lunedì 29 dicembre 2008

Rendimento Bot semestrali sotto il 2%

Crollano i rendimenti dei Bot a sei mesi e scendono sotto la soglia del 2%.

I semestrali sono scesi nell'asta odierna all'1,902% per il semplice (in calo di 0,561 punti) e all'1,91% per il composto (in flessione di 0,567 punti).

Buona la domanda, con richieste per 14,75 miliardi su un'offerta di 10,5.

In asta oggi anche i Ctz in scadenza al 30 settembre 2010 che pagano un rendimento del 2,969% (- 0,297 punti). La domanda è stata di 3.886 miliardi a fronte di un'offerta per 2,5 miliardi.

Casa, nel 2007 sono calate vendite e mutui

Scendono le compravendite delle case e il capitale erogato attraverso i mutui. Diminuisce anche il numero delle abitazioni che vengono acquistate ricorrendo al prestito delle banche. Sono tutti in discesa i numeri che riguardano il settore immobiliare in Italia nel 2007.

I dati sono contenuti nel rapporto dell'Agenzia delle Entrate. L'ammontare complessivo del capitale erogato è passato dai 51,2 miliardi del 2006 ai 47 miliardi del 2007. La durata media dei mutui, infine, è passata da 19 a 23 anni.

mercoledì 24 dicembre 2008

Euribor a tre mesi sotto la soglia del 3%

Ancora giù i tassi interbancari, con l'Euribor sulla scadenza tre mesi scivolato sotto la soglia del 3%, per la prima volta dal 23 giugno 2006. Il tasso, infatti, è sceso di 3 punti base al 2,99% in considerazione dei dati rilevati dall'European banking federation.

L'euribor a tre mesi è il tasso che le banche applicano, sui prestiti in euro trimestrali, agli altri istituti di credito e in base al quale viene calcolato il tasso di interesse sulle rate dei mutui

Il tasso Euribor a un mese è calato dal 2,74% al 2,71%.

lunedì 22 dicembre 2008

Mutui agevolati in provincia di Bolzano

La legge provinciale numero 13 del 1998, approvata dalla Provincia di Bolzano, prevede tutta una serie di agevolazioni per tutti coloro i quali abbiano intenzione di acquistare o prendere in locazione un immobile.

Per quanto concerne i mutui, le agevolazioni ineriscono tutti i contratti della durata di 15 - 20 anni sottoscritti da single  e nuclei familiari residenti da almeno 5 anni nel territorio provinciale e che abbiano dichiarato un reddito netto, negli ultimi due anni, inferiore a 18.650 euro. Tramite questa misura i single possono ottenere fino a 65.000 euro mentre, le famiglie fino a 149.760 euro.Per far fronte a questa spesa, la regione ha stanziato 2,6 milioni di euro ai quali vanno aggiunti altri 70.000.000 di euro da destinare, sotto forma di contributi a fondo perduto alla stessa categoria di beneficiari, ma con un reddito dichiarato inferiore a 50.000 euro negli ultimi due anni. L'entità del contributo va dai 29.250 euro per i single fino ai 67.392 euro per le famiglie. 

Per ciò che attiene il contributo per il canone di locazione sono stati stanziati 35,8 milioni di euro e, qualunque famiglia, con un reddito dichiarato inferiore ai 24.950 euro l'anno ed avente le caratteristiche di cui sopra, potrà richiedere un contributo, la cui soglia massima è di 6.000 euro.

Infine, per quanto riguarda gli alloggi più vecchi di 25 anni, single e famiglie con un reddito inferiore a 50.000 euro possono ottenere un contributo a fondo perduto pari, rispettivamente a 32.500 euro e 74.880 euro. Anche in questo caso lo stanziamento di fondi da parte della regione è cospicuo ed ammonta a 15 milioni di euro.

Per ogni ulteriore informazione e delucidazione è necessario rivolgersi direttamente alla Regione Autonoma Trentino - Alto Adige.

sabato 20 dicembre 2008

Mutui agevolati per l'acquisto della casa in Abruzzo

Tutte le regioni italiane, di anno in anno, propongono valide soluzioni per aiutare quanti desiderano acquistare la propria casa usufruendo di alcune agevolazioni inerenti i mutui.

Quest'oggi ci soffermeremo sul contributo, in conto capitale, fornito dalla Regione Abruzzo per l'acquisto, il recupero o la costruzione della casa.

La legge regionale n. 25 del 2001, alla quale si fa riferimento in questo post, promuove un programma pluriennale di intervento teso al recupero, ristrutturazione di edifici anche non destinati ad abitazione, acquisto, nuova costruzione di alloggi che ricadono nei Comuni della Regione Abruzzo.

Quest'anno sono stati stanziati ben 3,3 milioni di euro ed a beneficiarne sono state tutte le coppie che hanno contratto matrimonio e stipulato un mutuo nell'anno di pubblicazione del bando.

L'importo del mutuo agevolato non può essere superiore a 75.000 euro circa, per unità immobiliare, fino ad un massimo di 500.000 euro circa, per interventi coordinati su più unità immobiliari e comunque non superiore al 90% del valore dell'intervento.

Qualora l'intervento fosse proposto da un Ente Pubblico e realizzato in Comuni con una popolazione inferiore a 1.500 abitanti, il mutuo agevolato può coprire fino al 100% dell'intervento.

Infine, spetta una certa priorità, nell'ottenimento dell'agevolazione, a chi abita in Comuni dichiarati sismici, nel rispetto della legge del 25 novembre 1962, n. 1684, nonché in Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti.

Per ogni ulteriore informazione è necessario rivolgersi direttamente alla Regione Abruzzo.

giovedì 11 dicembre 2008

Bonus famiglia: pronti i modelli per la richiesta del beneficio

Al via il bonus per le famiglie a basso reddito. Sul sito dell'Agenzia sono disponibili i modelli per la richiesta del beneficio che consiste in un bonus straordinario (erogato una sola volta per l'anno 2009) il cui ammontare varia dai 200 ai 1000 euro in considerazione del reddito e dei componenti il nucleo familiare che ne fa richiesta.

Il bonus può essere richiesto dai cittadini residenti, lavoratori dipendenti e pensionati, incluse persone non autosufficienti, che facciano parte di un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore ai 35.000 euro l'anno.

Il beneficio è attribuito ad un solo componente e non costituisce reddito né ai fini fiscali, né ai fini previdenziali e assistenziali.

Il bonus è erogato dai sostituti d'imposta e dagli enti pensionistici previa apposita richiesta prodotta dai contribuenti interessati contenente un' autocertificazione. A tal fine, occorre utilizzare i modelli approvati con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 5 dicembre 2008 e disponibili sul sito internet dell'Agenzia.

Il termine di presentazione della richiesta varia a seconda dell'anno d'imposta preso come riferimento per la sussistenza dei requisiti necessari per ottenere il bonus.

Se si prende come riferimento l'anno 2007, la domanda va presentata al sostituto d'imposta entro il 31 gennaio 2009 utilizzando l'apposito modello. Nei casi in cui il bonus non è erogato dai sostituti d'imposta, la domanda potrà essere inviata, in via telematica, all'Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2009.

Se come riferimento si prende il corrente anno d'imposta la domanda va presentata al sostituto d'imposta entro il 31 marzo 2009. Nei casi in cui il bonus non è erogato dai sostituti d'imposta, i contribuenti tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi potranno richiedere il bonus straordinario direttamente in sede di dichiarazione, mentre quelli esonerati dall'obbligo di presentazione della dichiarazione potranno richiedere il beneficio entro il 30 giugno 2009 utilizzando il "modello per la richiesta all'Agenzia".

Banca Monte Parma lancia i mutui flessibili

In un quadro di crisi generalizzata come quello che stiamo vivendo, si moltiplicano quotidianamente le proposte, da parte delle banche, per far fronte a situazioni di disagio economico che possano precludere il rispetto delle scadenze inerenti le rate dei mutui ipotecari.

In un contesto siffatto va a collocarsi una proposta lanciata da Banca Monte Parma volta ad offrire maggiore flessibilità.

Il progetto, che è articolato in tre punti, consente ai clienti di scegliere l'opzione che maggiormente si confà alle proprie esigenze.

Si va dal classico salto della rata, spettante ai mutuatari sempre puntuali nei pagamenti, che, dopo il primo anno del contratto, si trovino in difficoltà nel corrispondere la rata alla scadenza pattuita. Questa opzione è esercitabile, previa richiesta scritta con raccomandata A/R da inviare alla Banca Monte Parma, almeno 10 giorni prima rispetto alla naturale scadenza della rata, per una sola volta nel corso di un anno solare ed al massimo per 5 volte nel corso di tutta la durata del mutuo.

La seconda opzione, relativa al cambio di tasso, ha il fine di modificare, ad opera del cliente, la natura stessa del mutuo, trasformandolo da tasso fisso a tasso variabile e viceversa. Questa decisione, che può essere presa una volta sola nel corso della durata del mutuo, è irreversibile.

L'ultima opzione è relativa alla riduzione della rata e contestualmente all'allungamento della durata contrattuale. Anche l'adesione a questa forma di agevolazione è possibile per una sola volta nel corso di tutta la durata del mutuo.

martedì 9 dicembre 2008

Insieme 2009 di Unicredit Banca sospende i mutui per le famiglie in difficoltà

"Insieme 2009" è una lodevole iniziativa intrapresa dal gruppo Unicredit che mira a favorire i nuclei familiari che versano in difficoltà economiche evidenti e che, a causa di eventi più o meno imprevisti, su tutti la perdita del posto di lavoro del contraente il mutuo, sospende la richiesta di pagamento delle rate di rimborso dello stesso per un intero anno, nel corso del quale, si spera, la capacità economica del cliente sia ritornata ad essere sufficiente per far fronte agli obblighi assunti.

