lunedì 30 giugno 2008

Inflazione in crescita del 3,8% su base annua!

Nuovo record al rialzo per l'inflazione a giugno. L'indice dei prezzi al consumo cresce del 3,8% su base annua. Questo, è l'aumento più consistente mai registrato dal luglio del 1996!

A spingere i prezzi sono, principalmente, gli energetici che registrano una crescita del 14,8%. A renderlo noto è stata l'Istat che ha diffuso le stime preliminari per il mese di giugno.

I prezzi, rispetto allo scorso mese di maggio, sono in crescita dello 0,4%. L'inflazione di fondo, ovvero quella che non tiene in considerazione le componenti più volatili (energia e alimentari), si è attestata al 2,7% (+0,1%). La crescita dell'indice, al netto degli energetici, è pari al 2,9%, mentre il tasso d'inflazione acquisito per il 2008 raggiunge il 3,2%.

Contribuiscono maggiormente alla nuova spinta dei prezzi il comparto abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,2%).

sabato 28 giugno 2008

L'ESI (Indicatore del Sentimento Economico) è calato ancora!

Prosegue la tendenza negativa dell'ESI (Indicatore del Sentimento Economico) dell'Eurozona. A renderlo noto è stata la Direzione Generale Affari Economici e Finanziari della Commissione Europea.

L'ESI, a giugno, è calato di 2,7 punti nell'area euro, mentre a livello globale (27 stati membri), il Vecchio Continente ha fatto registrare una flessione pari a 2,5 punti, raggiungendo rispettivamente un livello di 94,9 e 94,6 punti.

In entrambe le aree, l'ESI resta al di sotto della sua media, stimata nel lungo periodo. Una volta tanto, l'Italia offre un dato in controtendenza. Il calo è piuttosto contenuto e si attesta su 0,1 punti (da 95,1 a 95). Il nostro Paese propone il dato migliore dell'intero Vecchio Continente. A ruota seguono la Germania (-1,5) e la Francia (-2,7). Il dato peggiore, invece, lo ha registrato la Spagna (-6,2).

Per quanto riguarda l'Italia, il più forte calo si registra nella fiducia dei consumatori (-21), seguito dall'edilizia (-16) e dall'industria (-6). Al contrario, a giugno, in Italia, si è registrato un netto aumento della fiducia nel settore del commercio al dettaglio (+21 punti) e dei servizi (+13).

Secondo gli analisti, il quadro complessivo dell'Unione Europea, non è, tuttavia, così drammatico. Secondo un sondaggio sugli investimenti industriali biennali, realizzato tra marzo e aprile di quest'anno, la maggior parte dei dirigenti si aspetta un aumento dei propri volumi di investimento nel 2008 rispetto al 2007.

Infine, secondo la Commissione Europea, gli investimenti reali nel 2008 dovrebbero, secondo le attese, crescere del 5% nell'Unione Europea e del 6% nell'Eurozona.

venerdì 27 giugno 2008

Un'altra bolla è scoppiata e i mercati pare che non se ne siano ancora del tutto resi conto!

Antonio Luise, Direttore Responsabile di Finanza Magazine, ha analizzato affondo l'andamento dei mercati nel corso del secondo trimestre del 2008 ed ha indicato l'esplosione di un'altra bolla finanziaria ed immobiliare, in base alla quale la crescita del valore degli immobili negli Stati Uniti d'America ha determinato uno stato di sovraindebitamento tale da rendere l'equilibrio economico-finanziario, della Nazione a stelle e striscie, estremamente precario ed in via di stagflazione.

Una siffatta condizione strutturale è dovuta principalmente alla discutibile politica delle banche che, senza badare minimamente ai rischi legati alle operazioni poste in essere, hanno pensato bene di caricarsi di strumenti derivati, sui mutui, di cui non hanno voluto stimare con attenzione le conseguenze.

Neanche l'intervento delle Banche Centrali, secondo Luise, è servito ad aggiustare un giocattolo che ha funzionato per anni ma che, ora come ora, si è rotto mostrando al mondo intero la propria fragilità.

Se un parallelismo può essere fatto con il recente passato, lo scoppio della bolla Hi-Tech, nel 2000, aveva portato a un bear market delle borse di due anni, con effetti reali sulle economie mondiali, sulla fiducia dei risparmiatori e dei consumatori.

Ad aggravare ancor di più la situazione che stiamo vivendo, dice sempre Luise, ci pensa un'impennata inflazionistica che non vedevamo da tempo. L'inflazione reale, ormai ben al di sopra del 3%, non è solo quella dovuta al rincaro di beni di prima necessità, petrolio e materie prime! L'analisi di Luise apre le porte allo "spettro" cinese! Luise si è posto una domanda: Cosa succederebbe se il Paese che ha permesso al mondo di consumare sempre di più a prezzi molto contenuti iniziasse ad esportare inflazione?

A causa dell'apprezzamento del Renminbi (+ 10% annuo), ad esempio, ma anche a causa di oneri sociali che, pian piano, dovranno essere introdotti anche in Cina. Per adesso, l'inflazione è ancora sotto controllo ma certo non aiuta né un'economia mondiale sotto pressione per un sistema del credito imballato né un consumatore tipo statunitense, che deve tirare i remi in barca e stringere oltremodo la cinghia dopo anni di spese pazze.

giovedì 26 giugno 2008

Rinegoziazione dei mutui, ecco i dettagli dell'accordo Abi-Governo

La proposta di rinegoziazione dei mutui da parte delle banche arriverà ai clienti interessati entro il 29 agosto 2008. Vediamo più in dettaglio quali sono le caratteristiche principali dell'accordo stipulato tra Abi e Governo.

Possono formare oggetto di rinegoziazione, ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge n. 93 del 2008, nonché della convenzione Abi-Governo, i mutui a tasso variabile e a rata variabile per tutta la durata del mutuo, stipulati o accollati, anche a seguito di frazionamento, fino a tutto il 28 maggio 2008, finalizzati all’acquisto, costruzione, ristrutturazione dell’abitazione principale ed erogati da banche e intermediari. A questi soli fini, si intende per abitazione principale quella in cui il proprietario o il coniuge o i parenti entro il terzo grado o gli affini entro il secondo grado dimorano abitualmente. Possono usufruire della rinegoziazione anche i mutuatari inadempienti alla data del 28 maggio 2008 rispetto a rate pregresse del mutuo originariamente contratto, purché non sia intervenuta a tale data la risoluzione del contratto medesimo.

La rinegoziazione assicura la riduzione dell’importo delle rate del mutuo da corrispondere con scadenza successiva al 1° gennaio 2009 ad un ammontare pari a quello della rata che si ottiene applicando all’importo e alla scadenza originari del mutuo il tasso di interesse come risultante dalla media aritmetica dei tassi applicati ai sensi del contratto nell’anno 2006. Per i contratti stipulati, rinegoziati o accollati anche a seguito di frazionamento dopo il 31 dicembre 2006 l’importo della rata da corrispondere con scadenza successiva al 1° gennaio 2009 è pari a quello risultante sulla base dei parametri per il calcolo della prima rata di ammortamento rispettivamente successiva alla stipula, alla rinegoziazione e all’accollo.

La differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e l’importo della rata risultante dall’atto di rinegoziazione è addebitata su di un conto di finanziamento accessorio e produce interessi, capitalizzabili annualmente, al tasso annuo più favorevole per il cliente tra quello che si ottiene in base all’IRS a dieci anni, maggiorato, fermo quanto previsto dall’articolo 1, comma 3, di uno spread di 0,50 punti percentuali e quello contrattualmente previsto, come determinati – entrambi in misura fissa – alla data di rinegoziazione. Sono altresì addebitate nel conto di finanziamento accessorio le eventuali rate scadute e non pagate prima del 29 maggio 2008, nonché quant’altro maturato fino alla data di rinegoziazione.

Nel caso in cui, successivamente alla rinegoziazione del mutuo, la differenza tra l’importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e l’importo della rata risultante dall’atto di rinegoziazione generi saldi a favore del mutuatario, tale differenza è imputata a credito del mutuatario sul conto di finanziamento accessorio. Qualora il debito del conto accessorio risulti interamente rimborsato, a seguito degli accrediti effettuati, il rimborso del mutuo ha luogo secondo la rata variabile originariamente prevista se più favorevole per il mutuatario rispetto a quella determinata in importo fisso.

L’eventuale debito risultante dal conto accessorio, alla data di originaria scadenza del mutuo, è rimborsato dal cliente sulla base di rate costanti di importo uguale all’ammontare della rata risultante dalla rinegoziazione. L’ammortamento è calcolato sulla base dello stesso tasso a cui è regolato il conto accessorio. Se più favorevole per il cliente si applica il tasso contrattualmente stabilito come determinato, in misura fissa, alla data di originaria scadenza del mutuo.

MODALITA' E TERMINI DELLA PROPOSTA DI RINEGOZIAZIONE DEL MUTUO

Banche e intermediari formulano la proposta di rinegoziazione alla clientela interessata, ai sensi dell’articolo 3, comma 7, del decreto-legge n. 93 del 2008, ed entro 3 mesi dalla data di sua entrata in vigore, ossia entro tutto il 29 agosto 2008. La proposta è effettuata nel rispetto della disciplina sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari, di cui al d.lgs. n. 385 del 1993 e alla sua normativa di attuazione, con modalità di comunicazione chiare, comprensibili e con appropriata evidenziazione grafica, anche utilizzando, quando possibile, le comunicazioni che banche e intermediari effettuano periodicamente alla clientela.

La proposta, scritta e datata, richiama in modo esplicito le diverse opportunità cui, il cliente interessato, può fare ricorso in materia di mutui, (fare riferimento all’articolo 1, comma 1, lettera A) specificato che il mutuatario può usufruire anche di più di una di tali opportunità, ovvero i benefici possono essere cumulativi.

La proposta riporta i contenuti principali dell’offerta di rinegoziazione, formulata ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge n. 93 del 2008, in relazione al contratto in essere con il mutuatario, includendo elementi che consentano al mutuatario di valutare gli effetti della rinegoziazione in termini di riduzione dell’importo delle rate nonché le possibili implicazioni sulla durata del mutuo in funzione dell’evoluzione dei tassi di interesse.

L’accettazione della proposta, corredata da una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con la quale il mutuatario attesta il ricorrere dei requisiti per il suo accesso alla rinegoziazione, è comunicata dal mutuatario alla banca o all’intermediario. L’accettazione della proposta assicura la riduzione dell’importo delle rate del mutuo da corrispondere a partire quanto meno dal terzo mese successivo al mese di comunicazione dell’accettazione della proposta medesima, relativamente alle rate del mutuo in scadenza successivamente al 1° gennaio 2009.

martedì 24 giugno 2008

E’ nato il progetto “Credito al Lavoro” di Banca Intesa Sanpaolo. Sono molti i vantaggi per gli impiegati delle aziende aderenti all’iniziativa


Vista la poca liquidità che c’è in giro e gli enormi sacrifici che le famiglie italiane devono sopportare a causa di una congiuntura particolarmente sfavorevole, sia dal punto di vista economico che inflattivo, con conseguente perdita del potere d’acquisto di stipendi e pensioni, è fondamentale, per le banche, approntare misure adeguate atte ad agevolare, quanto più possibile, l’accesso al credito alle fasce più deboli, ovvero quelle a reddito fisso.

A tal fine, Banca Intesa Sanpaolo ha pensato uno strumento che possa soppesare la reale capacità economica dei propri clienti così da offrire loro soluzioni ad hoc, in netto anticipo rispetto alla direttiva europea per il 2010 sulla sostenibilità dell’indebitamento.

Il progetto, denominato “Credito al Lavoro” è una sorta di Check-up finanziario volto a quantificare la possibilità di spesa dei soggetti richiedenti. Sulla base dei risultati derivanti da questo check up, la banca sarà in grado di proporre soluzioni su misura sia per quel che concerne i prestiti personali, sia per quanto riguarda finanziamenti più consistenti.

L’analisi del cliente avviene mediante un’intervista alla quale segue l’uso di modelli statistici attraverso i quali sarà possibile determinare il “saldo finanziario”, ovvero la differenza tra reddito effettivo e spese incomprimibili (per spese incomprimibili si intende tutta quella serie di costi che sono indispensabili per il mantenimento della propria famiglia).

La somma, così determinata, non è altro che la parte di reddito potenzialmente deputata all’accantonamento, sotto forma di deposito al risparmio, o destinata ai consumi comprimibili. Una volta completato il Check-up finanziario, il documento viene messo, gratuitamente, a disposizione del cliente, che potrà, così, utilizzarlo come supporto per una pianificazione del proprio bilancio familiare in maniera consapevole e con un buon livello di sostenibilità.

Il Check-up finanziario è un servizio che le 6.500 filiali del Gruppo Intesa Sanpaolo mettono a disposizione di chiunque ne faccia richiesta, anche se non è loro cliente.

I vantaggi, per gli impiegati delle aziende aderenti all’iniziativa e per tutti coloro i quali accreditano il proprio stipendio o la propria pensione su un conto Intesa, sono molteplici.

Le filiali del Gruppo Intesa Sanpaolo applicano uno sconto sul tasso del prestito personale “Prestito Multiplo” e della carta a rimborso rateale “Clessidra”, la carta prestito per i lavoratori dipendenti e per i pensionati che accreditano stipendio o pensione sul conto.

Un’ulteriore riduzione di tasso è prevista per i dipendenti di aziende che hanno aderito all’iniziativa “Credito al Lavoro”, diventando partner del progetto. Attualmente queste aziende sono circa 1.300.

Un tasso agevolato è riservato anche ai lavoratori autonomi che hanno un conto personale e che
canalizzano i redditi derivanti dall’attività professionale presso la banca.

