gli importi bassi e impone un'aliquota ben più elevata dell'1 per mille a tutti gli investimenti inferiori a 34.200 euro (nel 2012) e a 22.800 dal 2013 in poi, quando il prelievo salirà all'1,5 per mille. Facendo un esempio semplicissimo possiamo dire che un pensionato che ha sul conto deposito 5000 euro vincolati paga la Tobin Tax, un trader che in una giornata effettua transazioni per 5 milioni di euro non paga nulla e, francamente è forte il dubbio che questi, in seguito alle operazioni di trading effettuate sia tanto ingenuo da depositare i suoi soldi in Italia.

Forte contrazione della domanda di mutui di surroga

La surroga dei mutui ha da sempre vissuto momenti particolarmente difficili e, oggigiorno, come si evince da un'indagine effettuata da MutuiSupermarket, questo particolare segmento di mercato è in forte contrazione e segna un calo del 5% del totale richieste, passando dal 15% del terzo trimestre del 2011 al 10% dello stesso periodo di quest'anno. Una situazione del tutto simile la sta vivendo anche il segmento dei mutui di sostituzione più liquidità che, nello stesso periodo di osservazione, hanno fatto segnare un calo del 2%, passando dal 7% fatto registrare lo scorso anno al 5% del terzo trimestre del 2012. Tale contrazione è da ricondursi agli elevati spread applicati dalle banche sulla finalità surroga, oggi superiori, e, nei migliori casi, compresi fra i 30 e i 100 punti base rispetto agli spread applicati sulla finalità acquisto. La riduzione della domanda con finalità surroga e sostituzione sembra, ad oggi, essersi stabilizzata; il peso della domanda per prima e seconda casa continua a crescere, passando dal 63% nel terzo trimestre 2011 al 74% nel terzo trimestre 2012.

martedì 23 ottobre 2012

Prestiti e mutui garantiti da polizze assicurative straniere

É un vero e proprio boom quello che sta vivendo il settore delle polizze assicurative legate ai prestiti e ai mutui. L'espansione, consequenziale ai provvedimenti adottati dal governo, con particolare riferimento alla norma che determina il divieto per le banche di proporre alla clientela prodotti assicurativi di gruppi ad esse collegate, è principalmente legata all'ingresso, nel mercato italiano, di numerosissime compagnie straniere che, a fronte di garanzie spesso molto convenienti dal punto di vista delle tariffe, propongono, però, prodotti non sempre sicurissimi e scevri di sorprese. Non sono rari, infatti, i casi di coperture assicurative parziali, ad esempio, per la perdita del posto di lavoro che, dopo alcuni mesi vengono meno mettendo nei guai i contraenti esponendoli, di fatto, al pagamento della posizione debitoria posta in essere. Un altro esempio è quello in cui, per contratto, è prevista la copertura di eventi particolarmente gravi, come, ad esempio, la morte del contraente, solo per un decennio; questa circostanza, in pratica, espone gli eredi alla massa debitoria residua che, nel caso di un mutuo, può benissimo esistere anche dopo 10 anni essendo contratti che durano diversi lustri. Rispetto a prima, le polizze di credit protection sono sicuramente più personalizzabili e vanno a coprire non solo eventi come il decesso del mutuatario, ma anche stati d'invalidità permanente o temporanea e, come detto in precedenza, la perdita del posto di lavoro. L'assicurazione oggi copre non solo i mutui, ma anche i prestiti personali, la carta di credito e i prestiti finalizzati all'acquisto di un'automobile. Sicuramente dotare il proprio debito di una copertura assicurativa è importante, ma visti gli eccessivi limiti posti dalle compagnie straniere è bene stare attenti e leggere con molta attenzione le condizioni contrattuali e soprattutto le clausole apposte nel contratto al fine di non incappare, in futuro, in sgradevoli sorprese.

Cos'è un conto deposito? E quanto conviene aprirlo?

Il conto deposito è un prestito fatto alla banca che assume la forma particolare di conto bancario. Si tratta di un conto senza servizi (esempio: bancomat, bonifici, pagamento utenze, eccetera). Con questo strumento è possibile effettuare versamenti e prelievi solo su un conto corrente di appoggio. Tale strumento di sostegno al conto deposito può essere aperto presso la stessa banca o presso un altro istituto di credito. Se non è possibile effettuare prelievi prima della scadenza prestabilita, il conto si dice vincolato. IL conto sul quale è possibile effettuare prelievi e versamenti senza tenere conto delle scadenze si dice libero. Alcune vabche, tuttavia, consentono la facoltà di effettuare prelievi in tutto o in parte della somma versata anche sui conti vincolati con delle penali a carico del cliente. I conti deposito vincolati hanno generalmente scadenze brevi a 3,5 e 12 mesi. Il conto, di norma, non prevede spese e offre tassi di interesse superiori a quelli dei conti correnti tradizionali. I maggiori rendimenti sono concessi per via delle minori spese sostenute dalle banche visto che al conto non sono associati servizi. Le banche sono disposte a concedere qualcosa in più anche perché utilizzano questa forma di impiego per acquisire clientela a cui vendere successivamente altri prodotti. Gli interessi sul conto deposito sono tassati al 20%. Sul fronte delle garanzie e dei rischi legati a questa tipologia di conto c'è da dire che tutte le banche operanti in Europa devono aderire ad un sistema di garanzia dei depositi, pertanto le banche italiane devono aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che garantisce fino a 100.000 euro per ogni deposito. Quanto ai rischi, la banca su cui si è aperto il conto, in casi del tutto eccezionali, potrebbe non restituire le somme depositate. In linea di massima, comunque, si tratta di un prodotto assimilabile ad un salvadanaio, sulla cui sicurezza e semplicità d'uso vi sono pochi dubbi ed è sicuramente una scelta valida per i piccoli risparmiatori.

sabato 20 ottobre 2012

Aumentano i protesti in Italia. Nell'ultimo anno sono 16000 in più

Gli effetti della stringente crisi economica si ripercuotono inevitabilmente sui consumatori e, di conseguenza, le ridotte disponibilità economiche, costringono sempre più persone a non poter pagare la rata del mutuo o quelle inerenti prestiti ottenuti per le più svariate finalità. I dati forniti da Infocamere parlano di un incremento dei protesti che, nel corso dell'ultimo anno, rispetto al 2011, è pari a circa 16.000 protesti in più. Nei primi sei mesi di quest'anno sono stati notificati ben 670 mila protesti (+2,4%) per un valore totale di 1.642 miliardi di euro (-7,4% rispetto al 2011). L'importo medio dei titoli protestati ammonta a circa 2.446 euro. Il numero  dei protesti è aumentato vertiginosamente in Molise (+22,8%), regione che presenta anche il più alto ammontare medio dei titoli protestati (3.039 euro, +40% in un anno), in Abruzzo (+22,4%) e in Sardegna (+15,7%), mentre è la Calabria la regione meridionale ad essere caratterizzata dall'aumento più contenuto (+0,6% il numero degli effetti levati). Napoli, Roma e Milano, dal canto loro, vantano insieme il 26,1% dell'intero monte protesti italiano. La situazione è alquanto drammatica e, purtroppo, non pare si faccia avanti alcuna politica in grado di attenuare gli effetti di una crisi pesantissima resa ancor più critica da provvedimenti che mirano solo a far rientrare l'Italia nei parametri fissati dal Patto di Stabilità invece di puntare decisamente al rilancio dell'economia reale favorendo, in tal modo, il benessere di quello che solo sulla carta è il popolo sovrano.