Più in particolare, questa agevolazione è destinata a coloro i quali sono già clienti di UniCredit Banca (Unicredit Banca di Roma, Banco di Sicilia, Banca per la casa) e che abbiano subito uno degli eventi di seguito riportati nel periodo che va dall’1/10/2008 fino al 31/12/2009:

- Perdita del posto di lavoro per dipendenti a tempo indeterminato e per tutte le categorie di lavoratori atipici (stagionali, tempo determinato, co.co.pro., interinali, contratti di formazione lavoro e apprendistato, ecc.);
- Cassa Integrazione;
- Separazione o divorzio, per famiglie con figli a carico;
- Decesso di un mutuatario.

Un'altra importante considerazione è da farsi sulle condizioni inerenti la sospensione del pagamento della rata del mutuo che, opportunamente, non prevedono costi aggiuntivi, oneri o interessi di mora.

Ad "Insieme 2009" possono aderire tutti coloro i quali siano intestatari di un mutuo finalizzato all’acquisto della prima casa, sottoscritto presso il Gruppo UniCredit prima del verificarsi dell’evento che ha causato, ad esempio, la perdita del posto di lavoro. Il mutuo deve essere stato completamente erogato e l'agevolazione spetta indipendentemente dalla tipologia di tasso o piano d'ammortamento applicato.

Il richiedente o i richiedenti, nel caso di mutui cointestati, non avranno dovuto dichiarare, per il 2007, un reddito lordo superiore ai 25.000 euro e contestualmente, dovranno essersi rivelati buoni pagatori, ovvero non avranno dovuto mai aver saltato un pagamento almeno fino al momento del verificarsi di uno degli eventi previsti per la concessione dell'agevolazione.

Rientrano nel programma "Insieme 2009" anche coloro i quali abbiano aderito alla convenzione Abi- Governo ma, a seguito del verificarsi di uno degli eventi previsti, necessitino comunque della sospensione della rata fissa. Ha i medesimi diritti anche chi ha sottoscritto polizze assicurative a garanzia del mutuo.

N.B. La domanda di adesione al programma "Insieme 2009" dovrà essere presentata entro la fine del secondo mese solare successivo all’evento. Esempio: evento accaduto il 20/11/2008, presentazione domanda di adesione entro il 31/01/2009, periodo di sospensione delle rate di mutuo da febbraio 2009 a gennaio 2010.

Prima della scadenza dei 12 mesi, gli intestatari del mutuo potranno, in qualsiasi momento,richiedere il ripristino del pagamento delle rate, facendo così ripartire il piano di ammortamento.

venerdì 5 dicembre 2008

Decreto anticrisi: Speciale mutui

Con il Decreto anticrisi del Governo, lo Stato si fa carico del mutuo per la parte in cui gli interessi sulle rate superano il 4%. In altre parole, su un mutuo ventennale, contratto, ad esempio, nel settembre 2005, sulla base dell'Euribor ad un mese, che oggi avrebbe un tasso tra il 4,27% ed il 5,07% a seconda dello spread praticato, ci sarebbe un risparmio tra i 10 e i 50 euro.

Il tetto massimo del 4% non è valido, però, per tutti i mutui a tasso variabile anteriori al 31 ottobre del 2008, ma solo per quelli che alla sottoscrizione hanno pagato un tasso inferiore a questa soglia. Chi, per esempio, ha contratto un finanziamento nel 2007 pagando, alla prima rata un interesse del 5,5% non può invocare la protezione del 4% ed è quindi, di fatto, escluso dal benefico intervento dello Stato.

Rientrano nel provvedimento anche i mutui rinegoziati sulla base dell'accordo Abi-Governo, ma solo a partire dal momento in cui il conto di finanziamento accessorio dovesse risultare a saldo zero, sulle rate da corrispondere nel corso del 2009.

Sono in ogni caso esclusi dall'intervento statale i mutui sottoscritti per l'acquisto di immobili appartenenti alle categorie catastali A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) e A9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Il secondo provvedimento messo in campo dal Governo è l'opzione del tasso Bce. Per tutti i nuovi mutui, sottoscritti a partire dal 2009, la banca deve mettere a disposizione la possibilità di scegliere tra il tasso Euribor e il tasso della Banca Centrale Europea. Attualmente sono entrambi in netto calo. L'Euribor a tre mesi ha fatto registrare i minimi da due anni a questa parte attestandosi al 3,669% mentre, dal canto suo, il tasso ufficiale di sconto fissato dalla Banca Centrale Europea è, oggi, nell'ordine del 2,50%.

La scelta parrebbe ovvia se non fosse che l'applicazione dello spread resta nella discrezionalità della banca. Il cliente dovrà valutare con attenzione, quindi, se preferire un mutuo agganciato all'Euribor, magari con uno spread basso, oppure scegliere il tasso Bce con un onere aggiuntivo, anche dell'1,50% di spread, come ad esempio avviene nel caso di “Euromutuo” proposto dalla Banca Popolare di Milano.

Bisogna ricordare, poi, che questa opzione non vale per tutti ma solo per chi, dal 2009 si appresta a stipulare un mutuo per l'acquisto della prima casa.

Qui di seguito un video d'approfondimento

giovedì 4 dicembre 2008

Nuovo taglio dei tassi Bce pari allo 0,75%. Costo del denaro al 2,50%. Mutui meno cari con l'Euribor al minimo!

Era atteso ed è, puntualmente arrivato in mattinata, l'annunciato taglio dei tassi fissati dalla Banca Centrale Europea. La sforbiciata è stata, a dire il vero, più consistente del previsto. In un primo tempo si pensava ad una riduzione di mezzo punto. Il taglio che poi, invece, è stato apportato è pari a tre quarti di punto. Questo taglio dello 0,75% porta il costo del denaro dal 3,25% precedente all'attuale 2,50%. Il tasso marginale scende, così, al 3% e quello sui depositi al 2%.

Sul fronte dei mutui l'Euribor, a tre mesi ha fatto registrare i minimi da due anni a questa parte attestandosi al 3,669%, a sei mesi 3,710%, ad una settimana 2,868%.

sabato 29 novembre 2008

Price cap sui mutui a tasso variabile a partire da gennaio 2009

Il Ministero dell'Economia, all'interno di un pacchetto più ampio di provvedimenti volti a ridurre il costo dei mutui a tasso variabile, a partire dal primo gennaio 2009 potrebbe istituire un "price cap", ovvero un tetto massimo del 4% sui mutui già posti in essere. Questa soglia appare decisamente più alla portata dei disastrati bilanci delle famiglie italiane. Se veramente il provvedimento verrà attuato ci sarà da tirare un bel sospiro di sollievo!

E' auspicabile che questa misura, ancora allo studio da parte dei tecnici del Ministero, venga estesa anche ai nuovi mutui, cioè quelli contratti a partire dall'1 gennaio prossimo. A porre un freno, in tal senso, all'iniziativa del Governo ci ha pensato l'intero sistema bancario che, compatto, si è mostrato preoccupato per il rischio di soverchiata autonomia imprenditoriale.

L'indice è stato puntato in particolar modo sul ventilato cambio di tasso base di riferimento che, a ragion veduta, gli analisti del Ministero, dati alla mano, vorrebbero fosse l'Irs (Interest Rate Swap), già utilizzato per la determinazione dei tassi da applicare ai mutui a tasso fisso, e non più l'Euribor (tasso al quale le banche si prestano denaro) che si è rivelato particolarmente volatile nell'ultimo periodo.

Altre perplessità sono emerse in merito agli extra costi derivanti dall'introduzione del "price cap" e per ciò che attiene la raccolta obbligazionaria.

In tal senso, il Ministero, ha già fatto sapere che lo Stato interverrà a favore del sistema bancario attraverso il credito d'imposta e non, come si pensava, attraverso fondi pubblici messi a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Insomma, i presupposti per un radicale cambiamento di rotta ci sono tutti e, nonostante i soliti ostruzionismi da parte delle banche, da sempre aliene e sorde a qualsiasi novità venga introdotta a favore dei consumatori, questa volta pare proprio che dovranno far capolino.

giovedì 27 novembre 2008

Agevolazioni sui mutui per l’acquisto o la costruzione della prima casa

Sono sempre di più le amministrazioni locali che, viste le enormi difficoltà cui devono far fronte orde di mutuatari, hanno posto in essere tutta una serie di iniziative volte a favorire sia l'accesso al credito che misure atte a contrastare gli effetti del caro rata.

In quest'ottica vanno ad inquadrarsi due provvedimenti, approvati recentemente dalla regione Veneto e di cui sono già disponibili i relativi bandi pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto (BURV): numero 92 del 7 novembre 2008. Il primo obiettivo è quello di aiutare i mutuatari che, non riuscendo più a far fronte al pagamento delle rate di rimborso, rischiano di subire il pignoramento dell’abitazione. L'altra misura, invece, inerisce le agevolazioni sui mutui per l’acquisto o la costruzione della prima casa o per il recupero dell’abitazione principale.

Il primo provvedimento è appannaggio di tutti quei nuclei familiari che hanno un ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) inferiore a 25.000 euro e che, al contempo, hanno stipulato il contratto di mutuo prima dell'1 novembre del 2005. Se si possiedono i requisiti necessari, si ha diritto ad un contributo, erogato direttamente dalla Regione Veneto, non superiore ai 20.000 euro, qualora la rinegoziazione del mutuo non fosse sufficiente a garantire una rata adeguata alla reale condizione economica del nucleo familiare.