RIEPILOGO DEI VANTAGGI LEGATI AL PROGETTO “CREDITO AL LAVORO” DI BANCA INTESA SANPAOLO

- Check-up finanziario per aiutare le famiglie a fare scelte corrette nell’ambito del credito;
- Attivo gratuitamente per clienti e non clienti nelle 6.500 filiali della Banca dei Territori;
- Un modello nuovo nell’erogazione del credito che anticipa la direttiva europea per il 2010 sulla sostenibilità dell’indebitamento;
- Una forte spinta verso la modernizzazione e una maggiore efficienza nel settore dei finanziamenti alle famiglie;
- Riduzioni di tasso per pensionati e lavoratori dipendenti di aziende partner

lunedì 23 giugno 2008

Rimutuo Credem: 5 varianti per ogni esigenza


Oggi parliamo di “Rimutuo” della Credem, un prodotto creditizio che offre diverse alternative a chi ha particolari esigenze finanziarie.

“Rimutuo Credem” si presenta in cinque diverse varianti: a) Rimutuo casa Switch; b) Rimutuo rata fissa durata variabile; c) Rimutuo Tasso Fisso; d) Rimutuo Tasso Variabile; e) Rimutuo Varia il Fisso.

“Rimutuo Casa Switch” offre un’interessante opzione per cambiare il tasso d’interesse applicato. Infatti, in un qualsiasi momento del rimborso, è possibile scegliere se trasformare il mutuo da tasso variabile in fisso. L’esercizio dell’opzione è a discrezione del cliente che potrà quindi scegliere il momento più favorevole per cambiare tasso e fissare, di conseguenza, l’importo della rata ex novo. L’opzione per la trasformazione del tasso è esercitabile una tantum ed una volta che il mutuo è a tasso fisso, questi non potrà più essere riconvertito in variabile.

“Rimutuo Rata Fissa Durata Variabile” invece, propone un tasso di stipula che rimane valido per la sola prima rata di ammortamento e viene determinato il giorno della stipula del mutuo in base alla quotazione dell’Euribor rilevato con data valuta del giorno di stipula, maggiorato dello spread concordato che, lo ricordiamo, rappresenta il guadagno della banca. A decorrere dalla seconda rata il tasso varierà periodicamente in funzione delle variazioni del parametro di indicizzazione al quale il mutuo è collegato.

“Rimutuo Tasso Fisso” prevede l’obbligo, da parte del richiedente, di aprire un conto corrente, presso la Credem, sul quale domiciliare l’addebito delle rate (questa opzione è valida anche per altre tipologie di mutuo della stessa famiglia).

“Rimutuo Tasso Variabile” si prefigura come il prodotto più indicato per finanziare la surrogazione di mutui ipotecari e fondiari finalizzati all’acquisto di immobili residenziali adibiti a civile abitazione.

Infine, “Rimutuo Varia il Fisso” è un mutuo regolato ad un tasso fisso predeterminato per i primi 5 anni, trascorsi i quali, il cliente ha la possibilità di scegliere se continuare l’ammortamento nelle forma indicizzata o esercitare l’opzione per trasformarlo in fisso.

Per tutte le tipologie di mutuo della gamma “Rimutuo Credem” è bene sapere che per ottenere l’erogazione del mutuo il cliente deve sostenere sia le spese di perizia tecnica che il costo del notaio. Queste due voci di costo, tuttavia, verranno rimborsate al cliente in caso di effettiva stipula del mutuo, previa presentazione dei giustificativi di spesa e degli atti Notarili definitivi. Attenzione! Questa condizione sarà valida solo fino al prossimo 30 giugno 2008, decorso questo termine la banca non ha ancora specificato se questi costi continueranno ad essere rimborsati o saranno a totale ed esclusivo carico dei clienti.

Molte opzioni e voci di costo sono comuni a tutti i suddetti tipi di mutuo ipotecario. In maniera non esaustiva sintetizziamo le condizioni per la stipula di un mutuo di importo pari a 120.000 euro rimborsabili in 20 anni a cadenza mensile (Dati ufficiali Credem: cliccare sull'immagine per ingrandirla).


venerdì 20 giugno 2008

Rinegoziazione mutui prima casa

In merito alle molte novità introdotte, dal nuovo Governo, in materia di rinegoziazione dei mutui prima casa, alcuni lettori ci hanno chiesto dei chiarimenti che, riguardando dei casi specifici, non siamo in grado di fornire. A tal fine pubblichiamo uno stralcio del Decreto Legge del 27 Maggio 2008, numero 93, dal quale poter recuperare informazioni dettagliate in materia.

L'articolo a cui si fa riferimento è il numero 3 dal comma 2 al comma 8.

2. La rinegoziazione assicura la riduzione dell'importo delle rate del mutuo ad un ammontare pari a quello della rata che si ottiene applicando all'importo originario del mutuo il tasso di interesse come risultante dalla media aritmetica dei tassi applicati ai sensi del contratto nell'anno 2006. L'importo della rata cosi' calcolato rimane fisso per tutta la durata del mutuo.

3. La differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall'atto di rinegoziazione è addebitata su di un conto di finanziamento accessorio regolato al tasso che si ottiene in base all'IRS a dieci anni, alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50.

4. Nel caso in cui, successivamente alla rinegoziazione effettuata, la differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano di ammortamento originariamente previsto e quello risultante dall'atto di rinegoziazione generi saldi a favore del mutuatario, tale differenza e' imputata a credito del mutuatario sul conto di finanziamento accessorio. Qualora il debito del conto accessorio risulti interamente rimborsato l'ammortamento del mutuo ha luogo secondo la rata variabile originariamente prevista.

5. L'eventuale debito risultante dal conto accessorio, alla data di originaria scadenza del mutuo, è rimborsato dal cliente sulla base di rate costanti il cui importo e' uguale all'ammontare della rata risultante dalla rinegoziazione e l'ammortamento è calcolato sulla base dello stesso tasso a cui è regolato il conto accessorio purché più favorevole al cliente.

6. Le garanzie già iscritte a fronte del mutuo oggetto di rinegoziazione continuano ad assistere il rimborso, secondo le modalità convenute, del debito che risulti alla data di scadenza di detto mutuo.

7. Le banche e gli intermediari finanziari di cui all'articolo 106 del decreto legislativo n. 385 del 1993 che aderiscono alla convenzione di cui al comma 1 formulano ai clienti interessati, secondo le modalità definite nella stessa convenzione, la proposta di rinegoziazione entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. L'accettazione della proposta è comunicata dal mutuatario alla banca o all'intermediario finanziario entro 3 mesi dalla comunicazione della proposta stessa. La rinegoziazione del mutuo esplica i suoi effetti a decorrere dalla prima rata in scadenza successivamente al 1° gennaio 2009.

8. Le operazioni di rinegoziazione dei mutui sono esenti da imposte e tasse di alcun genere e per esse le banche e gli intermediari finanziari non applicano costi nei riguardi dei clienti.

giovedì 19 giugno 2008

Nella manovra finanziaria di Tremonti la card per anziani e poveri

La card per anziani e poveri è il provvedimento a sorpresa che il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha inserito all'interno della manovra economica triennale, varata dall'ultimo Consiglio dei Ministri.