Approfondimenti


- Nuovi tempi e modalità per la cancellazione dei protesti 
- Come cancellare un protesto 
- Guida ai prestiti per protestati

Mutui per aggiudicatari di immobili provenienti da aste giudiziarie

Non tutti sanno che, oggigiorno, è possibile acquistare un immobile posto all'asta, grazie ad un apposito accordo stipulato tra svariati Tribunali italiani e diversi istituti di credito, stipulando specifici mutui studiati appositamente per gli aggiudicatari di immobili provenienti dalle aste giudiziarie. Questa opportunità ha ampliato di molto la platea dei partecipanti alle aste giudiziarie, favorendo, di fatto, l'accesso a questa particolare forma d'acquisto, anche da parte di coloro i quali non hanno sufficiente disponibilità economica per prendere parte all'incanto aggiudicandosi il bene oggetto di pignoramento. É possibile richiedere ad una banca aderente all'iniziativa praticamente qualsiasi tipo di mutuo, a tasso fisso, a tasso variabile, a tasso variabile con Cap, a tasso misto e rinegoziabile. Ogni banca adotta un iter procedurale differente ma, in linea di massima gli step principali sono sempre gli stessi e prevedono che nel periodo intercorrente tra la pubblicazione dell'avviso di vendita e la data dell'asta (indicativamente non superiore a 4-5 mesi) vengano acquisiti da parte dell'istituto di credito tutta una serie di documenti atti a determinare la consistenza del bene pignorato e la capacità economica dell'acquirente e futuro mutuatario. Successivamente verrà avviata un'istruttoria per la concessione del mutuo e, se positiva, verrà stipulato un preliminare di finanziamento. Se, a seguito dell'asta, il richiedente non si sarà aggiudicato l'immobile, il preliminare di mutuo si risolverà automaticamente, senza alcun addebito. Se invece si sarà aggiudicato il bene, il giudice ordinerà il pagamento entro sessanta giorni dalla data di aggiudicazione e la banca provvederà ad erogare il mutuo entro tale data. Solitamente questi mutui godono di condizioni più favorevoli rispetto a quelli standard, sia in termini di tassi applicati che di spese accessorie da sostenere.

venerdì 19 ottobre 2012

Le banche giocano sporco e condizionano il mercato immobiliare

Quello che sta succedendo in Italia è sicuramente un fenomeno che strutturalmente ricorda ciò che è successo in Spagna e in Irlanda, due nazioni in cui non è errato parlare di bolla immobiliare e all'interno delle quali si sono registrate pesanti contrazioni nel settore delle compravendite di case. Si parla anche di una consistente perdita di valore degli immobili; -7,3% in Spagna e addirittura -11,3% in Irlanda, Questi dati non lasciano spazio a molte interpretazioni. In Italia il dato resta negativo e dal 2008 ad oggi è stata registrata una diminuzione del 4% del valore medio delle unità immobiliari sparse sul territorio nazionale che, a ben vedere, vanta anche un altro significativo primato negativo, ovvero l'Italia è una delle prime nazioni al mondo per ciò che attiene il numero di case nuove rimaste invendute; si parla di grandi numeri, il totale, infatti, ammonterebbe a circa 600.000 unità. Il mercato è condizionato anche e soprattutto da un meccanismo perverso innescato dagli istituti di credito che, in pratica, rimandando la svalutazione sui prestiti legati al settore immobiliare, sperano di superare la crisi senza essere costretti a eccessivi ribassi. Questa pratica mette però le banche in una situazione critica, poiché provoca la naturale riduzione del numero dei prestiti, aumentando anche la selettività di chi li richiede. L’esposizione bancaria italiana supera di poco i 662 miliardi di euro, tra mutui e prestiti. Il rischio di writedowns immobiliare è forte e, da indagini effettuate da numerosi esperti del settore, parrebbe essere concreta la possibilità di ottenere risultati molto negativi, nell'ordine di circa 65 miliardi di euro in termini di perdite.  Nel primo trimestre 2012, l'ISTAT ha valutato che i mutui ipotecari si sono dimezzati rispetto al 2011 ed è un dato di fatto che il prezzo medio delle case sia sceso del 16% (picco massimo) circa (dato da rapportare alle richieste di mutuo) e che per l'acquisto di un'unità immobiliare sono stati richiesti il 44% dei mutui erogati in totale dal sistema creditizio. Insomma, si tratta di una situazione sicuramente non rosea che anche per colpa delle scellerate strategie approntate dalle banche ha messo in ginocchio uno dei settori storicamente molto caro agli italiani come, per l'appunto, quello immobiliare. Analizzando la situazione non si può che definire l'atteggiamento delle banche, assolutamente rischioso e autolesionista. Gli istituti di credito hanno un solo scopo, ovvero produrre utili, ma molto spesso, e questo ne è un esempio lampante, pare che abbiano il prosciutto sugli occhi e non riescano ad interpretare nè a leggere correttamente la situazione.

Valutazione del Mutuo BPM variabile con CAP opzione giovani

Il Mutuo BPM variabile con CAP opzione giovani fa parte della sterminata famiglia dei mutui con "Cap Rate", ovvero una soglia prefissata oltre la quale, il tasso applicato al mutuo, non può andare, indipendentemente dalle oscillazioni del tasso Euribor che, lo ricordiamo, attualmente è ancora su livelli particolarmente bassi. Nel caso preso in esame, il livello massimo del tasso è pari al 6%, soglia questa, che di fatto, lo rende particolarmente competitivo rispetto agli altri prodotti presenti oggi sul mercato nella medesima categoria. Lo spread, come d'abitudine per le banche italiane, resta elevato ma nella media, e si attesta al 3,45%. L'opzione giovani rende il Mutuo BPM variabile con Cap piuttosto appetibile per una clientela giovane che non abbia superato i 35 anni di età. Oltre questa fascia anagrafica, infatti, si perdono alcune agevolazioni importanti che ineriscono, ad esempio, il livello dello spread (più alto dello 0,20%) e i costi di istruttoria, anch'essi più elevati. Sul fronte delle richieste, queste non possono essere superiori al 70% del valore dell'immobile oggetto d'acquisto, calcolato sulla base del valore minore tra quello di acquisto e quello di mercato stimato dal perito tecnico della banca. Su un mutuo di 100.000 euro al tasso base del 3,655%, in 20 anni, si andrebbe a pagare una rata mensile pari a 587,96 euro al mese che, prevedendo un incremento del tasso pari al 2% dopo 2 anni, si trasformerebbe in un accollo di 696,67 euro al mese. In questo particolare momento storico, i mutui con Cap non riteniamo che siano la scelta migliore da fare però, tra i tanti, questo della Banca Popolare di Milano è sicuramente degno di nota e può tranquillamente essere preso in considerazione come una valida alternativa ad un mutuo a tasso fisso piuttosto oneroso e non perfettamente in linea con la media di mercato. VOTO: 6

giovedì 18 ottobre 2012

Andamento delle compravendite immobiliari assistite da mutui

Nel 2011 la percentuale di compravendite residenziali assistite da mutuo è risultato in riduzione, dal 43,4% al 42,4% (da 265.439 compravendite assistite da mutuo nel 2010 a 253.405 nel 2011). Questo è quanto emerge dall'ultimo Bollettino del comparatore di mutui online MutuiSupermarket denominato Bussola CRIF.  La percentuale di compravendite assistite da mutuo rimane ad ogni modo ben superiore a quella registrata nel biennio 2008-2009 attorno al 40% (per l'esattezza: nel 2008 39,6% e nel 2009 39,8%). Il campione di immobili analizzati contiene le tipologie immobiliari: appartamenti (dimensione media 90 mq), attici, loft, mansarde, monolocali, ville e villette a schiera (dimensione media 144 mq). Dal terzo trimestre 2011 il prezzo al metro quadrato degli immobili oggetto di garanzia di mutuo ipotecario ha mostrato segni di contrazione raggiungendo nel primo trimestre 2012 un calo significativo pari al -9,28% rispetto al primo trimestre 2011. Similare è l’andamento del prezzo degli appartamenti. Nel primo trimestre di quest'anno il prezzo al metro quadrato per regione, ha visto un'impennata decisa da parte del Friuli Venezia Giulia (+13%) mentre la contrazione più consistente è stata registrata in Valle D'Aosta (-15%). In merito alle città, la svalutazione più evidente si è registrata a Varese (-25%) mentre la rivalutazione più consistente c'è stata a Palermo (+7%). Dal terzo trimestre 2011 l’andamento delle superfici degli immobili oggetto di garanzia di mutuo ipotecario appare crescente, con un incremento nel primo trimestre 2012 del 2,9% (crescita dimensionale meno marcata per gli appartamenti con un +2,6%). Il valore di Loan To Value - rapporto tra l’importo medio del
mutuo erogato e il valore dell’immobile a garanzia – il cui valore si attesta mediamente intorno al 60%, cresce lievemente nel tempo e in particolare nel primo trimestre 2012 per effetto di una sensibile diminuzione del valore immobile (-9,3% nel I trim 2012) accompagnata da un più lieve calo dell’importo erogato (-3,7% nel I trimestre 2012).