Il secondo "bonus" spetta, invece, alle famiglie al cui interno vi siano figli minorenni, fiscalmente a carico, o anche a giovani coppie i cui componenti abbiano superato il trentacinquesimo anno di età e che siano in possesso della cittadinanza italiana. Altri requisiti necessari sono la residenza in Veneto ed un posto di lavoro stabile all'interno del territorio regionale. Il contributo, in questo caso, arriva fino ad un massimo di 25.000 euro, utilizzabile esclusivamente per l’abbattimento degli interessi passivi gravanti su un mutuo di 100.000 euro con 20 anni di durata contrattuale massima.

Per poter usufruire delle suddette agevolazioni, i mutuatari devono inviare le domande, debitamente compilate, a mezzo raccomandata A/R entro il termine perentorio fissato al 20 dicembre 2008 al seguente indirizzo: Presidente della Giunta regionale - Direzione Edilizia Abitativa - Palazzo Balbi, Dorsoduro 3901 - 30123 Venezia.

lunedì 24 novembre 2008

Euromutuo BPM conviene veramente?

Euromutuo è il primo mutuo che segue l'andamento del tasso ufficiale di sconto, determinato dalla Banca Centrale Europea, attualmente fissato al 3,25%.

Come tutte le banche, anche la BPM applica al tasso base una percentuale aggiuntiva, detta spread, che è il suo guadagno effettivo. In questo caso, lo spread è pari all'1,50% che, sommato al 3,25% del tasso BCE fa, di Euromutuo, un finanziamento offerto sul mercato al tasso del 4,75%.

Il consistente calo dell'Euribor, nell'ultimo periodo, ha fatto si che molti competitors si siano adeguati alle nuove condizioni del mercato e, seppur con un guadagno più contenuto, conseguenza di uno spread meno consistente, hanno portato i tassi a dei livelli decisamente più accettabili rispetto al recente passato. Non è raro, oggi, poter sottoscrivere contratti di mutuo addirittura più convenienti dello stesso Euromutuo.

Così, ad esempio, è possibile contrarre Mutuo Arancio Variabile al Taeg del 4,53% (spread 0,80 punti) o Cariparma Mutuo Online Variabile con Opzione, il cui Taeg è pari al 4,55% (spread 0,85 punti). Buono anche il Mutuo Variabile di Che Banca! Taeg del 4,69% (spread 1 punto). Sul fronte dei mutui a tasso fisso, l'unico che può, in qualche maniera, reggere il confronto con Euromutuo è il Mutuo Cariparma Online a tasso fisso (Taeg 5,18% e spread pari a 0,85 punti), tutti gli altri prodotti sono decisamente meno alla portata.

In sostanza, quella che di fatto è la novità di maggior rilievo, ovvero quella di avere un tasso di interesse agganciato a quello ufficiale di riferimento della Banca Centrale Europea è, per Euromutuo un potenziale handicap se non verrà ritoccato al ribasso lo spread. Infatti, uno spread più contenuto, diciamo in linea con la media di mercato, attualmente tra lo 0,80% e l'1% costringerebbe la concorrenza a muoversi repentinamente per ritoccare al ribasso i propri tassi al fine di non restare ai margini del settore.

I vantaggi del tasso BCE, che
è meno volatile rispetto a quello Euribor ed è anche di più facile consultazione non essendo soggetto a rilevazioni che effettuano medie mensili, trimestrali o semestrali sono, di fatto, vanificati da questo spread sproporzionato.

Del resto, Euromutuo è un mutuo come tanti altri. Può essere concesso a chiunque abbia la necessità di acquistare un immobile ad uso abitativo e che abbia un 'età massima di 75 anni al termine del finanziamento. La durata massima prevista per il piano d'ammortamento mensile è di 30 anni, il che vuol dire che il richiedente non potrà avere più di 45 anni, all'atto della stipula del contratto, se vuole usufruire della durata massima consentita.

Non è previsto alcun limite per singola operazione mentre vi sono spese d'istruttoria per un ammontare complessivo di 250 euro (questa voce di costo, in caso di surroga, è nulla). Le spese d'incasso rata sono di 2 euro cadauna. L'assicurazione, denominata "Rischi Casa" ha un costo pari allo 0,055% del valore di ricostruzione a nuovo dell'immobile (è un parametro poco chiaro ed è bene farsi dare adeguate spiegazioni in merito dalla Banca prima di firmare il contratto). La polizza vita è calcolata annualmente sul debito residuo e, ad essa, è riservata una quota dello 0,16%. Infine, non è prevista alcuna penale per l'estinzione anticipata del debito.

ESEMPIO PRATICO

Finanziamento trentennale, a tasso variabile, di 150.000 euro richiesto nel 2005, che è l'anno in cui l'Euribor ha incominciato la sua marcia inarrestabile. La prima rata era di circa 684 euro al mese. L'otto ottobre di quest'anno era invece pari a 935 euro, ovvero 251 euro in più, un'enormità!

Se, per ipotesi, il mutuo fosse stato agganciato direttamente ai tassi Bce, oggi la rata sarebbe di 757 euro. La differenza è abbastanza evidente.

Simulazione Euromutuo

Richiesta: 100.000 euro
Rimborso: mensile
Durata: 30 anni
Spread: 1,50%
Tasso base: 3,25%

A queste condizioni, la rata mensile del mutuo è pari a 522 euro contro i 587 euro previsti se i tassi fossero stati agganciati all'Euribor ad 1 mese/365.

Che dire, Euromutuo è di per sè un buon prodotto ma, se si analizzano un pò tutti i mutui, sia a tasso fisso che a tasso variabile, oggigiorno disponibili sul mercato, non si può che collocarlo in una posizione di media classifica ed a pesare su questo dato è solo ed esclusivamente lo spread. VOTO: 6,5

venerdì 21 novembre 2008

Il modello Irap 2009 dovrà essere presentato in forma indipendente


L'Agenzia delle Entrate, nel rendere noto che sono già disponibili sul proprio sito le bozze dei modelli di dichiarazione 2009 ha anche specificato che, dal prossimo anno, il modello Irap dovrà essere presentato direttamente alla Regione o alla Provincia autonoma dove si trova il domicilio fiscale del contribuente, in forma separata rispetto alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche (Modello Unico 2009).

Di alcuni aspetti inerenti il modello 730, squisitamente legati ai mutui ipotecari, ci siamo già occupati in un precedente post. Questa volta, invece, elenchiamo per sommi capi quelle che sono le novità principali introdotte all'interno dei nuovi modelli di dichiarazione 2009, con particolare riferimento ai modelli 730 e Unico Persone Fisiche.

Tra le novità del 730 citiamo l'inclusione del Comune di residenza tra i possibili beneficiari del 5 per mille dell'Irpef, la possibilità di restituire il "bonus fiscale", se indebitamente ricevuto, e di optare per una differente modalità di tassazione dei compensi per lavoro straordinario.

Tra le novità di Unico Persone Fisiche vi è, come dicevamo, l'esclusione dell'Irap dalla dichiarazione unificata.

Confermate per entrambi i modelli di dichiarazione alcune detrazioni fiscali: si va dal 55% delle spese per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio al 36% per le spese di ristrutturazione. Prevista anche per i frigoriferi e i congelatori una detrazione del 20% in caso di sostituzione. Introdotte invece una serie di nuove detrazioni del 19% per le spese di formazione e autoaggiornamento dei docenti, per gli studenti universitari fuori sede anche nel caso di spese sostenute per canoni relativi a contratti di ospitalità, per il riscatto della laurea dei familiari fiscalmente a carico e per l'acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico.

mercoledì 19 novembre 2008

Valutazione del mutuo sostituzione consolidamento liquidità di Unicredit Banca

Il mutuo sostituzione consolidamento liquidità di Unicredit Banca è un prodotto studiato per delle finalità diverse dall'acquisto di un'immobile. La sua caratteristica è quella di trasformare in liquidità il valore del proprio immobile, destinando, così, il denaro ottenuto al finanziamento di spese personali o familiari o, perché no, al consolidamento di debiti pregressi (estinzione di altri finanziamenti, debiti verso fornitori di beni e servizi, eccetera).

Questa particolare tipologia di mutuo appartiene alla famiglia dei "mutui liquidità" altrimenti detti "mutui per consolidamento debiti". I meccanismi adottati dalle banche per calcolare il tasso d'interesse sono vari, nel caso specifico che stiamo esaminando, il mutuo offerto da Banca per la Casa di Unicredit Banca ha un tasso misto a rata costante così determinato: fisso per i primi 5 anni e variabile per il resto della durata contrattuale che, al massimo, può essere di 20 anni complessivi. In pratica la rata rimane sempre la stessa per tutta la durata del mutuo e al diminuire della quota interessi aumenta la quota capitale.

L'importo che si può richiedere è pari all'80% del valore dell'immobile di cui si è proprietari ed il tasso fisso è calcolato facendo riferimento all'IRS a venti anni con valuta a decorrere dal primo giorno lavorativo di ogni mese a cui va aggiunto uno spread piuttosto consistente, pari all'1,70%.

Attenzione a non commettere l'errore di voler paragonare lo spread applicato a questo tipo di mutuo con quello di norma previsto per i mutui ipotecari. Stiamo parlando di due tipologie di finanziamento totalmente differenti che hanno anche costi e spese accessorie ovviamente diverse. Dal confronto tra le due tipologie di mutuo, i mutui ipotecari sono sicuramente più convenienti ma il denaro ottenuto non può essere utilizzato per scopi diversi dall'acquisto di un'unità immobiliare. Inoltre, è bene dirlo, i "mutui liquidità" vi permettono di spendere i soldi un pò come vi pare a condizione, però, di non destinarli allo svolgimento di operazioni speculative e/o finanziarie. Ad esempio, non è possibile chiedere 100.000 euro in prestito per poi reinvestirli in Borsa acquistando e rivendendo titoli come farebbe un trader.

Anche le spese sono piuttosto onerose. Si va dai 250 euro della perizia fino ai 1300 dell'istruttoria. E' obbligatorio aprire un conto corrente con Banca per la Casa il cui costo di gestione ammonta di norma a 60 euro.