La manovra consta di 12 punti principali, di seguito presentati in estrema sintesi.

1) CARD ANZIANI: Verrà data in forma anonima ai pensionati minimi (circa 1,2 milioni di persone) e consentirà di usufruire, riservatamente, di prezzi agevolati per l'acquisto di beni alimentari e per pagare le bollette di luce e gas. Il valore della card dovrebbe aggirarsi sui 400 euro l'anno.

2) ROBIN HOOD TAX: Per le compagnie petrolifere l'aliquota Ires torna dal 27% al 33%. Era stata abbassata con l'ultima Finanziaria varata dal governo Prodi. Previsti, inoltre, ulteriori interventi fiscali anche sulle scorte di magazzino e sull'entità dei diritti minerari.

3) BANCHE, STRETTA SUGLI INTERESSI PASSIVI: A differenza dei petrolieri, Tremonti non ha fornito dettagli rispetto alla misura fiscale sulle banche. Si dovrebbe agire attraverso un ampliamento della base imponibile di banche e assicurazioni con un tetto alla deducibilità degli interessi passivi.

4) STOP AL DIVIETO DI CUMULO PENSIONE-LAVORO: Reddito e pensione dovrebbero tornare ad essere interamente cumulabili. La norma non varrebbe però per gli istituti pensionistici privati.

5) ABOLITA LA LEGGE CONTRO LE DIMISSIONI IN BIANCO: Dovrebbe anche essere ripristinato il lavoro a chiamata che era previsto dalla legge Biagi ma che era stato poi abolito con il protocollo sul welfare.

6) CERTIFICATI FALSI E TAGLIO DELLO STIPENDIO AGLI STATALI: Busta paga più leggera per chi presenterà falsi certificati medici o timbrerà il cartellino di presenza per poi lasciare l'ufficio.

7) CARO BENZINA SCONTO AUTOMATICO: Lo "sconto" sui carburanti legato al recupero
dell'extragettito Iva per l'aumento dei prezzi del greggio dovrebbe diventare automatico.

8) PIANO CASA: II progetto punta a dare una mano alle fasce più deboli, dalle giovani coppie ai bassi redditi fino agli studenti fuori sede.

9) STRETTA SULLE CONSULENZE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: Giro di vite sulle consulenze della pubblica amministrazione che dovranno risultare sempre più trasparenti.

10) SALTA LA TRACCIABILITA' DEI PAGAMENTI: Oltre i 100 euro, a partire da luglio, non sarebbe più stato ammesso il cash per i pagamenti dei professionisti.

11) FONDI PER ROMA ED EXPO MILANO 2015: Saranno stanziate le risorse finanziarie sia per aiutare Roma a fare fronte all'emergenza deficit sia per avviare le opere in vista dell'Expo.

12) 500 MILIONI DI EURO PER ROMA: Lo ha annunciato il sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, spiegando che saranno anche sbloccati 1,4 miliardi di fondi regionali. Ha poi aggiunto di essere stato nominato commissario per il "buco" di bilancio del Comune di Roma.

Inoltre, nel corso della conferenza stampa, tenutasi ieri a Palazzo Chigi, il Governo ha precisato che non ci sarà alcun ticket aggiuntivo per l'assistenza sanitaria mentre, per ciò che attiene la soppressione delle Comunità Montane e delle 9 Provincie che si trovano laddove dovrebbero sorgere altrettante città metropolitane, verrà presentato a settembre un apposito Disegno di Legge, collegato alla Finanziaria. Infine, i tagli alle Provincie ed ai Comuni ammontano rispettivamente a 310 milioni di euro e a 1.340 milioni di euro.

mercoledì 18 giugno 2008

Prestito Prontissimo Bancoposta a confronto con Credito Casa Agos e Prestito Credi Agile

"Prontissimo Bancoposta" è un prestito personale che Poste Italiane è in grado di propone alla propria clientela in virtù di un accordo siglato con la società finanziaria Compass S.P.A (della quale abbiamo già parlato nel post inerente il "Prestito Cifra Tonda").

"Prontissimo Bancoposta" è un prodotto riservato a chi ha necessità immediata di una piccola somma per far fronte alle più svariate esigenze. Il limite minimo del finanziamento erogabile è pari a 1.500 euro, mentre quello massimo si attesta sui 5.000 euro.

Il rimborso delle rate è mensile, con durate che vanno da 36 a 60 mesi, e comprende sia la quota capitale che gli interessi. Non ci sono spese di istruttoria, commissioni per l'incasso delle rate né penali per estinzione anticipata o addebiti per l'invio di eventuali comunicazioni.

Un altro punto a favore di "Prontissimo Bancoposta" è il fatto che non è necessario avere un Conto Bancoposta o un conto corrente bancario per poterlo richiedere, è sufficiente presentare presso un qualsiasi ufficio postale abilitato un documento d'identità valido, il proprio codice fiscale, l'ultima busta paga o il cedolino pensione o il Modello Unico (se lavoratore autonomo).

Il confronto con il "Credito Casa" della Agos e con il prestito personale "Credi Agile" Santander che sono, attualmente, i migliori prodotti sul mercato per quanto riguarda la tipologia di richiesta oggetto della nostra valutazione, (che è la ristrutturazione della casa, o meglio sarebbe dire, piccoli interventi di ripristino della propria abitazione (tinteggiatura delle pareti, interventi di recupero in bagno e cucina e similari)) è di fatto solo sui tassi d'interesse applicati.

La nostra simulazione ha preso in esame una richiesta di finanziamento pari a 5.000 euro per la ristrutturazione della casa. Il richiedente è un uomo di 30 anni, lavoratore dipendente a tempo indeterminato, con un reddito netto mensile di 1.200 euro. Il piano di rimborso considerato è mensile a rata costante (per 36 mesi), comprensiva di capitale ed interessi.

"Prontissimo Bancoposta" propone una rata di 166,07 euro al mese per 36 mesi, che vuol dire che alla fine del contratto avremo rimborsato 5978,52 euro (978,52 euro in più rispetto alla richiesta iniziale), ad un tasso del 6,52% annuo circa (TAEG 12,69%).

"Credito Casa" di Agos propone una rata mensile di 156,40 euro (totale rimborsato 5.630,40 euro) ad un tasso annuo del 4,20% circa (TAEG 6,17%).

"Credi Agile", infine, propone una rata mensile che ammonta a 161,24 euro (totale rimborsato 5.804,64 euro) ad un tasso annuo pari al 5,36% circa (TAEG 6,17%).

"Credito Casa" Agos prevede spese di incasso rata a mezzo RID per un importo paro a 1,3 euro per rata, nonché una penale per estinzione anticipata pari all'1% del capitale residuo. I costi assicurativi (facoltativi) ammontano a 141 euro.