mercoledì 17 ottobre 2012

Conto corrente sotto osservazione a partire dal 31 ottobre

Il Grande Fratello del conto corrente aprirà i battenti il prossimo 31 Ottobre e, salvo proroghe, segnerà una svolta epocale dal punto di vista delle abitudini degli italiani che, da quel giorno, dovranno stare molto attenti a tutti i movimenti di denaro, in entrata e in uscita, effettuati sul conto corrente. Andrà dichiarato tutto al Fisco e se questi riscontrerà delle incongruenze saranno dolori, la sua scure si abbatterà senza pietà sugli evasori fiscali, grandi e piccoli. Nell’elenco dei dati che gli istituti di credito trasmetteranno all'Agenzia delle Entrate figurano tutti quelli che comunemente riguardano i risparmiatori italiani, dai saldi del conto corrente e dei conti di deposito al valore del deposito titoli, passando per il controvalore dei depositi titoli, persino agli accessi annuali alla propria cassetta di sicurezza e all’utilizzo della propria carta di credito. Inoltre ogni richiesta di assegni e bonifici per contanti al cambio di valuta,  acquisti di oro e metalli preziosi, prodotti finanziari emessi dalle assicurazioni e gestioni patrimoniali. Verranno anche incrociati i dati relativi alle utenze più comuni, Luce e Gas, con la capacità reddituale del contribuente, il che vuol dire che se l'inverno sarà particolarmente rigido e la bolletta del gas sarà esosa, ma si percepisce una pensione minima, è molto probabile che al Fisco andrà giustificato il come e il perché si è riusciti a pagare il bollettone, magari ricorrendo all'aiuto di qualche parente dal cuore gentile che ha messo mano al portafoglio. Il sistema è sicuramente valido per scovare i grandi evasori, peccato che molti abbiano i soldi all'estero e che in Italia  i correntisti siano milioni di persone con gruzzoletti derivanti da anni e anni di risparmi frutto di duro lavoro.

Lieve diminuzione dei tassi di interesse dei mutui

Diminuiscono, anche se di poco, i tassi di interesse applicati ai mutui ipotecari. A renderlo noto è stata l'Abi  in occasione del comitato esecutivo che si è svolto a Palazzo Altieri. I tassi, sui prestiti in euro alle famiglie, per l'acquisto di un'unità immobiliare, si sono attestati, nel mese di settembre di quest'anno al 3,83%. Il dato segna una flessione dello 0,12% rispetto al mese di agosto scorso in cui il livello era a quota 3,95%. Questa è una piccola consolazione che di certo non può far dimenticare la recente stangata del governo che, con un colpo di mano improvviso, per rientrare nei parametri di bilancio fissati dal Patto di Stabilità, ha ridotto la soglia per la detrazione degli interessi passivi sui mutui, fissandola a soli 3.000 euro destando grande stupore anche in virtù della retroattività della norma che, di fatto, pone fine a qualsiasi speranza di poter ottenere sconti inerenti spese extra mutuo come, ad esempio, l'assicurazione sulla vita, le spese d'istruzione dei figli o quelle per l'affitto dello studente fuori sede, quelle sostenute per lo sport dei bambini o gli assegni per la beneficenza. Infine, in controtendenza rispetto al dato precedente, è stato registrato un rialzo dei tassi sui prestiti in euro alle società non finanziarie che dal precedente 3,34% segnalato ad agosto, oggi si attesta al 3,75% con una variazione pari allo 0,41%.

martedì 16 ottobre 2012

Valutazione mutuo quasi fisso BNL

Il Mutuo Quasi Fisso BNL è un mutuo a tasso variabile con Cap che, a differenza di quanto afferma il nome, ha poco a che vedere con un mutuo a tasso fisso e quel "quasi" messo lì nel mezzo appare più che altro come una forzatura. Le rate, variabili mensilmente, sono, infatti, composte da una quota capitale predeterminata (sulla base fissa del 6,20%) in base al piano di rimborso e da una quota interessi variabile in base alla rilevazione, tempo per tempo, del parametro di riferimento che, come avviene in molti casi, è l'Euribor ad un mese. Il tetto massimo del tasso di ammortamento (il cosiddetto Cap) è pari al 6,20% per tutte le durate previste. Ciò che lascia un po' perplessi è il calcolo del piano di ammortamento, in quanto la quota capitale è calcolata al tasso del 6,20% mentre la quota interessi è calcolata in base al tasso determinato dal parametro di riferimento maggiorato dello spread applicato (3,60%) per la durata del finanziamento. Questo fa si che, a differenza di un mutuo a tasso variabile generico, in cui le quote capitale vengono predeterminate ad un tasso che oggi mediamente è pari al 3,7%, il Mutuo Quasi Fisso BNL le determina sulla base del 6,20% facendo, di fatto, pagare quote capitale che per natura sono simili a quelle di un variabile generico ma le cui dimensioni economiche sono decisamente maggiori, ovvero molto basse all'inizio e molto alte verso la fine del contratto e comunque meno convenienti rispetto ad un mutuo a tasso fisso vero e proprio, oggi reperibile sul mercato intorno al 5,50%. A titolo esemplificativo, se prendiamo un mutuo a tasso variabile generico di 150.000 euro con l'Euribor allo 0,2% e uno spread del 3,50% notiamo che la quota capitale è determinata sulla base del 3,7% così come la quota interessi e che in 20 anni la rata resta costante per tutta la durata prevista, attestandosi sulla soglia di circa 885 euro al mese, invece grazie al sistema adottato dal Mutuo Quasi Fisso BNL, a parità di livello del parametro Euribor e di spread applicato, la quota capitale sarà calcolata sulla base del 6,20% e la quota interessi al 3,7%. In questo caso la prima rata sarà di circa 780 euro mentre l'ultima di quasi 1.100 euro. Alla luce di quanto riscontrato si può dire che questo prodotto risulti poco appetibile. Il problema risiede tutto nel modo di calcolare la quota capitale che lo rende poco conveniente rispetto alla media di mercato. VOTO: 5

Approfondimenti


- Il mutuo a tasso variabile con Cap conviene? (Post del 23/10/2009 momento storico favorevole a questa tipologia di mutuo);
- La convenienza dei mutui variabili con Cap Rate (Post del 31/05/2010 fase di grande sviluppo dei mutui con cap);
- Il mercato dei mutui con cap cresce a dismisura (Post del 02/03/2011 periodo che segna una crescita smisurata del mercato dei mutui a tasso variabile con Cap);
- E' finita l'era dei mutui con cap (Post del 24/07/2012 in cui viene spiegato il motivo della scarsa convenienza dei mutui con Cap relativamente alle mutate condizioni di mercato)

Package di conto corrente Conto Super Genius Unicredit

Il Conto Super Genius di Unicredit Banca è caratterizzato dalla possibilità di azzerare, a determinate condizioni, il canone mensile di tenuta conto, fino ad un massimo di 6 euro al mese, ovvero 72 euro all'anno. Inoltre, fino alla fine di ottobre, aprendo il conto comprensivo del package via internet, il canone mensile non verrà addebitato per i primi 6 mesi. Attenzione però, perché come tutte le offerte bancarie, anche questa non è lineare come sembra. Infatti, non si tratta di sei mesi di canone gratis veri e propri, ma solo il canone mensile relativo ai primi 2 mesi non verrà addebitato, mentre nei successivi 10 mesi, a fronte dell'accredito dello stipendio (per un importo minimo di 1.000 euro al mese) verrà applicato uno sconto di 6 euro al mese. Il package non è gratuito, costa, infatti, 10 euro se attivato tramite sportello e la gratuità inerisce solo le richieste online pervenute entro il 31 dicembre di quest'anno. Il package di Conto Super Genius è costituito da numerosi servizi:

  • spese di scrittura relative alle operazioni eseguite sia allo sportello che attraverso canali alternativi (Bancomat, internet, ATM);
  • canone annuo di 1 carta di Debito Internazionale V PAY;
  • rilascio del primo carnet assegni;
  • domiciliazione delle utenze su disposizione di addebito permanente;
  • spese annuali di liquidazione;
  • canone annuo per il servizio di Banca Multicanale (per usufruire di questo servizio bisogna chiamare il numero verde 800.57.57.57 per effettuare le seguenti operazioni: controllare il saldo del conto corrente Super Genius; effettuare operazioni dispositive anche su titoli; effettuare ricariche telefoniche).
Per ottenere l'azzeramento del canone mensile, o comunque uno sconto, è possibile percorrere due strade diverse. Una prima opzione prevede la possibilità di ottenere uno sconto di 3 euro al mese mantenendo un saldo medio del conto uguale o superiore ai 2.500 euro mensili; la seconda possibilità inerisce la necessità di accreditare lo stipendio o la pensione direttamente sul conto, ma l'importo minimo deve essere di 1.000 euro al mese, altrimenti non si ha diritto allo sconto previsto di 3 euro. Combinando queste due opzioni si ottengono i famosi 6 euro al mese di sconto sul canone.