Le spese di gestione amministrativa del mutuo ammontano a 60 euro l'anno a partire dal secondo anno, mentre le spese d'incasso rata sono pari a 3 euro cadauna. E', inoltre prevista una copertura assicurativa obbligatoria "incendio e scoppio" ed una "Caso Morte" per i mutuatari che alla scadenza del finanziamento abbiano un età superiore ai 70 anni. L’iscrizione ipotecaria è pari al 150% del capitale erogato.

ESEMPIO PRATICO

Un lavoratore dipendente (età 30 anni), a tempo indeterminato, con un reddito netto di 1200 euro al mese richiede un finanziamento di 100000 euro, rimborsabili mensilmente per 20 anni. La sua casa vale 200000 euro, quindi ha richiesto un mutuo pari al 50% del valore del suo immobile. La rata è costante ed ammonta a 725,11 euro ad un tasso fisso del 6,15% (TAEG/ISC 6,73%). Alla scadenza, il richiedente avrà corrisposto interessi per 74.026,78 euro a fronte di una richiesta di 100000 euro a cui vanno sommate spese accessorie per altri 3.870,00 euro. Totale complessivo dell'operazione 177.896,78 euro.

Nel complesso si tratta di un prodotto abbastanza valido ma da sottoscrivere solo in particolari circostanze. Se si è proprietari della casa in cui si vive, è possibile accorpare i debiti (inclusi eventuali importi residui di mutui ipotecari) in un unico finanziamento, denominato "mutuo di consolidamento", che permette, in molti casi (fare riferimento al singolo caso personale), di ridurre l’importo delle rate mensili. E' un mutuo abbastanza allineato agli altri prodotti offerti dalla concorrenza, per ciò che attiene la medesima categoria. VOTO FINALE: 6

sabato 15 novembre 2008

Il modello 730 del 2009 comprende il nuovo limite di interessi passivi sui mutui

Per ciò che attiene il settore dei mutui, si potrà usufruire dello sconto Irpef del 19% degli interessi passivi, non più su un ammontare complessivo di 3.615,20 euro ma su 4.000 euro.

A partire dai redditi del 2008, chi pagherà almeno 4.000 euro di interessi sul mutuo per l'abitazione principale godrà quindi di uno sconto Irpef pari, al massimo, a 760 euro.

Gli interessi passivi andranno indicati nel rigo E7 assieme agli oneri accessori ed alle quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione per mutui ipotecari contratti per l'acquisto di immobili adibiti ad abitazione principale, intesa come dimora abituale del contribuente e del proprio nucleo familiare. Ciò sta a significare che la detrazione spetta anche se l'immobile è adibito ad abitazione principale di un suo familiare, ivi compresi il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

Nel caso di separazione legale, anche il coniuge separato rientra tra i familiari, se non è stata ancora pronunciata la sentenza di divorzio. A divorzio avvenuto, al coniuge che ha trasferito la propria dimora abituale spetta comunque il beneficio della detrazione per la quota di propria competenza, se presso l'immobile abitano stabilmente i suoi familiari.

Nel caso in cui il contratto di mutuo sia cointestato, il limite di 4.000 euro è da intendersi riferito all'ammontare complessivo degli interessi, degli oneri accessori e delle quote di rivalutazione sostenuti. A titolo esemplificativo diciamo che i coniugi non fiscalmente a carico l'uno dell'altro, cointestatari in parti uguali del mutuo che grava sull'abitazione principale acquistata in comproprietà, possono indicare al massimo un importo di 2.000 euro ciascuno, il che vuol dire che porteranno in detrazione 380 euro cadauno.

Ovviamente, qualora il mutuo fosse cointestato con il coniuge fiscalmente a carico, il coniuge che sostiene per intero la spesa, potrà usufruire della detrazione per entrambe le quote di interessi passivi, quindi su 4.000 euro al massimo.

giovedì 13 novembre 2008

Nuovo regolamento sulle agenzie di rating

Il regolamento, varato dalla Commissione Europea, pone alcune limitazioni al campo d'azione di società come Moody's, Fitch o Standard & Poor's.

Sono quattro le novità di maggior rilievo introdotte dal nuovo regolamento. Per quanto riguarda la vigilanza, questa non verrà effettuata da un'apposita Authority europea. Semplicemente, qualora un'agenzia di rating decidesse di esercitare la propria attività in uno o più Stati membri dell'Unione Europea, avrà l'obbligo di presentare una domanda al Cesr (The Committee of European Securities Regulators) che la invierà alle autorità dei Paesi interessati. In seconda battuta, sono stati anche definiti i criteri di valutazione utilizzati per calcolare il rating. Questi dovranno essere resi pubblici e dovranno essere rivisti periodicamente. Abbattuta la possibilità che per un'agenzia di rating possa esistere qualsivoglia conflitto di interesse. L'attività di un'agenzia dovrà limitarsi esclusivamente al rating sui titoli o sulle imprese. Infine, una volta registrate, le agenzie di rating saranno assoggettate al controllo delle autorità di vigilanza dei Paesi dove si sono stabilite.

Questo provvedimento va ad inserirsi in un più ampio progetto volto a prevenire oltre che a contrastare la crescente crisi dei mercati finanziari internazionali ed il conseguente rischio di crack degli istituti di credito.

Tra le altre misure allo studio della Commissione Europea vi sono anche l'armonizzazione delle norme contabili; una più rigida regolamentazione per far sì che nessuna istituzione finanziaria e nessun Paese sfuggano a un'adeguata vigilanza; un codice di condotta generale grazie al quale evitare che l'industria finanziaria possa assumere rischi estremamente elevati; rivedere il sistema di remunerazione dei manager, oggi decisamente eccessivo e sproporzionato; rafforzare il ruolo del Fondo monetario internazionale.

mercoledì 12 novembre 2008

Al G20 l'Italia proporrà l'introduzione di vincoli su prestiti, valutazioni e svalutazioni delle imprese

Sabato prossimo, a Washington, i 20 "Grandi" della Terra discuteranno in merito alle iniziative da intraprendere all'indomani della crisi finanziaria più grave del nuovo millennio.

L'Italia, per bocca del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, proporrà l'introduzione di limiti al monte prestiti delle banche, al fine di garantire gli stessi volumi erogati precedentemente alla crisi. Oltre a ciò verrà proposta anche la modifica delle regole per quanto attiene la quotazione dei titoli delle imprese in Borsa. L'idea è di studiare un meccanismo di interruzione delle contrattazioni, su titoli eccessivamente valutati o svalutati, che più si avvicini a quelli che sono i reali utili conseguiti dalle aziende. Effettuare controlli più responsabili per tutto il mondo della finanza, da ultimo, è l'auspicio del Governo italiano, al fine di garantire una maggiore stabilità dei mercati.

lunedì 10 novembre 2008

La Consob ha vietato l'operatività ad un trader per presunta manipolazione del mercato

Sul caso, del quale si fa un gran parlare in questi giorni, la Consob mantiene il più stretto riserbo.

Il procedimento in corso è volto a verificare l'eventuale sanzionabilità dei comportamenti tenuti da un trader online, tale Paolo Banchero, reo di aver utilizzato pratiche manipolative che vanno dal "wash trades" (operazioni fittizie), all'"improper matched orders" (ordini abbinati in modo improprio da soggetti che agiscono di concerto) fino al "pump and dump" (letteralmente gonfiare e scaricare, anche diffondendo informazioni fuorvianti su un titolo posseduto).

Della cosa si è ampiamente occupato Marco Barlassina di "Finanza Magazine" che ha, tra le altre cose, spiegato in maniera molto semplice e comprensibile ogni aspetto tecnico della vicenda.

"Nello specifico, ha detto Barlassina, le operazioni di "wash trades" si realizzano quando nell'effettuare operazioni di acquisto o di vendita di uno strumento finanziario non si determina alcuna variazione nei rischi di mercato di colui che mette in atto le operazioni. Gli "improper matched orders" descrivono invece una situazione in cui ordini di acquisto e di vendita aventi gli stessi prezzi e i medesimi quantitativi sono immessi da soggetti che agiscono di concerto e contemporaneamente. Infine "pump and dump" indica l'apertura di una posizione lunga su uno strumento finanziario diffondendo informazioni fuorvianti positive in modo da aumentarne il prezzo".

L'analisi di Barlassina entra poi nello specifico e spiega tecnicamente qual'è il meccanismo alla base dell'operato di Banchero: "Individuato un titolo sottile, ossia caratterizzato da scarsa liquidità e da prezzo soggetto a elevata volatilità anche in seguito a ordini contenuti, due controparti, A e B, si accordano per incrociare operazioni di acquisto e di vendita a prezzi crescenti, tramite l'inserimento pressoché simultaneo di proposte di negoziazione per pari quantità e prezzo. L'ascesa delle quotazioni del titolo attira altri investitori, che in questa fase intravvedono addirittura la possibilità di salire sul treno in corsa di una possibile operazione straordinaria in capo alla società, specie se nel frattempo sono state diffuse indiscrezioni ad hoc. Il prezzo del titolo allora sale ulteriormente. A questo punto, raggiunto un prezzo prestabilito, A e B iniziano a dismettere i loro pacchetti iniziali a un qualsiasi signor Rossi attirato dal clamore intorno al titolo, e questo chiaramente a un valore che sarà mediamente più alto di quello iniziale. Ad A e B non resta che passare alla cassa, con il solo costo delle commissioni per gli eseguiti".

Tutte le pratiche manipolative, al di là di ciò che ognuno può autonomamente pensare, dati alla mano, hanno come effetto finale quello di privare gli investitori corretti di un efficiente meccanismo di formazione dei prezzi se non addirittura di dare vita a una rete dalla quale può rivelarsi difficile uscire se non con una minusvalenza.