"Credi Agile" Santander, invece, prevede spese di incasso pari a 0,90 centesimi di euro per ogni singola rata. Anche in questo caso la penale per estinzione anticipata è pari all'1% del capitale residuo, mentre l'assicurazione (facoltativa) è pari al 6,0% sull'importo finanziato ed è comprensiva della copertura della perdita del proprio impiego ed eventuali infortuni sul lavoro.

Nel complesso, dunque, il prestito "Prontissimo Bancoposta" (VOTO: 6,5) primeggia per l'assenza di spese accessorie e per la semplicità di tutta la procedura legata al finanziamento, mentre gli altri due prodotti "Credito Casa" di Agos (VOTO: 6,5) e "Credi Agile" di Santander (VOTO: 6,5), pur garantendo un certo risparmio prevedono alcune spese accessorie che, di fatto, riducono il divario con il prodotto di Poste Italiane.

lunedì 16 giugno 2008

Prestito Cifra Tonda di Compass, semplice, chiaro ma un pò troppo caro!

Il prestito "Cifra Tonda" di Compass, società finanziaria del Gruppo Mediobanca, si distingue per l'estrema semplicità annessa alle modalità di richiesta, erogazione e calcolo della rata.

Come già suggerisce il nome del prodotto, "Cifra Tonda" ha la caratteristica di non complicare la vita dei clienti con difficoltosi calcoli matematici, necessari a quantificare l'esatta cifra della rata di rimborso. Infatti, l'importo finanziabile, che va da un minimo di 1.000 euro ad un massimo di 16.000 euro, può essere rimborsato con rate da 100 euro a salire. Così, ad esempio, un prestito da 5.000 euro, potrà essere rimborsato in 80 rate da 100 euro cadauna.

Facendo due rapidi conti, si evince come siano alti i tassi d'interesse che, in alcuni casi, possono arrivare, per ciò che attiene il TAEG - ISC al 25% per finanziamento fino a 5.000 euro, e fino al 18,37% per importi superiori. In riferimento all'operazione oggetto dell'indagine il TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio) è pari al 16,77% per importi fino a 5.000 euro e al 12,35% per cifre maggiori.

Il TAN, che in molti casi è un vero e proprio specchietto per le allodole, in questo caso si rivela in tutta la propria consistenza (22,52% per prestiti fino a 5.000 euro e 16,98% per finanziamenti più consistenti).

Compass, pur essendo cara, resta una delle società finanziarie più affidabili dell'intero panorama creditizio italiano. Sono soprattutto la capillarità delle filiali, sparse su tutto il territorio nazionale, la competenza e la cortesia del personale, vero fiore all'occhiello dell'azienda, lo specchio della loro serietà.

I costi accessori legati alle operazioni di finanziamento sono in linea con la media di mercato. Il mancato pagamento di una rata comporta un aggravio di spesa pari all'1% della quota capitale della rata scaduta e non pagata, calcolato su base mensile (solitamente per ritardi di qualche giorno non vengono addebitati interessi di mora, ma è sempre bene essere puntuali!). Le commissioni per la finanziaria possono arrivare fino a 100 euro mentre i solleciti a mezzo posta vengono a costare 5 euro.

Qualora si rendesse necessario l'intervento stragiudiziale per il recupero del credito, il cliente si vedrà addebitato il 20% dell'importo scaduto, con un minimo di 10 euro. La penale di decadenza dal beneficio del termine è pari alla metà della rata mensile, fino ad un massimo di 50 euro. Il carnet dei bollettini postali ha un costo di emissione che varia tra i 2 e i 4,50 euro. Le spese d'incasso rata possono arrivare anche a 2 euro l'una.

La polizza d'assicurazione Cardif, facoltativa, che noi consigliamo vivamente di sottoscrivere sempre al fine di mettersi al riparo da spiacevoli accadimenti (ad esempio, decesso, invalidità totale e permanente, malattia grave, perdita di lavoro, inabilità totale e temporanea a svolgere la propria attività lavorativa), ha un costo pari all'8% dell'importo finanziato. Attenzione! L'assicurazione copre solo finanziamenti fino a 35.000 euro, importi superiori, pertanto, non rientrano nella copertura assicurativa.

Un'altra cosa importante da notare è la rapidità con la quale ogni singola pratica viene analizzata, valutata e successivamente accettata. Anche i tempi di erogazione sono molto buoni; si va da 24 ore, per importi molto bassi, fino a 7 - 10 giorni per importi molto elevati.

I documenti richiesti per l'avvio della pratica sono pochi: a) carta d'identità; b) codice fiscale; c) ultima busta paga per i lavoratori dipendenti, modello unico per i lavoratori autonomi, cedolino della pensione per i pensionati oppure le ricevute dei pagamenti INPS.

In conclusione possiamo dire che, fatta eccezione per gli elevati tassi d'interesse applicati, il prestito "Cifra Tonda" di Compass è un prodotto abbastanza soddisfacente che brilla per l'estrema semplicità e chiarezza delle condizioni contrattuali ma pecca in economicità. VOTO: 6

venerdì 13 giugno 2008

Money Box di Unicredit Banca e Super Save Fineco per battere l’inflazione!

Oggi parliamo di “Money Box Self Service” uno strumento finanziario, messo a disposizione della propria clientela da parte di Unicredit Banca, che mira a salvaguardare i risparmi degli investitori dalla perdita del potere d’acquisto del proprio denaro, dovuta, in massima parte, all’inflazione e di “Super Save” di Fineco, un'altra forma d’investimento sicura che mira a remunerare la liquidità di cui si dispone.

Entrambi i prodotti presi in esame sono dei PCT, ovvero dei Pronti Contro Termine. Per chi non lo sapesse, i Pronti Contro Termine sono degli strumenti finanziari rappresentati da titoli di Stato al portatore e obbligazioni non convertibili, italiane o estere, ed hanno una durata che può variare da uno a sei mesi.

Il meccanismo alla base degli investimenti in Pronti Contro Termine è molto semplice. Le operazioni si realizzano per mezzo di una vendita cosiddetta “a pronti” di strumenti finanziari la cui proprietà è della banca (per definizione “venditore a pronti”), a favore del proprio cliente (detto “acquirente a pronti”). Contestualmente avviene la vendita a termine, per un importo nominale di pari entità, posta in essere tra il cliente (che questa volta viene definito “venditore a termine”) e la banca (che adesso è diventata “acquirente a termine”).

Il cliente, “acquirente a pronti”, deve versare alla banca, “venditrice a pronti”, il prezzo riferito al controvalore degli strumenti finanziari acquistati, stabilito alla fine della vendita a pronti. Al termine del periodo dell’investimento, il cliente ottiene una remunerazione pari alla differenza tra il prezzo ricevuto nella vendita a termine e il prezzo pagato nell’acquisto a pronti degli strumenti finanziari oggetto delle operazioni stesse.

“Money Box Self Service” e “Super Save” è bene dirlo, sono strumenti riservati ai clienti delle banche proponenti, rispettivamente Unicredit Banca e Fineco. Entrambi offrono un’elevata remunerazione che si aggira, oggi, intorno al 3,30% - 3,40% al netto della tassazione che, per legge, è pari al 12,50% e non al 27% come avviene per i depositi tradizionali in conto corrente.