Stando alle stime effettuate da Unicredit Banca, il Conto Super Genius, per una famiglia con operatività media, ovvero un nucleo familiare che effettua circa 228 operazioni all'anno, ha un costo di circa 135,82 euro se si utilizza lo sportello fisico posto in filiale, mentre si può ottenere un abbattimento utilizzando la banca online e pagare circa 108,70 euro l'anno. Su un fido di 1.500 euro il tasso debitore nominale annuo è pari al 14,65% mentre il Taeg ammonta al 17,72%. I prelievi effettuati dagli sportelli automatici di Banca Unicredit sono gratuiti mentre quelli effettuati da un altra parte costano 2 euro l'uno. I bonifici hanno un costo variabile, in funzione della tipologia, che va da 1,10 euro a 5 euro.

Nel complesso, il Conto Super Genius è un prodotto abbastanza interessante anche se non convince del tutto, soprattutto per il costo relativo ai prelievi effettuati da sportelli automatici di altri gruppi bancari. VOTO: 6

lunedì 15 ottobre 2012

Dagli USA una nuova ondata di mutui subprime forse ancora peggiore di quella del 2007

I mutui subprime americani tornano prepotentemente alla ribalta e promettono di innescare una nuova crisi che, per certi versi, può rivelarsi ancora peggiore rispetto a quella che nel 2007 sconvolse il mondo intero. Tutto parte dalla decisione della Federal Reserve di stampare, a tempo indeterminato, mensilmente, una quantità di denaro pari a circa 40 miliardi di dollari destinati all'acquisto di "mutui bond" dalle banche, ovvero  cartolarizzazioni di mutui, che altro non sono che contratti di mutui trasformati in contratti derivati. In pratica il credito che una banca vanta su un mutuo viene trasformato in un altro contratto che può a sua volta essere ceduto a terze parti che, di fatto, diventano i creditori reali. Questa decisione della Fed che, in buona sostanza protegge e favorisce le erogazioni incontrollate volte al profitto immediato degli istituti di credito, ha, da un lato, la caratteristica di aumentare le richieste di mutuo e di conseguenza le vendite di unità abitative, ma dall'altro offre il fianco a mutuatari che molto spesso non hanno una capacità reddituale tale da poter far fronte alle obbligazioni assunte, circostanza questa che determina l'intervento della Fed che comprerà mutui cartolarizzati dalle banche per quantità indefinite. Fotografando la situazione allo stato attuale si evidenzia un aumento netto delle richieste di mutuo favorite dai tassi particolarmente convenienti ma che comunque, a breve termine, sono destinati a risalire accompagnati da un pressocché certo aumento del costo del denaro. Nel momento in cui i tassi inizieranno ad impennarsi è molto probabile che scoppierà la nuova bolla dei mutui subprime che, a differenza della precedente che ha coinvolto anche le banche europee, vedrà, questa volta, come primissimo attore protagonista la Fed. Questa vicenda, volendola sintetizzare con una terminologia calcistica, ha tutti i crismi di un clamoroso autogol.

Aumentano i prestiti finalizzati del 12%

Secondo il Barometro Crif della domanda di prestiti da parte delle famiglie, il numero dei prestiti finalizzati sarebbe cresciuto, a settembre, di ben 12 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per quanto riguarda la durata del prestito richiesto, si evidenzia una sostanziale stabilità rispetto al recente passato: la fascia oltre i 5 anni continua a risultare la più richiesta con una quota di quasi il 23% del totale, seguita da quella compresa tra i 2 e i 3 anni (con una quota pari al 20% circa) e da quella fino ad 1 anno (con il 19% circa). Questo dato, fortemente contrastante rispetto a quello dei prestiti non finalizzati che, invece, hanno fatto registrare una contrazione dell'1% nello stesso periodo, appare come un segnale di ripresa dell'intero settore, anche se, a bene vedere si tratta ancora di un'indicazione troppo debole e soprattutto non confortata da una ripresa del comparto dei prestiti non finalizzati. I dati sulla domanda di prestiti sono rilevati su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 78 milioni di posizioni creditizie.

venerdì 12 ottobre 2012

Banche e società finanziarie si dividono equamente il mercato del credito al consumo

Banche e società finanziarie si dividono equamente il mercato del credito al consumo. Questo è quanto emerge dal Bollettino Statistico diramato ieri dalla Banca d'Italia. A giugno di quest'anno il totale complessivo delle operazioni ammontava a 110.457 milioni di euro. Le banche hanno erogato 57.900 milioni di euro, pari al 52,42% del totale, mentre le società finanziarie con 52.557 milioni di euro hanno coperto la restante fetta di mercato, ovvero il 47,58%. Questo trend è costante lungo tutto lo stivale, infatti, se si prendono i dati relativi all'Italia Nord-Occidentale, ad esempio, a fronte di prestiti erogati per un totale pari a 27.920, si nota che le banche hanno finanziato il 51,86% delle richieste, ovvero 14.481 milioni di euro, mentre le società finanziarie con il 48,14% hanno finanziato 13.439 milioni di richieste. L'Italia Nord - Orientale, in linea con i dati precedenti, evidenzia un erogato complessivo pari a 16.356 milioni di euro. Le banche hanno erogato prestiti per 8.622 milioni (52,71%) e le società finanziarie 7.733 milioni di euro (47,28%). Nell'Italia Centrale l'erogato totale è stato pari a 23.921 milioni, di questi 12.336 milioni (51,57%) sono stati erogati dalle banche e 11.585 (48,43%) dalle società finanziarie. L'Italia Meridionale vanta prestiti erogati per un ammontare complessivo di 26.322 milioni di euro. La fetta del mercato coperta dalle banche ammonta al 54,41% con 14.321 milioni di erogato, mentre le società finanziarie si accontentano, si fa per dire, del restante 45,59% con 12.001 milioni di prestiti concessi. Questo dell'Italia Meridionale è il dato con la forbice maggiore. I numeri dell'Italia Insulare, invece, tornano ad essere in linea con la media generale. A fronte di 15.939 milioni di prestiti erogati, 8.141 milioni sono stati concessi dalle banche (51,10%) e 7.798 milioni dalle finanziarie (48,90%).

I Bond del territorio un modello da emulare per finanziare le imprese

I Bond del territorio, così sono stati denominate queste obbligazioni che saranno emesse dal 15 ottobre al 23 novembre di quest'anno, sono frutto della collaborazione tra Banca Popolare di Bergamo e Confindustria e fanno parte del progetto T2 “Territorio per il Territorio”.  L'iniziativa, che vedrà quali beneficiarie le imprese del territorio bergamasco, ha le seguenti caratteristiche: le obbligazioni, emesse da Banca Popolare di Bergamo, da Banco di Brescia e da Banca di Valle Camonica, avranno un taglio minimo di sottoscrizione pari a 1.000 euro, durata 3 anni, cedola trimestrale, un tasso fisso lordo pari al 3,50% per il primo e il secondo anno e, per il terzo anno, un tasso variabile pari al tasso euribor tre mesi aumentato dell’1%. Banca Popolare di Bergamo emetterà un prestito obbligazionario a tasso misto per un importo complessivo di 10 milioni di euro, analogamente Banco di Brescia e Banca di Valle Camonica emetteranno un bond, sempre a tasso misto, di importo pari a 3 milioni di euro. Offrire liquidità alle imprese in difficoltà architettando prestiti obbligazionari a chilometri zero, come li ha definiti Giuseppe Masnaga, direttore generale della Banca Popolare di Bergamo, è sicuramente un valore aggiunto importante, poiché con il denaro dei bergamaschi si vanno a finanziare le imprese operanti sul territorio innescando un circolo virtuoso che favorirà senz'altro il rilancio del settore economico più trainante dell'intera regione, quel tessuto imprenditoriale che, per l'appunto, da sempre è il vero motore dell'economia italiana e che grazie a politiche scellerate atte a soffocarne lo sviluppo, sta pian piano morendo, trascinandosi dietro, ovviamente, tutto il Paese.