Paolo Banchero, intanto, ha inviato alla Consob una lettera per sostenere la regolarità del proprio operato, chiedendo un'audizione presso gli uffici della Commissione. La prassi vuole che, al termine degli accertamenti, potrà essere elevata una contestazione formale alla quale il trader dovrebbe rispondere con le proprie controdeduzioni. Alla fine toccherà alla Commissione decidere per l'archiviazione o per l'avvio di un procedimento sanzionatorio.

Secondo voi chi ha ragione, la Consob o il trader online Paolo Banchero?

giovedì 6 novembre 2008

Addio Euribor! Alcune banche pensano già di adottare per i mutui i tassi fissati dalla Bce

Il tasso sui prestiti interbancari denominato in euro (Euribor), ovvero quel tasso al quale le banche si prestano denaro, croce e delizia di milioni di mutuatari, potrebbe essere definitivamente messo da parte!

Il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, il componente del comitato esecutivo della Bce Lorenzo Bini Smaghi e molte associazioni dei consumatori, da più tempo auspicano l'abbandono dell'Euribor quale parametro ufficiale per determinare i tassi d'interesse da applicare sui prestiti personali e sui mutui.

Un primo segnale, in tal senso, lo ha inviato il Gruppo Bipiemme (Banca Popolare di Milano, Banca di Legnano e Cassa di Risparmio di Alessandria) che, da lunedì prossimo, renderà disponibile sul mercato il mutuo "Euromutuo" legato al tasso ufficiale di sconto fissato dalla Bce e non più all’Euribor.

Questo vuol dire che, nonostante i consistenti cali cui l'Euribor ci ha abituato negli ultimi giorni, andandosi ad attestare ben al di sotto della soglia del 5%, ormai stabilmente, con un 4,59% per ciò che attiene l'Euribor a tre mesi ed un 4,25% per l'Euribor ad un mese, il tasso ufficiale di sconto fissato dalla Banca Centrale Europea (3,25%) continua ad essere molto più competitivo.

Non si tratta di una casualità ma, se si analizza l'andamento complessivo dell'Euribor e del tasso Bce, negli ultimi 5 anni, si evince come i tassi interbancari si siano sempre distinti per la scarsa competitività e l'enorme volatilità. Il tasso Bce, al contrario, è di più facile consultazione non essendo soggetto a rilevazioni basate su medie mensili, trimestrali o semestrali.

L'unica cosa che bisogna tener da conto è lo spread (il tasso che sommato al tasso base determina il guadagno della banca). Il Gruppo Bipiemme, al momento lo ha fissato all'1,50%. Ciò vuol dire che il mutuo, complessivamente, verrà concesso ad un tasso pari al 4,75%.

Se confrontato con i mutui dotati di tassi legati all'Euribor, come ad esempio, Mutuo Arancio (TAEG 5,74%), Mutuo prima casa "giovani coppie e famiglie" della banca Monte dei Paschi di Siena (TAEG 5,89%), Mutuo Family Fisso di Banca CR Firenze (TAEG 5,92%), il risparmio appare piuttosto evidente.

lunedì 3 novembre 2008

Valutazione del conto corrente Arancio della IngDirect


Conto corrente Arancio, da non confondere con il famoso "Conto Arancio" della IngDirect che è un conto di deposito, è un conto corrente completo, a zero spese, che offre tutti i servizi necessari a soddisfare praticamente ogni esigenza.

Con conto corrente Arancio è possibile disporre e ricevere bonifici italiani ed esteri, domiciliare le bollette, effettuare pagamenti RID, Mav e Rav, ricaricare il telefono cellulare, accreditare il proprio stipendio o la pensione, richiedere un libretto di assegni ed effettuare versamenti di denaro contante presso tutti gli sportelli bancari italiani.

L'accredito dello stipendio, o della pensione, determinano un abbuono di 34,20 euro che corrisponde alla cifra necessaria a far fronte al pagamento dei bolli statali annuali che, in tal modo, risulteranno assolti dalla stessa IngDirect. Ciò vale anche nel caso in cui si riesca a mantenere sul conto una giacenza media trimestrale di almeno 3.000 euro.

Come molti altri conti "zero spese", anche conto corrente Arancio non riconosce alcun interesse creditore. Sul fronte degli interessi debitori, invece, entro i limiti del fido concesso dalla banca, viene applicato l'8,50% annuo ma a capitalizzazione trimestrale, oltre il fido il tasso si attesta sul 10% annuo ed anche in questo caso la capitalizzazione avviene ogni 3 mesi.

Alcune voci di costo sono legate ad operazioni non frequenti come, ad esempio, la commissione applicata per assegno di altre banche reso insoluto (2 euro), oppure l'invio di un assegno in fotocopia o in originale (5 euro). Il rilasco di un carnet di assegni liberi da 10 fogli costa 15 euro, somma, questa, che è giustificata dal fatto che si tratta di bolli statali.

Il conto è completamente gestibile online, di conseguenza non deve stupire più di tanto il fatto che l'invio dell'estratto conto in forma cartacea venga a costare 5 euro. La stessa cifra si paga anche per l'invio del libretto degli assegni liberi o non trasferibili, successivi al primo carnet, nell'arco di un anno solare.

E' bene prestare un minimo di attenzione ad una voce di costo che quasi nessuno considera tale, ovvero i giorni di valuta e disponibilità previsti per le operazioni più comuni. Versare sul conto un assegno proveniente da un'altra banca costa, in termini di valuta, 2 giorni lavorativi mentre in termini di disponibilità ben otto. Lo stesso dicasi per gli assegni circolari. I bonifici in uscita hanno una valuta di 2 giorni e quelli in entrata 1 giorno (salvo i casi in cui è previsto diversamente dalla banca emittente che intrattiene rapporti con la IngDirect) ovvero secondo quanto indicato nell'apposito campo "valuta beneficiario".

Al conto sono collegate due carte: il Bancomat Vpay e la carta di credito Visa Oro. Entrambe gratuite, sia per il primo anno che per gli anni successivi, permettono di effettuare prelievi dagli sportelli ATM di tutta Europa senza l'applicazione di alcuna commissione.

In particolare, per quanto concerne il Bancomat Vpay, è possibile modificare, direttamente online, l’ammontare dei prelievi giornalieri e mensili mentre, con la carta di credito Visa Oro si può effettuare il rifornimento di carburante senza costi aggiuntivi, non previsti neanche per l’estratto conto online.

Entrambe le carte adottano la tecnologia "chip&pin" al fine di rendere più sicure le transazioni impedendo, al contempo, la clonazione della banda magnetica.

La gestione del conto è molto semplice ed intuitiva, anche grazie all'ottima navigabilità del sito della IngDirect. Eccellente si è rivelato il servizio clienti che ha, con molto garbo ed estrema disponibilità, accettato di rispondere a tutte le nostre domande.

Nel complesso, dunque, il conto corrente Arancio è veramente un buon prodotto che, se affiancato a conto Arancio si completa perfettamente. La ragione è semplice. Il conto "zero spese" corrisponde anche zero interessi, quindi, per far fruttare i propri risparmi sarebbe l'ideale aprire anche il conto di deposito che, di base, offre il 3% lordo annuo (eccezion fatta per particolari promozioni) e che è anch'esso completamente gratuito. VOTO FINALE: 8

mercoledì 29 ottobre 2008

Bocciato l'emendamento Cazzola - Della Vedova

E' stato bocciato l'emendamento proposto da due deputati della maggioranza di Governo, Cazzola e Della Vedova, inerente la destinazione di una quota del TFR maturando,per il pagamento del mutuo relativo all'acquisto della prima casa, per una quota non superiore al 50%.

Tale soglia, più bassa rispetto a quella attuale, sarebbe stata mantenuta anche nel caso in cui parte del tfr già maturato fosse stato convogliato verso forme di previdenza integrativa.

Grazie ad una puntuale segnalazione di un nostro lettore "c. riccardo" siamo in grado di fornirvi dettagli più precisi al riguardo. Leggete i commenti al post per tutte le delucidazioni del caso.

sabato 25 ottobre 2008

Cessione del quinto: i Taeg applicati oscillano tra il 16% e il 35%!


La cessione del quinto dello stipendio o della pensione è uno strumento finanziario a disposizione di tutti i lavoratori dipendenti, o pensionati, in cerca di liquidità per far fronte alle più svariate esigenze.

Moltissime persone ricorrono ogni anno a questa forma di "debito controllato" che ha la caratteristica di poter essere rimborsato attraverso una trattenuta diretta, di importo pari alla rata prevista dal piano d'ammortamento del prestito, effettuata in busta paga. Ciò determina un enorme abbattimento del rischio di insolvenza da parte del debitore, considerato che, una volta fornito il proprio consenso alla trattenuta in busta paga, il debitore non può più revocare il pagamento. Inoltre, quale ulteriore garanzia, è previsto anche il coinvolgimento del datore di lavoro nell'estinzione del finanziamento quale condizione fondamentale per l'erogazione del prestito.

In un momento di crisi profonda, come quella che stiamo vivendo in questo periodo, il mondo del credito è in allarme! Le richieste di prestiti finalizzati (-20% dati riferiti a settembre 2008) e non diminuiscono notevolmente, anche se il trend per il settore del credito al consumo, nei primi nove mesi dell'anno è ancora lievemente positivo con un +2,9%.

Le banche, quasi tutte allo stesso tempo, hanno adottato, nel medesimo periodo di riferimento (Gennaio - Settembre 2008) una nuova strategia, invogliando sempre più i clienti a sottoscrivere contratti relativi alla cessione del quinto, facendo registrare un notevolissimo aumento del comparto (+36,6%) potendo contare ben 223.136 operazioni per un valore complessivo di 3.721.444 euro. In media, dunque, ogni operazione è stata portata a compimento per un controvalore di circa 16.700 euro, una cifra, questa, di gran lunga superiore rispetto a quella richiesta ad esempio tramite i prestiti personali (11.700 euro di media).