La soglia d’ingresso varia dai 1.000 euro di “Super Save” ai 5.000 euro di “Money Box Self Service”. Variano anche i vincoli temporali. Il prodotto di Unicredit Banca prevede investimenti per 1, 2 o 3 mesi, da qualche tempo, invece, Fineco ha concesso ai propri clienti di scegliere anche l’opzione semestrale.

Una volta sottoscritto il PCT, l’investimento è da considerarsi a tasso fisso. Comunque sia, è sempre possibile prelevare il proprio denaro prima della naturale scadenza dell’investimento, circostanza, questa, che, di fatto, annulla gli effetti dell’investimento stesso. In pratica, il cliente potrà recuperare il proprio capitale al netto degli importi dovuti a titolo di imposte (ad esempio le imposte statali sul deposito titoli pari allo 0,009%), senza, però, aver maturato alcun interesse.

Fermo restando il nostro convincimento che, al momento attuale, per capitali fino a 10.000/15.000 euro, la soluzione migliore restano i conti di deposito, magari facendo surf tra le varie promozioni in atto (ovvero spostando il capitale da un conto all’altro al termine di ogni fase promozionale), riteniamo entrambi i prodotti finanziari, oggetto della nostra disamina, delle validissime alternative che, in molti casi offrono rendimenti netti superiori ai tassi base corrisposti dagli stessi conti di deposito.

APPROFONDIMENTI: Calcolo dei rendimenti

mercoledì 11 giugno 2008

Banca Mediolanum riduce la rata del mutuo dello 0,64%

Banca Mediolanum, in linea con il cosiddetto “Decreto Tremonti” ed in aggiunta (facoltativa) ad esso, ha stabilito la riduzione della rata del mutuo a favore di tutti i vecchi clienti, per una quota pari allo 0.64% mensile. Nei prossimi giorni, l’istituto di credito, guidato dal 1984 da Ennio Doris e quotato in borsa fin dal mese di giugno del 1996, invierà, ai propri clienti, una missiva contenente i termini dell’iniziativa, alla quale, per altro, potranno accedere anche tutti i nuovi clienti che sottoscriveranno il “Mutuo Mediolanum Freedom”, un mutuo, quest’ultimo, che si distingue per lo spread particolarmente basso (0,79%) ed un tasso effettivo di circa il 5,87% su base annua, in linea con la media di mercato.

Banca Mediolanum stima un risparmio medio, per la clientela, che si aggira intorno ai 90 euro al mese, per complessivi 65 milioni di euro.

Una vera e propria boccata d'ossigeno all'indomani dell’impennata dell’Euribor (indice al quale sono agganciate le rate dei mutui a tasso variabile) dovuta all’atteggiamento oltremodo aggressivo della Banca Centrale Europea che, solo pochi giorni fa ha annunciato un possibile aumento dei tassi di un quarto di punto, dall’attuale 4% al 4,25%.

Contestualmente al lancio di questa iniziativa contro il caro mutui, Banca Mediolanum, ha tenuto a precisare come sia, a tutt’oggi, uno dei pochi istituti di credito, operanti sul territorio italiano, a non applicare nessun costo per i mutui in uscita. Inoltre, per tutti coloro i quali volessero “portare” il proprio mutuo presso Banca Mediolanum, il passaggio avverrà in maniera del tutto gratuita e verranno anche rimborsate le spese notarili.

Poiché i casi è necessario che vengano esaminati di volta in volta, vi consigliamo di telefonare al numero 840 709292 per ricevere informazioni più dettagliate.

lunedì 9 giugno 2008

Conti di deposito a confronto: quale offre il miglior rendimento?

E’ ormai opinione comune che i conti di deposito siano uno strumento molto valido per far fruttare i propri risparmi. Si tratta di conti correnti ad alto rendimento, che prevedono, da parte della banca, la corresponsione di interessi più elevati rispetto alla media di mercato. Di solito offerti da banche online, come la ING Direct (Conto Arancio), Che Banca! (Conto Che Interessi!), Banca Santander (Conto Santander), sono sempre più spesso soggetti a trasformazioni ed integrati in conti correnti di tipo tradizionale come, ad esempio, avviene nel caso del “Conto Websella” di Banca Sella o nel caso del “Conto @me” di Webank ed altri.

La nostra indagine ha preso in esame 10 conti online ad alto rendimento, suddivisi tra conti di deposito e conti online di tipo tradizionale ma con rendimenti elevati.

Tra i conti di deposito spicca per convenienza il conto “Che Interessi!” di “Che Banca!” che offre un tasso base lordo molto elevato, pari al 4% che, al netto delle imposte del 27%, vuol dire il 2,92% capitalizzato trimestralmente. Non male se rapportato al 3% lordo, a capitalizzazione annuale, del famosissimo Conto Arancio della ING Direct (2,19% netto).

La frequenza con la quale vengono capitalizzati gli interessi è un parametro da tenere in debita considerazione al momento dell’apertura di un conto corrente o di un conto di deposito. Infatti, a differenza di una capitalizzazione annuale, quella trimestrale offre l’opportunità di guadagnare interessi su interessi.

Il Conto IW Power Deposito della IWBank, invece, offre un rendimento pari al 4% annuo lordo, a capitalizzazione mensile, pari al 2,97% al netto delle tasse. Questo conto è legato a forme d’investimento un po’ diverse rispetto al fermo di denaro tipico di un conto di deposito. IW Bank consente di sottoscrivere anche la cosiddetta “opzione turbo” che si basa sul vincolo del capitale per un periodo variabile, di 3, 6 o 12 mesi, investendo in BOT a tassazione ridotta (12,50%). In questo caso, il rendimento può essere ancora maggiore rispetto al conto di deposito tradizionale con punte del 3,75% netto, per la soluzione annuale.

Nella tabella qui a fianco (cliccare sull'immagine per ingrandirla) sono riassunte tutte le voci principali prese in esame per ciascun conto oggetto della nostra indagine.

venerdì 6 giugno 2008

Borsa Protetta Arancio e Conto Arancio quale rende di più?

Oggigiorno si è alla ricerca spasmodica di investimenti che garantiscano un ritorno economico, anche minimo, tale da permetterci di affrontare eventuali impennate inflazionistiche o, più semplicemente di rimpinguare i nostri risparmi.

Quest'oggi parliamo di due prodotti appartenenti alla stessa famiglia, "Borsa Protetta Arancio" e "Conto Arancio" sono, infatti, due "creature" della ING Direct, noto gruppo bancario Olandese presente in Italia ormai da diversi anni e noto al grande pubblico proprio per il suo conto di deposito altamente remunerativo.

La scelta di mettere a confronto due prodotti tanto diversi non deve stupire più di tanto poiché, ancora adesso, molte persone fanno confusione tra i vari prodotti finanziari disponibili sul mercato e, questo parallelo, mira a dissipare eventuali dubbi in merito alla natura ed alla convenienza degli stessi.