giovedì 11 ottobre 2012

Taglio netto della detrazione degli interessi passivi dei mutui

La nuova manovra del governo tecnico (la cosiddetta Legge di Stabilità) vara un taglio netto della detrazione degli interessi passivi dei mutui e questa, di certo, non è una notizia positiva. Il ministro dell'economia che, per un minuto ci ha illusi grazie alla straannunciata limatura delle aliquote Irpef minime che, come si è visto, passeranno dal 27% al 26% e dal 23% al 22% a partire dal prossimo anno, contemporaneamente ha annunciato tutta una serie di misure che non solo inficiano la bontà della decisione presa, ma addirittura hanno un potenziale tale da uccidere definitivamente l'economia reale italiana! Comunque sia, per ciò che attiene questo blog, il tema dei mutui è quello da mettere in primo piano. Su questo fronte c'è da dire che il nuovo tetto per le spese detraibili al 19% sarà pari a 3.000 euro, il che vuol dire che chi oggi porta in detrazione, ad esempio, 4.000 euro di interessi passivi del mutuo dovrà rinunciare a 1.000 euro di spesa, cioè ad una detrazione di 190 euro. Una mini rata aggiuntiva a tutti gli effetti. Sul piano delle deduzioni fiscali, la nuova franchigia è stata elevata a 250 euro. Per chi dichiara un reddito fino a 15.000 euro non cambierà nulla, invece per chi ha una capacità reddituale superiore, il discorso è un po' più complesso e inerisce tutte le agevolazioni che riguardano i contributi ai fondi pensionistici e sanitari, gli assegni al coniuge in caso di separazione, gli interessi sui mutui, le spese veterinarie, quelle funebri, scolastiche e alcune erogazioni liberali, più altre voci ancora. Saranno risparmiate le spese sanitarie. L’effetto della franchigia sarà sostanzialmente di eliminare i piccoli sconti. E come se non bastasse, dall'anno prossimo aumenterà anche l'IVA di un punto.

mercoledì 10 ottobre 2012

Battuta d'arresto per il credito al consumo. Le richieste diminuiscono del 7%

Il credito al consumo in Italia fa registrare una consistente battuta d'arresto, il cui ammontare è pari al 7% delle richieste totali rispetto al 2009. Questo è un ulteriore indice della crisi che stiamo vivendo è, come si evince da questi dati, a poco o nulla servono le promozioni delle grandi catene di distribuzione in cui vengono proposti prodotti da paghare a rate con finanziamenti a tasso zero, addirittura, iniziando dopo diversi mesi dall'acquisto. Le famiglie italiane, secondo Marco Giorgi di Prestiti.it, pagano mediamente qualcosa come 4.000 euro di debiti all'anno, mentre la richiesta di prestiti personali è aumentata in termini di importo e si attesta sui 12.500 euro. La ragione principale per cui gli italiani ricorrono ai prestiti personali è l'ottenimento di liquidità immediata per far fronte alle esigenze più svariate, dal pagamento delle tasse o delle bollette, al pagamento di spese mediche, ma anche e sempre più di frequente, per garantire il prosieguo degli studi dei propri figli.  Da un'indagine condotta dal sito di comparazione online Prestiti.it, per quanto riguarda le motivazioni che spingono gli italiani a richiedere un prestito personale, entrando più nel dettaglio della tipologia, il bisogno di liquidità fa la parte del leone (32% delle domande). Fra le motivazioni della richiesta segue l’acquisto di un’auto usata (27%) e la ristrutturazione della casa (10%). Le richieste di  prestiti per l’acquisto di un'auto nuova si fermano all’8%. Le regioni italiane nelle quali si registrano le richieste più consistenti dal punto di vista degli importi sono Calabria e Sicilia, entrambe con una media di 14.000 euro. Spicca, infine, il dato riguardante il maggior numero di richieste avanzate dalle donne. Su un campione di 30.000 domande di prestito, per ciò che attiene la parte femminile, il 47% delle richieste inerisce il finanziamento dei trattamenti estetici.

martedì 9 ottobre 2012

I prestiti personali Ing Direct completano l'offerta del colosso olandese

Mancavano solo i prestiti personali alla gamma di prodotti offerti dalla Ing Direct, colosso bancario olandese noto grazie al suo prodotto di punta, ovvero il Conto Arancio. Questa lacuna è stata colmata grazie alla collaborazione con Agos Ducato (società nata dalla fusione di due importanti società finanziarie come, per l'appunto, Agos e Ducato). I prestiti personali messi a disposizione dei clienti della "zucca" sono caratterizzati da un'ampia flessibilità, infatti, è possibile cambiare l'importo della rata o saltarne il pagamento per 3 volte. Ma non solo. La richiesta minima inerisce un prestito di 1.500 euro, mentre quella massima prende in esame erogazioni di 30.000 euro, rimborsabili da 12 a 84 mesi. Si tratta di prestiti a tasso fisso, il cui TAN parte da una soglia base del 6,40% che, a seconda del profilo del richiedente, può ovviamente salire. Al fine di ottenere un ulteriore risparmio, pari allo 0,30% del TAN, è consigliabile far addebitare il pagamento delle rate su un Conto Corrente Arancio. I valori medi riguardanti il TAN e il Taeg sono rispettivamente di circa il 9,95% nel primo caso e del 10,50% nel secondo. Non sono previsti costi di istruttoria, mentre è contemplato il pagamento di un'imposta di bollo pari a 14,62 euro sul finanziamento e di 1,81 euro sul rendiconto annuale di fine rapporto per importi superiori a 77,47 euro. Non sono previste spese mensili di gestione della pratica. Il matrimonio tra Agos Ducato e Ing Direct ha sicuramente favorito il lancio di un prodotto molto valido, da tenere sicuramente in considerazione qualora si sia già clienti dell'istituto di credito olandese e da valutare attentamente in caso contrario. La comodità di gestire tutto online è un valore aggiunto all'estrema flessibilità del prodotto. Infine, ma non per ultimo, la fama e il prestigio delle aziende promotrici dovrebbero rappresentare una garanzia di qualità e serietà. VOTO: 7

Google lancia la prima carta di credito per l'acquisto di pubblicità online

Google, in collaborazione con Barclays, lancia la prima carta di credito per l'acquisto di pubblicità online! Si tratta di una piccola rivoluzione all'interno del settore dell'advertising che servirà ad agevolare l'acquisto di inserzioni tramite il canale Google AdWords. Ma non solo, per le aziende sono previsti dei veri e propri prestiti, il cui ammontare è decisamente elevato e va da un minimo di 100 mila dollari a un massimo di 200 mila dollari al mese. Si tratta di prestiti esclusivamente finalizzati all'investimento pubblicitario usufruendo sempre dei servizi di Google. Il tasso applicato nel Regno Unito, unica nazione nella quale la carta di credito e i prestiti sono già disponibili, è pari all'11,9%. La fase sperimentale del servizio è stata condotta negli Stati Uniti d'America ed ha coinvolto ben 1400 imprese per un anno. La notizia è stata resa nota dal Financial Times con un articolo dal quale è emerso anche che Google ha lanciato questi servizi per sfruttare le riserve cash dell'azienda. A tutt'oggi AdWords vanta ricavi per oltre 10,96 miliardi di dollari e un fatturato che supera i 37 miliardi di dollari l'anno e non è un caso che la carta di credito e i prestiti Google siano stati lanciati proprio in Gran Bretagna, considerato il fatto che dal Regno Unito proviene l'11% dei ricavi totali. Nelle prossime settimane è previsto l'arrivo di questi nuovi servizi in altre nazioni europee anche se ancora non è stato reso noto quali. Resta da verificare l'impatto che questi servizi avranno sui piccoli inserzionisti, molto spesso poco inclini ad investire ingenti somme in pubblicità. Un'altra considerazione da fare è la seguente: Google presta denaro virtuale da spendere in un servizio altrettanto virtuale che in realtà per la casa madre è a costo zero o quasi (un po' come il traffico telefonico che per le aziende fornitrici è illimitato oltreché immateriale). Questo dovrebbe ragionevolmente far diminuire il tasso applicato al prestito che, altrimenti, resterebbe su livelli più alti della media del mercato inficiandone, di fatto, la convenienza. Comunque ancora è presto per poter fare delle valutazioni chiare. Non ci resta che aspettare.

lunedì 8 ottobre 2012

Secondo Bankitalia i tassi dei mutui sono calati lievemente

Secondo Bankitalia i tassi dei mutui sono calati lievemente. I numeri che, infatti, ci mostrano una variazione al ribasso talmente lieve da sembrare pressoché impercettibile, dimostrano che è in atto un trend al ribasso che comunque non porta alcun vantaggio concreto ai mutuatari. Si è passati dal 4,23% di agosto all'attuale 4,21%. Sul piano meramente numerico ciò segnala una diminuzione del livello medio dei tassi che, fattivamente, però, non viene percepito nella realtà.  I tassi sui mutui a luglio dello scorso anno si attestavano al 3,51% (taeg), mentre il dato più alto è stato registrato a febbraio 2012 con il 4,61%. Per quanto riguarda invece il tasso sul credito al consumo, questi è pari al 9,71%, sempre per ciò che attiene il mese di agosto 2012, e si discosta di pochissimo rispetto al 9,72% di luglio e al 9,80% di giugno 2012. Ancora in merito alle grandezze bancarie, il tasso sui conti correnti ad agosto 2012 è sceso lievemente ponendosi a quota 5,16%, mentre il dato precedente aveva fatto segnare un più alto 5,19% per quanto riguarda i prestiti, mentre sul fronte della raccolta bancaria c'è da dire che il tasso è in lieve rialzo all'1,25% contro l'1,24% di luglio e l'1,23% di giugno.