Ciò che non è chiaro, come del resto si evince da un'inchiesta effettuata da Marcello Frisone di "Plus 24", è il motivo per cui, a fronte di Tan relativamente bassi e che vanno, in media, dal 5% al 14,50%, i Taeg effettivamente applicati vanno dal 16% al 35%, sfondando di fatto la soglia massima stabilita per i tassi usurai dalla Banca d'Italia!

Frisone ha detto che "se confrontiamo il Taeg (voce che indica il costo complessivo del finanziamento, ivi comprese le spese accessorie e le commissioni - vedere riquadro in alto e cliccarci sopra per ingrandire l'immagine) con le soglie dei tassi di usura fissate dalla Banca d'Italia per il trimestre ottobre-dicembre (20,94% per un finanziamento fino a 5.000 euro e 15,225% per finanziamenti più consistenti) allora il quadro che viene fuori dalla cessione del quinto è inquietante: molti di questi finanziamenti sono al di sopra delle fatidiche soglie. Non si riesce a capire perché quando un dipendente chiede un finanziamento garantito dalla cessione del quinto dello stipendio (e dal Tfr), gli vengono applicati dei Taeg così alti, giustificabili forse soltanto con riferimento a finanziamenti non garantiti."

venerdì 24 ottobre 2008

I covered bond aiuteranno le banche a vantaggio dei consumatori

L'attuale crisi dei mercati sta spingendo sempre più istituti di credito ad optare per l'emissione di covered bond (obbligazioni bancarie garantite), la cui regolamentazione fa riferimento ad una normativa messa a punto nel mese di giugno del 2007.

L’utilità dei covered bond risiede nella possibilità di differenziare le passività delle banche venendo incontro, in particolare, alle esigenze di investitori con forte avversione al rischio. A fronte della possibilità di rivalersi, in caso di fallimento della banca emittente, su attività di elevata qualità appositamente segregate (quali, ad esempio, crediti ipotecari residenziali o commerciali, prestiti alle amministrazioni pubbliche o titoli del debito pubblico, ovvero titoli
emessi all’atto della cartolarizzazione di queste stesse attività), i portatori di obbligazioni garantite sono disposti a chiedere un rendimento meno elevato rispetto a quello di obbligazioni analoghe ma non garantite. Alle emissioni di covered bond, d’altronde, le agenzie di rating specializzate nella valutazione del merito di credito assegnano generalmente rating migliori di quelli attribuiti alle banche emittenti.

Ma, poiché la probabilità di insolvenza della banca emittente non muta per effetto della segregazione, al minor rischio degli obbligazionisti garantiti deve corrispondere un maggior rischio degli altri creditori. Ne deriva che la creazione di una categoria di creditori privilegiati attraverso la segregazione di una parte dell’attivo porta a una riduzione del costo complessivo della raccolta della banca nella misura in cui il minor rendimento richiesto sulle obbligazioni garantite non sia interamente compensato dal più alto rendimento richiesto dai creditori
ordinari per fronteggiare il maggior rischio del loro investimento.

Il pregio più grande delle obbligazioni garantite è che il loro valore è indipendente dalle sorti della banca emittente; ciò consente, tra l’altro, a banche con un rating basso di non essere escluse dal segmento di mercato dei titoli a bassissimo rischio e con rating elevato.

Grandi gruppi bancari italiani sono già in corsa con i primi programmi di emissione di questi ottimi ed innovativi strumenti finanziari. A pieno regime, secondo prime stime effettuate dall'Abi, il mercato delle obbligazioni bancarie garantite potrebbe sviluppare un volume d'affari di oltre 200 miliardi di euro. Il sistema bancario italiano sta evidentemente reggendo meglio dei competitors europei alla crisi dei mercati finanziari. Da una parte, questo è dovuto al recente processo di ristrutturazione che lo ha reso più forte e in grado di assorbire meglio gli shock esterni, dall'altra, per il modello di business più tradizionale, con la pressoché totale assenza di investimenti in mutui subprime.

Oggi il mercato internazionale dei capitali è quasi totalmente chiuso per le cartolarizzazioni ed in parte anche per le normali obbligazioni bancarie.

In questa particolare fase di difficoltà, i covered bond possono rappresentare per le banche italiane un possibile strumento di raccolta alternativo rispetto alla cartolarizzazione, questi strumenti hanno infatti caratteristiche tali da renderne la qualità maggiormente trasparente per gli investitori. Essi infatti presentano un duplice livello di garanzia: quello della banca emittente che assicura il rimborso con tutto il proprio patrimonio ed uno specifico pool di crediti di elevata qualità, come dicevamo, segregato ad esclusiva tutela dei portatori dei titoli, in caso di insolvenza della banca emittente.

sabato 18 ottobre 2008

Prestito fiduciario per gli studenti universitari toscani

Un fondo di oltre 712.000 euro sarà messo a disposizione di tutti gli studenti universitari della Toscana che non hanno i requisiti necessari per accedere alle borse di studio.

Il prestito fiduciario, per un ammontare massimo di 4.000 euro l'anno (per un massimo di 3 anni - ammontare complessivo 12.000 euro), sarà appannaggio di un numero limitato di studenti, all'incirca 600. Artea, l'ente regionale pagatore, incaricato della gestione, rilascerà tutte le garanzie necessarie per accendere i prestiti.

I beneficiari del prestito devono necessariamente frequentare le Università della Toscana e devono risultare, al momento della richiesta, iscritti al terzo anno di una laurea triennale o agli ultimi tre anni di una laurea specialistica a ciclo unico, a corsi di specializzazione (con l’eccezione dell’area medica) o a dottorati di ricerca o al terzo e quarto anno del corso di scienza della formazione primaria dell’Università di Firenze.

Per poter accedere al fondo, gli studenti devono possedere alcune caratteristiche reddituali e di merito. In particolare è necessario avere un reddito che non superi i 40.000 euro l’anno, non essere fuori corso e aver conseguito un minimo numero di crediti formativi.

Le domande devono essere presentate all’Azienda regionale per il diritto allo studio di riferimento che, verificato il possesso dei requisiti degli aspiranti beneficiari, approva la graduatoria e la comunica all’Artea e alle banche che aderiscono al progetto.

A tutt'oggi, le banche convenzionate sono: federazione toscana Banche di credito cooperativo; Banca di credito cooperativo di Cambiano; Cassa di risparmio di Carrara; Gruppo Banca Etruria; Banca Carige spa; Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno; Gruppo Monte dei Paschi di Siena.

A scadenza, ovvero dopo tre anni, lo studente avrà la facoltà di richiedere alla banca un prestito personale per saldare il suo debito. Il prestito potrà essere rimborsato in un periodo variabile, comunque non superiore ai cinque anni.

mercoledì 15 ottobre 2008

Tutela del risparmio in Italia: 10 risposte per fugare ogni dubbio

La crisi dei mercati finanziari internazionali ha reso necessario chiarire alcuni aspetti legati alla tutela dei risparmi degli italiani. Cerchiamo di fugare ogni dubbio con 10 risposte ad altrettanti quesiti frequentemente postici dai nostri lettori.

1) Molti risparmiatori si chiedono, ad esempio, se il proprio conto corrente (o anche libretto di deposito postale o bancario nominativo, ad esclusione del libretto al portatore) sia garantito in caso di fallimento dell'istituto di credito presso il quale questi è stato aperto.

La risposta è assolutamente si. Nella remota ipotesi che una banca italiana, o estera con filiali in Italia, dovesse fallire l'organismo preposto ad intervenire, ovvero il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), rimborserà al correntista fino a 103.291,38 euro.

2) Anche i conti online vengono tutelati?

Anche in questo caso la risposta è affermativa. Valgono le stesse regole poste in essere per i conti correnti di tipo tradizionale. Anzi è bene aggiungere che anche i conti di deposito per la gestione della liquidità (tipo Conto Arancio della IngDirect) godono della medesima copertura finanziaria.

3) Abbiamo parlato di Conto Arancio della IngDirect che è una banca olandese. In questo caso la tutela del risparmio da chi è garantita?

Nel caso di banche straniere che operino in Italia attraverso filiali sparse sul territorio nazionale, come nel caso della IngDirect che ha una filiale a Milano, bisogna capire a quale fondo aderisce. In questo caso, la banca della zucca aderisce sia al fondo italiano che a quello olandese, per cui, in caso di fallimento il correntista verrà risarcito dal fondo di tutela italiano che, oltretutto, offre la copertura più ampia, con un tetto massimo tra i più alti d'Europa. In tutti gli altri casi si fa riferimento alle regole di garanzia previste ed adottate dallo stato di appartenenza della banca. Tanto per fare una stima della copertura attualmente disponibile, stiamo parlando di qualcosa come 297 banche che aderiscono al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e, al momento le risorse finanziarie ammontano ad oltre 402 miliardi di euro. C'è di che stare abbastanza tranquilli e sereni.

4) Nel caso la banca fallisse, entro quanto tempo, il correntista, rientrerebbe in possesso del proprio denaro?

Mediamente, per cifre non superiori ai 20.000 euro, il Fondo è in grado di rimborsare il correntista in un tempo massimo di 90 giorni. Per quanto concerne depositi di entità superiore, la parte eccedente i 20.000 euro verrà rimborsata in base ai tempi stabiliti dal liquidatore della banca.

5) Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi da chi è alimentato?

Il Fondo è alimentato dagli stessi istituti di credito. Ogni anno, infatti, le banche accantonano delle quote dei fondi rimborsabili per un ammontare variabile dallo 0,4% allo 0,8% che servono, appunto, ad aumentare la consistenza del FITD.