Innanzitutto diciamo cos'è "Borsa Protetta Arancio"; si tratta di un prodotto strutturato a capitale garantito che investe in strumenti a reddito fisso, quali ad esempio Titoli di Stato e certificati acquistati e in seguito rivenduti a prezzi predefiniti tramite operazioni di "Buy and Sell Back (che letteralmente vuol dire Acquisti e Rivendi nuovamente)", pronti contro termine attivi e passivi su obbligazioni, depositi e depositi fiduciari.

"Borsa Protetta Arancio" è quindi un investimento che potremmo definire a basso rischio, però, a ben vedere, una certa dose di prudenza è bene conservarla perché l'investimento è "elaborato" alla fonte attraverso operazioni di swap con società aventi rating investment grade. Ciò vuol dire che, a fronte di una partecipazione alla performance dell'indice "S&P MIB Index", tali operazioni prevedono il pagamento di un tasso d'interesse stabilito (minimo 0%, massimo 7%, per investimenti da agosto 2008 ad agosto 2009) e corrisposto ai clienti con cadenza fissa (annuale o semestrale).

Ma facciamo un esempio concreto. Se decidessimo di investire 1.000 euro in "Borsa Protetta Arancio", supponendo che l'indice "S&P MIB Index", in un arco temporale che va dalla data d'inizio dell'investimento alla data di chiusura dello stesso (solitamente 1 anno), sia cresciuto del 10%, considerando che il livello di partecipazione del cliente è pari al 100% con un tetto massimo del 7%, l'investimento garantirebbe una plusvalenza lorda di 70 euro (a questi vanno tolte le tasse in vigore per legge, pari al 12,50% più il TER all'1,40% comprensivo di un 1,20% che rappresenta la commissione di gestione del fondo).

Nella malaugurata ipotesi che l'indice "S&P MIB Index" sia in perdita, supponiamo del 5%, il nostro investimento otterrebbe un guadagno pari a zero euro, di conseguenza non dovremo pagare l'imposta del 12,50% sul guadagno ma l'1,40% di TER si, con, di conseguenza, una piccola perdita di liquidità.

"Borsa Protetta Arancio", dunque, nonostante tutte le misure adottate, dalle società che compongono il comparto, è un prodotto valido se considerato in un'ottica di medio periodo (diciamo 5 anni almeno). Questo riteniamo che sia necessario per assorbire le variazioni dell'indice di riferimento e garantire un rendimento di una certa entità. Sul singolo anno può andar bene se si ha una certa dose di fortuna ma il rischio di non guadagnare nulla, vista la crisi dei mercati, è concreto.

A questo punto entra in gioco l'altro prodotto della ING Direct, oggetto della nostra disamina, ovvero il Conto Arancio. Questo è un conto di deposito per la gestione della liquidità, senza spese e a elevato rendimento. E' essenziale, anzi obbligatorio, aprirlo per accedere alle proposte d'investimento come "Borsa Protetta Arancio". Attualmente per i nuovi sottoscrittori è disponibile un'offerta che garantisce per 12 mesi un tasso d'interesse lordo pari al 4,25% (3,10% netto). Al termine della promozione, ING Direct, corrisponderà ai clienti il tasso base del 3% lordo su base annua, ovvero il 2,19% netto.

Quali sono i rischi legati all'apertura di un conto di deposito come Conto Arancio? La risposta è assolutamente nessuno! Non ci sono spese di gestione, di apertura o chiusura, niente di niente. D'altronde, Conto Arancio non permette di fare alcuna operazione tipicamente propria di un conto corrente tradizionale, quali ad esempio la domiciliazione delle utenze, l'accredito dello stipendio e simili. Il Conto Arancio è un conto che deve essere associato ad un conto corrente di tipo tradizionale, dal quale sarà possibile effettuare i versamenti a mezzo bonifico a favore di se stessi.

Lo schema è semplicissimo. Ad esempio, avete un conto corrente con Banca Intesa, aprite il Conto Arancio e lo associate, come conto predefinito, al conto di Banca Intesa che, a questo punto, servirà da ponte per le operazioni dispositive verso il Conto Arancio. Una volta immessa liquidità nel Conto Arancio, questi inizierà a calcolare gli interessi sulla somma versata, fin dal primo giorno, anche su un solo euro di deposito.

Quale strumento è più sicuro tra "Borsa Protetta Arancio" e "Conto Arancio"?

In senso stretto è più sicuro il Conto Arancio, quanto meno gli interessi maturati vi verranno accreditati sicuramente in conto, a cadenza annuale. "Borsa Protetta Arancio" è un investimento a basso rischio ma, proprio perché una percentuale di rischio c'è bisogna far appello alla propensione al rischio del soggetto investitore. Di certo "Borsa Protetta Arancio" può garantire entrate maggiori rispetto al conto di deposito, ma vista la soglia fissata al 7% per il primo anno il consiglio è quello di adottare una tecnica mista, ovvero investire parte della propria liquidità nel fondo d'investimento e parte (quella più consistente) lasciarla nel conto di deposito a copertura di eventuali flop del fondo che, comunque, ripetiamo, è bene amministrare per più di un anno.

APPROFONDIMENTI: Swap: cos'è il range accrual?
Conti di deposito: investimento sicuro e redditizio

mercoledì 4 giugno 2008

Nasce PR.IM.I il fondo studiato dalla Fondazione Ethnoland per agevolare l'accesso al credito degli imprenditori stranieri


"PR.IM.I", acronimo di "Progetto Imprenditori Immigrati", è un fondo mutualistico di garanzia che mira a favorire l'accesso al credito degli imprenditori stranieri la cui attività si svolga nella provincia di Milano da almeno due anni (N.B. il progetto verrà presto esteso in tutta Italia).

L'iniziativa, patrocinata anche dalla "Fondazione Lombarda per la Prevenzione al fenomeno dell'usura", nonché dalla stessa "Provincia di Milano", ha il duplice obiettivo, da un lato, di contrastare il più possibile l'azione degli usurai, molto spesso ritenuti, dagli imprenditori immigrati, l'unico mezzo attraverso il quale poter ottenere liquidità immediata per far fronte alle più svariate esigenze, proprie della gestione di un'attività commerciale (pagamento della merce, stipendi al personale, acquisto di macchinari, eccetera), e dall'altro quello di favorire i processi d'integrazione sociale ed economica degli imprenditori stranieri.

"PR.IM.I", a tal fine, attraverso Banca Intesa Sanpaolo e Banca Prossima, sarà in grado di erogare prestiti fino a 30.000 euro, (plafond massimo a disposizione del fondo da 2 a 3 milioni di euro circa), agli imprenditori immigrati operanti in tutti i settori produttivi, dal primario al terziario, che ne facciano richiesta. Le somme erogate potranno, in seguito, essere restituite a rate in un lasso di tempo che va dai 3 ai 5 anni.