Sulla rata del mutuo incide lo spread. Vediamo qual'è l'andamento dei migliori spread online

Lo spread è sicuramente una delle voci di costo più importanti che incidono sulla rata del mutuo. Come abbiamo visto in precedenza, questo parametro può essere condizionato anche dall'andamento del differenziale tra i BTp e i Bund tedeschi, circostanza questa che, di fatto ne mantiene alto il livello, ma in linea di massima, analizzando i dati inerenti l'andamento dello spread medio per i mutui a tasso fisso e variabile, partendo dal secondo trimestre 2011 fino ad oggi, si evince un trend al rialzo assai elevato oltre che costante. La media trimestrale dei migliori spread online per mutui a tasso variabile è passata dall’1,20% del secondo trimestre 2011 al 2,73% del secondo trimestre 2012 (+130%) dopo un picco di 2,87% nel primo trimestre del 2012. Parallelamente la media trimestrale dei migliori spread online per mutui a tasso fisso è passata dall’1,10% al 3,17% (+190%) passando per il picco del 3,28% del primo trimestre 2012. A marzo 2012, i migliori spread hanno subito una riduzione dopo 10 mesi di rialzi consecutivi; nel secondo trimestre gli spread si sono sostanzialmente assestati con leggere variazioni al margine. Su base mensile, prendendo in considerazione solo i primi sei mesi di quest'anno, si è passati da una condizione di sostanziale uguaglianza tra lo spread dei mutui a tasso fisso e quelli a tasso variabile di gennaio per giungere al punto di separazione massimo fatto registrare a marzo, in cui lo spread dei mutui a tasso fisso si è attestato al 3,40% mentre per ciò che attiene il variabile i dati parlano di un 2,60%. A Giugno il divario si è ridotto passando dallo 0,80% allo 0,30%. Questi dati fanno riferimento ad una richiesta di mutuo, effettuata da un lavoratore dipendente a tempo indeterminato, residente a milano, trentacinquenne. Il mutuo è di importo pari a 140.000 euro, della durata di 20 anni, per l'acquisto di un immobile del valore di 220.000 euro.

sabato 6 ottobre 2012

I mutui online sono più convenienti di quelli contratti in filiale

I mutui online sono più convenienti di quelli contratti in filiale. Le ragioni sono molteplici e, in massima parte, legate ai costi accessori che, per ciò che attiene il canale telematico, sono pari a zero o quasi. Inoltre, grazie ai numerosissimi siti di comparazione presenti in rete, è possibile ottenere un mutuo che, anche se identico a quello contratto in filiale, grazie a specifiche convenzioni stipulate con i siti di comparazione, è a disposizione dei richiedenti ad un tasso più conveniente. Solitamente, infatti, i siti di comparazione mutui propongono prodotti dotati di caratteristiche specifiche applicate solo via web. Nel primo trimestre di quest'anno il canale online ha permesso, a tutti coloro che ne hanno fruito, di ottenere un risparmio sul mutuo a tasso variabile - in termini di minore ISC rispetto all’ISC medio di mercato per mutui a tasso variabile - pari allo 0,5%. Tale risparmio è in contrazione rispetto all’1,1% del primo trimestre 2011 per effetto di politiche di pricing degli istituti di credito sempre meno aggressive anche per i canali di distribuzione online, solitamente privilegiati in quanto capaci di attrarre richiedenti con profilo creditizio mediamente elevato.Sul fronte dei mutui a tasso fisso, nel primo trimestre 2012 il canale telematico ha permesso di ottenere un risparmio sul mutuo a tasso fisso - sempre in termini di minore ISC rispetto all’ISC medio di mercato per mutui a tasso fisso - pari allo 0,1%. Tale risparmio, come nel caso precedente, è in contrazione rispetto allo 0,6% del primo trimestre del  2011 sempre per i motivi succitati. Però, nonostante la diminuzione del margine del risparmio, le condizioni dei mutui online continuano ad essere particolarmente favorevoli rispetto ai canali tradizionali, quindi è buona norma verificare prima su internet la presenza di prodotti confacenti alle proprie esigenze e solo in un secondo momento, qualora non si sia trovato nulla di soddisfacente, recarsi presso la propria banca.

Il bubbone dei titoli tossici legati ai mutui mette nei guai Credit Suisse Securities

Spesso si sente parlare di mancanza di fiducia all'interno del sistema bancario e ci si chiede perché. Una risposta, anche se non esaustiva, viene dal comportamento tenuto da Credit Suisse Securities nei confronti di tre banche di credito cooperativo che, a causa di titoli tossici legati ai mutui, venduti loro dal colosso svizzero, hanno dovuto dichiarare, addirittura, fallimento! A tal fine l’autorità statunitense National Credit Union Administration ha citato in giudizio un'unità della Credit Suisse, sulla base dei fatti accaduti, inerenti la mancata o pressappochista trasparenza riscontrata nel corso della procedura di vendita dei titoli, poi rivelatisi tossici, legati ai mutui. Gli istituti bancari coinvolti nella vicenda (US Central Federal Credit Union, Western Corporate Federal Credit Union e Southwest Corporate Federal Credit Union) hanno fatto incetta di titoli tossici legati ai mutui. Si parla di un ammontare complessivo di circa 715 milioni di dollari. L’agenzia Bloomberg, che ha per prima reso nota la vicenda, ha provato a più riprese ad ottenere una dichiarazione da parte di un portavoce di Credit Suisse senza però ottenere alcuna risposta. Questa vicenda, ultima in linea temporale, ma assimilabile a molte altre dello stesso tipo, soprattutto in ambito statunitense, rappresenta un esempio lampante di come non possa esistere un clima di fiducia tra gli istituti di credito. Questa sfiducia perniciosa condiziona tutto il sistema inficiando lo sviluppo di condizioni favorevoli per l'accesso al credito delle famiglie e creando una spirale negativa che, a più livelli, va a ledere anche l'economia reale.

venerdì 5 ottobre 2012

Lo spread dei mutui aumenta a causa del differenziale BTp - Bund

Il livello dei tassi applicati ai mutui ipotecari resta elevato, nonostante il costo del denaro sia alquanto basso, principalmente a causa dell'andamento del differenziale tra BTp e Bund decennali. A luglio 2011 lo spread fra i titoli di stato italiani e tedeschi a 10 anni ha superato la soglia del 3% segnalando una rischiosità crescente del debito sovrano italiano. I rendimenti dei BTp devono salire per compensare la maggiore rischiosità e questo comporta un calo dei prezzi dei BTp. Le banche a questo punto si ritrovano con i loro investimenti in BTp che perdono valore e con stati patrimoniali più deboli; la situazione politica e economica del sistema Italia rendono le controparti bancarie italiane ancora più rischiose. Cresce quindi il costo di approvvigionamento del capitale delle banche (cost of funding) che si vedono costrette ad aumentare gli spread dei mutui ai loro clienti in maniera progressiva. Dai dati in nostro possesso, estrapolati da un'indagine condotta da MutuiSupermarket, il trend è rimasto costante fino a tutto febbraio 2012. A partire dal terzo trimestre del 2011 gli spread medi applicati dagli istituti bancari ai propri mutui a tasso variabile sono cresciuti molto in fretta passando dall’1,9% al 3,3% (+74% in due trimestri). L’aumento dei tassi di offerta per i mutui a tasso variabile è stato attenuato da una forte contrazione parallela del tasso di riferimento Euribor che, ancor oggi si mantiene su livelli decisamente bassi. La tendenza al rialzo ha comunque fatto registrare una battuta d'arresto nel corso del secondo trimestre di quest'anno, con alcune banche che hanno rivisto al ribasso il proprio pricing di offerta mutuo. Sul fronte dei mutui a tasso fisso, invece, a partire dal terzo trimestre 2011 gli spread medi applicati dagli istituti bancari ai propri mutui sono cresciuti rapidamente passando dall’1,4% al 2,8% (+100% in due trimestri). L’aumento dei tassi di offerta per i mutui a tasso fisso è stato attenuato da una forte contrazione parallela dei tassi di riferimento IRS. La tendenza al rialzo è rallentata nel corso del secondo trimestre di quest'anno, con alcune banche che hanno rivisto al ribasso il proprio pricing di offerta mutuo.