6) Quali forme d'investimento non sono tutelate dal Fondo?

Il Fondo tutela soltanto i depositi e gli assegni circolari. Dalle tutele del FITD sono esclusi gli investimenti in titoli obbligazionari, azioni, polizze index o unit linked, fondi comuni e fondi pensionistici. Anche i titoli di Stato (Bot, CCt, eccetera) sono esclusi dalla copertura del Fondo ma, in tal caso, è lo Stato stesso che rimborsa l'investitore a scadenza. Questo fa si che i titoli di Stato siano, attualmente, la forma d'investimento più sicura in assoluto.

7) E' dovere della banca informare l'investitore qualora il proprio investimento stia andando a male?

Assolutamente si. Se l'investimento registra una perdita pari o superiore al 30% del capitale investito, l'istituto di credito è obbligato ad informare tempestivamente il proprio cliente. Questo obbligo è divenuto ancora più stringente all'indomani dell'entrata in vigore della Direttiva Mifid, datata novembre 2007.

8) Come si può scoprire se un investimento contiene titoli di banche in crisi o addirittura fallite?

Per stabilire il "contenuto della scatola nera", è necessario chiedere delucidazioni al consulente finanziario che ne ha proposto l'acquisto. Spesso, per ovvi motivi di opportunità legati ai compensi provvigionali, il consulente finanziario non ha alcun interesse e si mostra restio a fornire i dettagli dell'investimento, in tal caso bisogna inviare alla banca una lettera di richiesta con la quale si mette in mora il venditore affinché fornisca tutti i dettagli dell'investimento, compresi i documenti sottoscritti al momento dell'acquisto dei titoli, dei fondi o delle polizze.

9) Qual'è la forma d'investimento più sicura in questo particolare momento storico?

Le forme d'investimento più sicure sono sostanzialmente due:

a) Titoli di Stato: Bot e Cct sono sempre l'investimento più sicuro. Anche se i tassi non sono elevatissimi, si ha la certezza della restituzione del capitale più gli interessi fissati. E non possono risentire in alcun modo dell'ipotetico fallimento delle banche trattandosi di titoli emessi direttamente dagli Stati sovrani.

b) Conti correnti e depositi bancari: Non si tratta di un vero e proprio investimento, ma di una forma di custodia da parte della banca dei soldi dei propri clienti: i risparmi, in questo caso, sono al riparo da qualunque sorpresa. Il fondo di garanzia interbancario, infatti, garantisce, come dicevamo, i depositi italiani fino ad un massimo di 103.291,38 euro, uno dei livelli più alti a livello europeo e mondiale.

10) Quali sono gli investimenti più rischiosi che è meglio evitare?

Sono da evitare assolutamente tutti i prodotti complessi per i quali servono conoscenze tecniche aliene ai piccoli risparmiatori (esistono prodotti talmente complicati che una laurea in economia non è neanche sufficiente).

Azioni, fondi azionari e obbligazioni bancarie, polizze index linked e similari, derivati e strutturatiin genere. Vediamo perchè.

Obbligazioni: i bond possono presentare degli aspetti di elevatissima criticità: in sostanza, tramite il sistema bancario, si presta denaro a società o istituti che in cambio emettono delle obbligazioni. Questi titoli, alla loro scadenza, garantiscono il ritorno de capitale versato inizialmente, più degli interessi a determinati intervalli di tempo legati alle cedole. In presenza di una crisi come quella attuale, però, l'investimento potrebbe risultare rischioso perchè l'ammontare del rendimento può variare in base all'andamento del mercato. Tuttavia c'è da dire, a onor del vero, che le obbligazioni sono coperte da diverse garanzie: in caso di fallimento del soggetto emittente, al sottoscrittore spetta la cosiddetta "recovery ratio", una specie di assicurazione che copre in parte le obbligazioni in portafoglio, pari di norma al 20% circa dell'investimento complessivo.

Fondi obbligazionari: la loro sicurezza varia a seconda della loro composizione trattandosi di pacchetti composti da titoli di Stato e obbligazioni. Questa caratteristica ne fa una forma d'investimento a rischio medio - basso. I titoli di Stato, lo ripetiamo per l'ennesima volta, sono garantiti dallo Stato, mentre per le obbligazioni il rimborso è quello fissato dalla "'recovery ratio" di cui si è precedentemente parlato.

Fondi azionari o bilanciati: sono dei pacchetti composti da diversi titoli, a prevalenza azionari. In un scenario finanziario critico e in un contesto borsistico estremamente altalenante come quello attuale, il rischio sul proprio capitale investito è elevatissimo poiché le quotazioni dei titoli corrispondenti all'andamento delle Borse, sono legate al tipo di "pezzi" e alla quota di azioni che compone il fondo (in quelli azionari si parte da un minimo del 70%).

Azioni: acquistando i titoli delle società quotate in Borsa si diventa, di fatto, azionisti delle società stesse e ci si accolla integralmente il rischio del mercato, questo ne fa la forma d'investimento più rischiosa in assoluto.

Pronti contro termine: un venditore cede un certo numero di titoli ("a pronti") che si impegna, al contempo, a riacquistarne un'uguale quantità ad un prezzo e ad una data ("a termine") predeterminati. L'operazione, in effetti è una sorta di prestito da parte dell'acquirente e un prestito di titoli da parte del venditore, che di norma è un istituto di credito. L'investimento è piuttosto sicuro in quanto, alla scadenza fissata, la banca deve restituire la quantità di denaro concordata, ovvero il capitale prestato più gli interessi pattuiti. Ovviamente la sicurezza è legata alla solidità della banca ma soprattutto al contenuto del pacchetto sottostante l'operazione che contiene titoli intestati al sottoscrittore. Se il pacchetto, come normalmente avviene, contiene titoli di stato o equivalenti, il rischio è praticamente nullo. Ma se, come è capitato in qualche banca americana, contiene titoli "tossici", in caso di fallimento dell'istituto di credito, il rischio è di perdere tutto.

APPROFONDIMENTI: Come funzionano i fondi?, Quali sono i rischi legati agli investimenti?

lunedì 13 ottobre 2008

L'UE apre le porte alla moneta elettronica

La Commissione Europea ha presentato un'interessante proposta che, sostanzialmente, riesamina le attuali regole che governano le condizioni per l'emissione di moneta elettronica nell'Unione Europea.

E' un dato di fatto che le regole correnti, risalenti al 2000, hanno frenato lo sviluppo del mercato virtuale della moneta elettronica, al contempo, impedendo l'innovazione tecnologica.

Le regole, rivedute e corrette, faciliteranno l'ingresso nel mercato di nuovi soggetti che contribuiranno a sviluppare un settore che mira a conseguire un volume d'affari da capogiro. Si stima che l'obiettivo, da raggiungere entro il 2012, sia nell'ordine dei 10 miliardi di euro.

Il Commissario Carlo McCreevy a proposito ha dichiarato che “l'industria della moneta elettronica ha un potenziale di crescita veramente significativo. Le nuove regole accelereranno lo sviluppo e la diffusione della moneta elettronica in tutta Europa e favoriranno la concorrenza e l'innovazione, assicurando, allo stesso tempo, una crescente fiducia dei mercati ed un alto livello di protezione per i consumatori. Questo sarà un importante contributo al nostro vero obiettivo,da raggiungere nel lungo periodo, di creare un Mercato Unico per i pagamenti elettronici".

Le novità principali ineriscono anche la possibilità, per i piccoli fornitori di servizi di pagamento, di entrare nel mercato con un capitale iniziale di 125.000 euro. L'intento è quello di permettere l'operatività anche a società che emettono moneta elettronica diverse dagli istituti di credito.

venerdì 10 ottobre 2008

Vantaggi e svantaggi del decreto salva risparmio

La crisi finanziaria che sta martoriando i mercati di tutto il mondo, com'è ovvio, ha scosso anche il nostro Governo che, come dicevamo all'interno di un precedente post, in fretta e furia ha approvato un decreto legge che ha lo scopo di tutelare al meglio i risparmi degli italiani.

Il testo definitivo, che per comodità del lettore rendiamo disponibile in formato Pdf, mette a nudo vari aspetti delle misure attuate al fine di garantire la stabilità del sistema creditizio.

Analizzando con attenzione il provvedimento, in sé ottimo e lodevole, si possono osservare tanti pregi ma anche qualche difetto.

Vediamo, dunque, in dettaglio, quali sono i vantaggi e gli svantaggi legati all'approvazione del Decreto Legge del 9 Ottobre 2008 numero 155.

Tra i vantaggi, sicuramente vi è l'enorme tutela del risparmio garantita in prima persona dallo Stato, secondo quello che è un meccanismo tanto semplice quanto efficace. In pratica, un istituto di credito che si trova in difficoltà ed è prossimo al fallimento (nel testo del decreto si parla di inadeguatezza economica della banca), potrà essere salvato dallo Stato attraverso un vero e proprio aumento di capitale ma solo nel caso in cui, l'istituto di credito oggetto del provvedimento, abbia provveduto ad approntare un programma di stabilizzazione e rafforzamento della durata minima di 3 anni.

Essenzialmente, dunque, lo Stato entra in possesso di quote azionarie significative della banca in crisi. Queste azioni, che saranno appannaggio del Ministero dell'Economia e delle Finanze, sono "privilegiate", ovvero sono trattate in modo non convenzionale rispetto alle altre azioni facenti parte dell'intero pacchetto azionario, in modo tale da garantire una distribuzione dei dividendi scevra delle limitazioni alla partecipazione al capitale, previste dal Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (si veda il capo V - titolo II del T.U.). Di fatto, dunque, lo Stato diventa socio della banca che, in tal modo, non potrà mai fallire.