Per accedere ai finanziamenti è necessario presentare il proprio progetto attraverso il sito www.fondoprimi.eu (N.B. è un sito vetrina che offre poche informazioni valide e non approfondisce il tema sufficientemente; una volta registrati sotto il menù principale trovate il pulsante "Presenta Progetto" attraverso il quale potrete avviare la procedura). Dopo aver presentato il progetto, questi verrà vagliato da un team ad hoc, composto da componenti appartenenti a tutti gli enti patrocinanti l'iniziativa, che in tempi ragionevolmente brevi si pronuncerà in merito.

Se la commissione riterrà valido il progetto, a seconda che si tratti di un'impresa nonprofit o forprofit, darà mandato a Banca Prossima o ad Intesa Sanpaolo affinché venga erogato un finanziamento il cui tasso sarà composto dall'indice Euribor, vigente al momento dell'erogazione, maggiorato dell'1,75%. Si tratta, in buona sostanza, di tassi d'interesse in linea con la media di mercato del settore "PMI (Piccole e Medie Imprese)".

Al fine di alimentare il Fondo "PR.IM.I", gli imprenditori che richiederanno un prestito, saranno tenuti a versare il 2% di quanto gli è stato prestato. Questo contributo è l'unico onere che gli imprenditori dovranno accollarsi per entrare a far parte del "PR.IM.I". Quindi, a fronte di un finanziamento pari a 30.000 euro, l'imprenditore dovrà contribuire al rifinanziamento del Fondo "PR.IM.I" con 600 euro.

Maggiori e più dettagliate informazioni su "PR.IM.I" possono essere reperite telefonicamente chiamando da rete fissa il numero 199 423 423 (Attenzione questo numero è a pagamento e costa 14,25 centesimi di euro al minuto) oppure, per chi si trovasse in zona, recandosi direttamente presso l'ETHNOLAND POINT sito in Via Mazzini n° 7 a Milano oppure presso il SERVICE POINT sito in Galleria Buenos Aires, 16 (Piazza Lima) sempre a Milano.

APPROFONDIMENTI: Gli elementi necessari da esaminare, prima di sottoscrivere un contratto di finanziamento

martedì 3 giugno 2008

Il bonus incapienti spetta anche a chi ha Irpef pari a zero

Per i contribuenti a basso reddito che non hanno ottenuto il bonus incapienti dal sostituto d'imposta e non presentano la dichiarazione per i redditi del 2007 è previsto un modello per richiedere il rimborso forfettario di 150 euro e di un ulteriore somma di pari importo per ogni familiare a carico.

L'agenzia delle Entrate ha pubblicato un apposito modello con le relative istruzioni e le specifiche tecniche, da compilare per fruire dell'agevolazione prevista dall'articolo 44 del decreto legge 159/2007.

La richiesta del bonus va inoltrata esclusivamente per via telematica o rivolgendosi agli uffici locali dell'agenzia delle Entrate o agli intermediari abilitati. Per la presentazione del modello c'è tempo fino al 31 luglio prossimo.

APPROFONDIMENTI: Bonus incapienti: la richiesta può essere effettuata fino al 30 settembre 2008

domenica 1 giugno 2008

Carte revolving, è boom! Ma quanto costano realmente?

Che siano ormai diventate un must è evidente, ma le carte revolving, ovvero quelle carte di credito che mettono a disposizione del titolare una certa liquidità da spendere nell’immediato per far fronte alle più svariate esigenze, dalla spesa al supermercato al pieno di benzina, nascondono costi e commissioni che, alle volte, sembrano veramente eccessivi.

In Italia ve ne sono decine. Tra le più conosciute citiamo la “Blu American Express”, la carta “Barclaycard”, la “Carta Aura” di “Findomestic Banca” e la carta “Bancoposta ricaricabile” offerta da Poste Italiane ma gestita dalla Agos.

La nostra indagine, condotta su 18 carte revolving, ha preso in esame 5 voci di costo tra le più importanti (TAEG, commissioni prelievo contanti presso sportello ATM, quota annuale, commissioni carburante e spese per l’invio dell’estratto conto mensile).

Quella delle carte revolving è una vera e propria giungla nella quale è difficile, se non impossibile, districarsi senza incappare in sgradite sorprese. Un pagamento a mezzo assegno non andato a buon fine può arrivare a costare anche 30 euro, mentre il pagamento dell’estratto conto con modalità diverse dall’addebito diretto in conto corrente, per ciò che attiene la carta Blu American Express, può costare fino a 5 euro.

Non tutti sanno, poi, che lo Stato guadagna una consistente sommetta applicando su ciascun estratto conto, di importo superiore ai 77,47 euro, un’imposta di bollo pari a 1,81 euro.

La proprietà della carta è sempre e comunque della società emittente ed il titolare, alla chiusura del rapporto con l’istituto erogante, è tenuto a restituirla.

Trattandosi di una tipologia particolare di credito al consumo, le carte revolving invogliano a fare acquisti e spesso ci si dimentica che alla stipula del contratto si è stabilita una soglia massima, detta fido, oltre la quale non si può andare. Se si supera il fido bisogna stare molto attenti alle commissioni ed alle penali che vengono applicate.

Il meccanismo alla base del funzionamento delle carte revolving è semplicissimo. La carta “contiene“ nel momento in cui entra in possesso del soggetto richiedente, una somma di denaro che in media è pari a 5.000 euro. Ogni qual volta il titolare della carta effettua un acquisto avvalendosi di questo strumento, il credito diminuisce e la somma dovrà essere restituita, anche ratealmente, corrispondendo un tasso d’interesse che, normalmente, è superiore a quello applicato ai prestiti personali di tipo tradizionale.

Dalla nostra indagine si evince come il Taeg massimo più elevato venga applicato dalle carte Blu e Gold Credit di American Express (entrambe al 21,99%), mentre quello più conveniente è appannaggio della Carta Bancoposta Ricaricabile e della Carta Platinum Rotary (entrambe al 14,93%).

Le più costose, in senso assoluto, si sono rivelate la carta Gold Credit di American Express e la Carta Platinum Rotary, entrambe esose nelle commissioni per il prelievo del carburante (0,77 centesimi di euro a rifornimento), e nelle quote annuali (90 euro la Gold Credit e 50 euro la Platinum Rotary).

Per ciò che attiene le commissioni per i prelievi di contante a mezzo sportello ATM, la media è del 4% sull’importo del prelievo con un minimo di 2,50 euro ad operazione. Ciò sta a significare che se preleviamo 50 euro, essendo il 4% pari a 2 euro, ci vedremo addebitati in conto la commissione minima stabilita in fase contrattuale che, come dicevamo, può variare da un minimo di 2,50 euro ad un massimo di 3,87 euro che è la commissione stabilita dalla carta Bancoposta ricaricabile.

In conclusione vi consigliamo di leggere sempre, con la massima attenzione, i fogli informativi, le principali norme di trasparenza e il documento di sintesi inerente tutte le condizioni economiche del servizio offerto.

Di seguito abbiamo riassunto in tabella le principali voci di costo applicate sulle carte oggetto della nostra indagine. Tutti i dati raccolti sono aggiornati al 31 maggio 2008 (cliccare sull'immagine per ingrandirla).

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