giovedì 4 ottobre 2012

Prestito Come Voglio di Findomestic banca a tasso fisso e rata flessibile

Il prestito personale "Come Voglio" di Findomestic Banca è un prestito a tasso fisso facente parte della famiglia, sempre più numerosa ormai, dei prestiti a rata flessibile. Questa tipologia di prestito è molto conveniente proprio in virtù della possibilità di scegliere e modificare il piano di rimborso tarandolo in base alle proprie esigenze in maniera efficace. Nella fattispecie, per ciò che attiene il prestito Come Voglio Findomestic, è possibile modificare l'importo della rata base, determinata in fase di stipula del contratto, dopo aver pagato le prime sei mensilità e ottenendo un adeguamento del piano di rimborso che, in questo modo, può essere allungato garantendo il pagamento di una rata più leggera (o, al contrario, accorciato aumentando l'importo della rata). Ma non è tutto. Come per molti altri prestiti flessibili, anche Come Voglio Findomestic prevede la possibilità di effettuare il cosiddetto "salto della rata". Questa comoda opzione prevede l'inserimento della rata saltata in coda al piano di rimborso. L'opzione "cambio rata" può essere scelta anche ogni mese (una sola volta al mese), dopo i primi sei mesi, ma non contemporaneamente all'opzione "salto rata" che può essere applicata solo per un massimo di tre volte nel corso di tutto il periodo contrattualmente previsto per il rientro del debito contratto. Come Voglio Findomestic finanzia richieste che vanno da un minimo di 1.000 euro ad un massimo di 60.000 euro, erogate direttamente sul conto corrente del richiedente o tramite assegno bancario. La modalità di rimborso è la classica a mezzo RID. Una volta verificate le condizioni economiche del soggetto richiedente, che non deve avere meno di 18 e più di 75 anni oltreché un reddito dimostrabile, si passa alla stipula vera e propria del contratto che non prevede alcun costo di istruttoria né altri costi accessori. Il tasso medio TAN al quale viene erogato è pari all'8,25% mentre il Taeg ammonta all'8,57%. Il prestito può essere richiesto anche online ed il contratto può essere firmato digitalmente grazie al servizio denominato "Firma Digitale". Una volta scelto il proprio PIN personale verrà inviato sul cellulare del richiedente un codice (la cosiddetta password OTP). A questo punto sarà sufficiente inserire, negli appositi spazi predisposti sul sito della Findomestic, il PIN e il codice OTP e poi cliccare sul tasto "Firma Digitalmente" per dare valore legale al contratto. In questo blog ci siamo spesso occupati di prestiti a rata flessibile e li abbiamo sempre premiati con voti alti. Il prestito Come Voglio Findomestic non fa eccezione e si colloca tra i nostri preferiti, anche grazie al sistema di firma digitale adottato che snellisce di molto la procedura inerente la stipula del contratto. VOTO: 7,5

mercoledì 3 ottobre 2012

Aumentano i mutui negli USA ma crollano in Francia, intanto Obama sposa la causa di Schneiderman

Quello dei mutui è un mercato veramente imprevedibile e lo dimostrano chiaramente i dati provenienti dagli Stati Uniti d'America, in cui nell'ultima settimana, grazie alla Fed che ha abbassato il costo del denaro, le richieste di mutui sono aumentate addirittura del 16,6%, per contro, in linea con il dato italiano, anche se meno accentuato, la Francia ha fatto registrare una contrazione delle richieste di mutui immobiliari, nel terzo trimestre dell'anno, pari al 29% che, su base annua sfiora il 32%.  In Europa regna sovrana la sfiducia tra gli istituti di credito mentre negli USA, soprattutto grazie al Presidente Obama, si è usciti dall'immobilismo e pare che ci si muova in una direzione inaspettatamente favorevole soprattutto per i consumatori. Obama, in piena campagna elettorale,  facendo leva su una serie di documenti ed email interne alla banca cavalca l'onda segnata dal procuratore generale dello Stato di New York, Eric Schneiderman, che ha fatto scattare una causa miliardaria contro J.P. Morgan e la defunta Bear Stearns, inerente la vendita, tra il 2006 ed il 2007, di titoli garantiti da mutui residenziali a rischio (mutui subprime) e che viene considerata una vera e propria truffa ai danni dei risparmiatori. La mossa di Obama tramite la procura newyorkese stabilirebbe un importante precedente giuridico. Usando come modello la causa fatta a J.P. Morgan, infatti, si darebbe il via ad una lunga serie di cause verso tutti gli istituti coinvolti nello scandalo dei mutui subprime per un totale di decine di miliardi in multe e risarcimenti. In Europa, invece, dove vige una rigidità burocratica fuori dal comune e in un contesto in cui le banche continuano a guardarsi con sospetto, il problema dei mutui subprime è abbastanza marginale, ciò che purtroppo ha colpito il settore nel Vecchio Continente è tutta una serie di comportamenti poco limpidi nei confronti dei clienti da parte di alcuni istituti di credito europei, come, tra l'altro, dimostra la montagna di reclami ricevuti dalla Financial Services Authority britannica inerenti comportamenti poco trasparenti da parte dei funzionari di banca proponenti polizze di protezione dei mutui ma anche nella determinazione del tasso Libor. Come si vede, lo scenario internazionale è assai variegato e in particolare fermento ed il settore dei mutui è sempre di più al centro dell'attenzione e, mai come ora, può essere un parametro valido per delineare i contorni e la portata della crisi economica in atto al di qua dell'Atlantico.

Valutazione del prestito Compass Easy

Il prestito Compass Easy si distingue per la sua estrema flessibilità ed è presente sul mercato con una dotazione di ben tre opzioni, atte a soddisfare ogni qualsivoglia esigenza: la Easy, la Easy Jump e la Easy Flex. Compass Easy è un prestito personale di tipo classico, a tasso fisso che può essere rimborsato mensilmente in un minimo di 24 rate fino ad un massimo di 84. L'importo minimo che può essere richiesto è pari a 5.000 euro mentre quello massimo è di 20.000 euro. Sul fronte dei tassi si riscontrano delle differenze, più o meno marcate, a seconda delle opzioni scelte. Ad esempio, un prestito di 10.000 euro da rimborsare in 48 rate, con l'opzione Easy avrà un TAN dell'8,88%,  un Taeg del 10,45% ed una rata che ammonterà a 252 euro; se si sceglie l'opzione Easy Jump, che prevede la possibilità di saltare ogni anno e senza costi aggiuntivi, la rata fino 5 volte per affrontare esigenze improvvise, si dovrà affrontare una spesa pari a 253 euro (solo 1 euro in più rispetto al prestito Easy classico), con un TAN del 9,09% e un Taeg del 10,67%. Infine, ma non per ultima, l'opzione Easy Flex che, in pratica, include anche l'opzione Easy Jump, proponendosi alla stregua di un vero e proprio prodotto finanziario full optional. Grazie all'opzione Easy Flex sarà possibile saltare la rata e addirittura cambiarla riducendola, anche in questo caso, per 5 volte. I costi sono ovviamente leggermente superiori ai pacchetti precedenti, ma giustificati dalla tipologia di prodotto che si ha tra le mani. La rata ammonterebbe a 253,50 euro (solo 1,50 euro in più rispetto al prestito Easy base e appena 0,50 centesimi di euro in più rispetto all'opzione Jump) con un TAN del 9,19% e un Taeg del 10,79%. Per tipologia di prestito e opzioni tra le quali poter scegliere, il prestito Compass Easy è sicuramente uno dei migliori che esistano attualmente sul mercato. Sul fronte dei tassi si allinea alla media dei competitor più famosi, circostanza questa, che lo rende appetibile proprio in virtù dell'estrema flessibilità di cui è dotato. VOTO: 7,5

martedì 2 ottobre 2012

Eludere il patto di stabilità per pagare le imprese si può. Da Genova ecco un esempio concreto!

Il Patto di Stabilità, da molti esponenti politici e imprenditori definito, a ragion veduta, Patto di Stupidità, è una delle principali cause alla base dei ritardi epocali con cui gli enti pubblici saldano le fatture delle imprese che hanno erogato loro servizi di vario genere. Da più parti si è sottolineata l'eccessiva rigidità del Patto di Stabilità e la necessità di applicarlo considerando l'intero ciclo economico e non un singolo bilancio di esercizio, anche in considerazione dei rischi involutivi derivanti dalla politica degli investimenti troppo limitata che esso comporta. Però, finché ci si dovrà attenere alle rigide norme contenute nel Patto si può pensare a metodi alternativi che eludendo le norme, ma nel pieno rispetto della legge, consentano agli enti pubblici di onorare gli impegni economici pendenti. Quando si parla di elusione si pensa subito a qualcosa di illecito, ma non è affatto così e il caso in esame ne è un esempio lampante. Il Comune di Genova ha deciso di applicare un principio molto semplice e noto, ovvero la cosiddetta "cessione del credito" e, forte degli accordi stipulati con Banca Carige, Biis (Banca infrastrutture innovazione e sviluppo) e Iftalia Spa, consentirà ai propri creditori di accedere alla cessione del proprio credito nei confronti del comune ottenendo in tempi brevi il pagamento del debito che l’ente ha nei loro riguardi. Sarà poi il Comune di Genova a regolare con le banche il pagamento del credito, in un lasso di tempo di un anno. Finora il comune ha pagato 850 milioni di euro ai propri creditori ma, al momento, gli altri 15 milioni non possono essere pagati a causa del Patto di Stabilità. Ovviamente la cessione del credito ha un costo che le imprese dovranno corrispondere alle banche e il cui ammontare potrebbe inficiare la convenienza dell'intera operazione costringendo gli imprenditori interessati a valutare per bene questa opportunità, che, in alcuni casi potrebbe rivelarsi talmente onerosa da indurli a preferire l'estenuante attesa legata alle possibilità di pagamento del comune. Come si vede ci sono pro e contro, ma l'iniziativa è veramente ottima.

Con CreditoSubito finanziamenti alle imprese fino a 100.000 euro

CreditoSubito è un'iniziativa promossa da Artigiancassa-BNL, BCC Sangro Teatina, Carichieti e Banca Marche ed è un prodotto finanziario che, a condizioni assai vantaggiose, consentirà, a tutte le aziende teatine di ottenere in maniera rapida prestiti per un ammontare massimo pari a 100.000 euro. Quello di Chieti è un esperimento che è auspicabile possa trovare ampio spazio anche in altre realtà italiane dove la crisi economica sta decimando migliaia di imprese. Il plafond da cui attingere le risorse necessarie a favorire  l'erogazione dei prestiti alle imprese teatine ammonta a ben 10 milioni di euro. Ogni prestito verrà concesso a tasso agevolato, in appena 15 giorni, con istruttoria condivisa e una copertura a garanzia del 60% ad opera di Creditfidi che è il consorzio fidi di Confartigianato. Credito Subito verrà erogato grazie alla sinergia stretta da Confartigianato con quattro primari istituti di credito operanti sul territorio: Bnl-Artigiancassa, Bcc Sangro Teatina, Carichieti e Banca Marche. Verranno finanziati i progetti che riguarderanno nuovi investimenti produttivi delle imprese, dalla riqualificazione dei macchinari all’acquisto di nuovi automezzi senza dimenticare, ovviamente, i prestiti per liquidità. Veramente un'ottima iniziativa, la cui portata è dimostrata dal fatto che solitamente Creditfidi non concede mai oltre il 50% di garanzia, limite in questo caso ampiamente superato come rilevato in precedenza.

Diminuiscono i prestiti alle imprese

I prestiti alle imprese sono lo specchio di quanto accade oggigiorno in un contesto in cui uno scenario di crisi da tregenda prospera dilagante allungando i propri tentacoli al fine di strozzare la già asfittica economia nazionale. La misura della contrazione dei prestiti alle imprese, nel primo semestre dell'anno, è pari all'1,5% su base annua e il trend continua ad essere negativo. La stagnante economia nazionale, frutto anche di scelte assai discutibili da parte del sistema bancario che ha chiuso e continua a tenere ben stretti i rubinetti del credito, è frutto anche di un mancato rilancio, in primis sul piano della competitività e dell'innovazione, delle imprese nostrane. Mantenere in vita un'attività quando i consumi sono ridotti al lumicino è cosa assai difficile e lo testimoniano le centinaia di migliaia di imprese che da gennaio ad oggi hanno chiuso i battenti. Da un lato gli enti pubblici non onorano impegni economici inerenti commesse già ampiamente svolte, dall'altro il fisco bussa alla cieca alla porta di chi, pur vantando crediti dallo Stato e cerca di tirare a campare, deve versare l'obolo a quello stesso padre padrone che ha gabbato i propri figli. Come se non bastasse, le banche, ormai solo dedite a far cassa a dispetto di ciò che richiederebbe l'economia reale per riprendere un'ascesa quanto mai ardua e irta di insidie, snobbano le piccole e medie imprese, vero volano dell'economia italiana, osteggiandone, di fatto, ogni sorta di possibile sviluppo. A ben vedere è un miracolo che vi sia stata una contrazione di appena l'1,5%. Ma proprio perché di piccolo miracolo trattasi, il dato non è facilmente replicabile e, in prospettiva, senza che vengano poste in essere misure idonee a contrastare questo trend negativo, il dato non potrà che peggiorare ulteriormente.

lunedì 1 ottobre 2012

Cosa sono le obbligazioni high yield? Se non lo sai stanne alla larga!

Oggi parliamo delle obbligazioni high yield (obbligazioni ad alto rendimento) emesse sia da enti governativi che da società private che, a fronte di alti rendimenti, comprendono rischi assai elevati, in relazione soprattutto alla possibilità che l'emittente possa dichiarare insolvenza durante la vita del titolo. Generalmente vengono fatte rientrare in questa categoria le obbligazioni di emittenti il cui rating sia inferiore al giudizio di tripla B. A tal fine è utile ricordare le definizioni di Moody's e S&P riguardo ai titoli con rating doppia B (quindi quelli con il giudizio più elevato all'interno del comparto high yield). Moody's disse:"il loro futuro non può essere considerato una certezza. Spesso le garanzie a fronte dei pagamenti di interesse e capitale possono essere molto modeste. L'incertezza della posizione caratterizza le obbligazioni di questa classe". S&P invece disse: "in condizioni economiche avverse le obbligazioni corrono rischi significativi, che potrebbero condurre a una situazione di incapacità da parte dell'emittente di far fronte agli impegni finanziari relativi". Da quanto scritto dalle due agenzie si evince come le obbligazioni high yield abbiano un contenuto di rischio decisamente elevato, ragion per cui investire in questi strumenti richiede molte accortezze. É necessario, infatti, un approfondimento dei fondamentali della società emittente simile a quello richiesto per un investimento in azioni. In particolare occorre valutare se i flussi di cassa che verranno generati e l'accesso a eventuali finanziamenti saranno tali da garantire i pagamenti delle cedole e il rimborso del capitale a scadenza. É consigliabile, inoltre, per gli stessi motivi, ricercare un livello di diversificazione molto elevato costruendo un portafoglio con un numero di titoli tale per cui nessuno abbia un peso percentuale eccessivo sul totale. In generale i bond high yield, pur avendo le caratteristiche di altri titoli obbligazionari, in termini di rischiosità andrebbero considerati a tutti gli effetti come delle azioni. Per tutte queste ragioni, a chi volesse investire in questa tipologia di obbligazioni e non sia in possesso delle informazioni o delle competenze necessarie, è consigliabile farlo attraverso strumenti collettivi (Fondi o Sicav), che possono garantire il necessario livello di approfondimento di analisi e di diversificazione dei rischi. Ovviamente, nella scelta del fondo occorre tenere in considerazione fattori come: la performance storica del gestore (sia in termini di rendimento assoluto sia di volatilità) e i costi di gestione e sottoscrizione.
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