Un'altra caratteristica molto importante è che il Ministero dell'Economia e delle Finanze può rilasciare la garanzia statale su finanziamenti erogati dalla Banca d'Italia alle banche italiane ed alle succursali di banche straniere che operano in Italia, per far fronte, con tempestività, a gravi crisi di liquidità. Ciò vuol dire che saranno tutelati anche i risparmi di chi ha conti aperti con banche estere tipo IngDirect, Barclays, Citibank, eccetera. Questi istituti di credito, infatti, hanno filiali operative in Italia e aderiscono tutte al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi italiano, offrendo ai propri clienti la stessa garanzia di qualsiasi istituto bancario italiano.

Nella malaugurata ipotesi che una banca fallisca, è, inoltre, già da tempo, garantito ai clienti privati un rimborso del denaro depositato in conto corrente fino a 103.291,38 euro. Questa è la soglia di protezione del risparmio più elevata d'Europa, infatti, dietro all'Italia vi è un abisso! La Francia garantisce i depositi fino a 70.000 euro, l'Inghilterra fino a 44.000, l'Olanda fino a 40.000 e la Spagna, insieme alla Germania e all'Austria, a malapena fino a 20.000 euro.

A scanso di equivoci facciamo un esempio. Se disgraziatamente dovesse fallire la IngDirect (cosa impossibile, è solo un esempio) che è una banca olandese operante da anni in Italia, nota ai più per il Conto Arancio, si avrebbe diritto ad un rimborso fino a 103.000 euro e non fino a 40.000 come avverrebbe in Olanda!

L'eventuale procedura di rimborso è automatica e viene effettuata sul nominativo del cliente. Ciò vuol dire che se un cliente ha più conti correnti presso lo stesso istituto, si vedrà rimborsare in ogni caso, al massimo, 103.291,38 euro (l'equivalente dei vecchi 200.000.000 di lire)anche se la somma dei diversi depositi supera questa soglia.

Il provvedimento assunto dal Governo, quindi, in buona sostanza, in accordo con la Banca Centrale Europea, ridetermina il target logico dell'intervento statale. Si passa, così, dalla logica dello sfavore per l'intervento pubblico alla logica del favore per l'intervento pubblico mirato al sostegno sistemico delle banche.

Tra gli svantaggi derivanti dall'approvazione di questa legge, che lo ribadiamo è ottima, è giustissima, annoveriamo alcune voci inerenti il reperimento delle risorse necessarie per finanziare eventuali, remoti, interventi. Ci riferiamo, non tanto ai tagli agli Enti Pubblici, in cui abbondano gli sprechi di denaro pubblico ed è facile, nonché doveroso, individuare voci di costo inutili, quanto ai tagli al fondo ordinario delle Università e delle risorse destinate alla ricerca (che sono già veramente poche).

mercoledì 8 ottobre 2008

La BCE taglia i tassi al 3,75% ed inietta 50 miliardi in asta!

E' crisi nera, anzi nerissima, quella che stanno vivendo i mercati in questi giorni. Non a caso, quello che si è verificato nelle scorse ore è un evento senza precedenti nella storia! Di cosa stiamo parlando? Ovviamente del taglio di mezzo punto sul costo del denaro, approntato congiuntamente ed in tutta fretta dalla BCE (3,75%), dalla Federal Reserve (1,50%), dalla Banca Centrale d'Inghilterra, dalla Banca Centrale Svizzera e da quella Svedese.

Il taglio dei tassi ha ridato un certo slancio ai mercati, non per niente, a metà seduta le Borse hanno migliorato il loro andamento. Tuttavia il pessimismo degli operatori continua a regnare sovrano ed a condizionare gli asset. Così il Mibtel ha lasciato sul campo il 5,72% a 17.812 punti e lo S&P/Mib il 5,71% attestandosi sui 22.274 punti. Nel complesso, oggi si sono registrati 340 miliardi di euro di capitalizzazione bruciata, a dimostrazione dell'ennesima, drammatica, seduta vissuta dalle Borse europee.

Come se non bastasse, la BCE, in giornata, oltre al rifinanziamento della liquidità in Dollari, concretizzatosi attraverso l'assegnazione di 70 miliardi, ha "iniettato" 50 miliardi di euro in occasione di un'asta di durata semestrale. L'impegno economico profuso è risultato essere esattamente il doppio rispetto al previsto. Le richieste sono state pari a 113,8 miliardi ed il tasso marginale è stato del 5,36%.

A questo punto ci si attende un immediato ritocco al ribasso, da parte delle Banche, per ciò che attiene i tassi d'interesse applicati sui mutui ipotecari, sia a tasso fisso che variabile. Una boccata d'ossigeno, questa, che permetterebbe alle famiglie italiane di respirare un pò di più.

Non c'è ragione alcuna, infatti, perché i tassi non debbano essere adeguati al costo del denaro. Le banche italiane, come ha peraltro confermato il Ministro degli Esteri Frattini, sono solide ed il provvedimento a tutela del risparmio che questa sera alle 20 verrà discusso in Parlamento mira a garantire ancora di più i cittadini.

Per sommi capi ed in estrema sintesi il decreto destinato a fronteggiare gli effetti della crisi dei mutui sulle banche italiane, dovrebbe prevedere la costituzione di un fondo di tutela per gli istituti in difficoltà. Il parametro di riferimento per poter accedere al fondo potrebbe essere il "Tier1", ovvero il rapporto fra il patrimonio di base della banca e le sue attività ponderate in base al rischio. Al di sotto di una certa soglia la banca avrebbe accesso al fondo di salvataggio. Superato un certo periodo di tempo, nel corso del quale la banca non fosse in grado di restituire i finanziamenti, potrebbe scattare una sorta di conversione, che porterebbe lo Stato pro-quota nell'azionariato dell'istituto in questione.

lunedì 6 ottobre 2008

Mutuo Arancio a confronto con Mutuo Prima Casa Fisso di Antonveneta

Mutuo Arancio della IngDirect era, fino a pochi mesi fa, senza ombra di dubbio, uno dei migliori prodotti finanziari esistenti online. Il confronto con esso era quantomai arduo per la stragrande maggioranza dei mutui proposti dalle banche di tipo tradizionale.

Un'eccezione a questo stato di cose, ma ve ne sono molte altre di cui parleremo prossimamente, è il "Mutuo Prima Casa Fisso" proposto da Banca Antonveneta, nella versione promozionale concordata con il colosso MutuiOnline.

La nostra simulazione ha preso in esame una richiesta di finanziamento per un ammontare di 100.000 euro (rimborsabile mensilmente in 30 anni) a fronte di un valore stimato, dell'immobile da acquistare come prima casa, pari a 200.000 euro. Il richiedente è un giovane lavoratore dipendente di 35 anni, impiegato a tempo indeterminato, con uno stipendio netto mensile di circa 1.200 euro.

Mutuo Arancio, da sempre, si distingue per l'assenza di spese o penali, prevedendo, al contempo, la stipula di una polizza d'assicurazione a copertura del finanziamento e la perizia dell'immobile gratuite e senza che vi sia la necessità di aprire un nuovo conto corrente.

Per contro, il "Mutuo Prima Casa Fisso" di Banca Antonveneta, prevede
il pagamento delle spese d'istruttoria (250 euro) e di perizia (200 euro circa). La polizza incendio e scoppio è obbligatoria e prevede il pagamento di un premio unico anticipato che viene calcolato così: 0,18 per 1000 per il valore periziato dell'immobile, moltiplicato per il numero di anni necessari ad estinguere il debito. A tutto ciò va aggiunto il 22,5% da pagare a titolo di imposte. A parziale consolazione vi è da dire che la polizza è obbligatoria solo per i mutui che prevedono una percentuale d'intervento superiore all'80%. Le spese di incasso rata ammontano a 2,50 euro.

Visti in questi termini i due mutui non sembrerebbero affatto paragonabili, sembrerebbe molto più conveniente il Mutuo Arancio della IngDirect eppure, l'accordo stipulato tra la Banca Antonveneta e MutuiOnline è riuscito a sovvertire questi dati.

In pratica Mutuo Arancio risulterebbe meno conveniente poiché per la tipologia di mutuo preso in esame (quindi per durate fino a 30 anni) aggancia il calcolo della rata all'indice Eurirs 25,30 anni a cui aggiunge uno spread dell'1,00%. Questo fa si che la rata abbia un TAN del 5,91% e un Taeg del 6,07%. L'importo dovuto sarà quindi di 593,78 euro mensili che per 30 anni vuol dire rimborsare 213.760,80 euro (ovvero 113.760,80 euro in più rispetto a quanto richiesto).

Il "Mutuo Prima Casa Fisso" di Banca Antonveneta, invece, applica un tasso d'interesse costante e parametrato al tasso Eurirsa 30 anni al quale viene però aggiunto uno spread dello 0,95%. Questa differenza così piccola, parametrata al caso in oggetto, genera un TAN del 5,15% e un Taeg del 5,46%. La rata di rimborso mensile che ne deriva è, quindi, decisamente più leggera rispetto alla precedente e si attesta sui 546,03 euro che, in 30 anni fanno 196.570,80 euro che sono 96.570,80 euro in più rispetto a quanto richiesto ma, comunque, garantiscono un risparmio di ben 17.190 euro.

Purtroppo, però, queste condizioni, così vantaggiose sono garantite soltanto per le richieste di mutuo pervenute a MutuiOnline la cui stipula avvenga entro e non oltre il 30 novembre 2008.

venerdì 3 ottobre 2008

Farmaci detraibili e scontrino parlante:dopo un anno regna ancora il caos!

Lo scontrino parlante, che riporta nel dettaglio i prodotti acquistati, le quantità e il codice fiscale del paziente, è in vigore da metà 2007 ma, ancora, sembra mancare un'informazione certa e completa, da parte del fisco, su quali prodotti possono essere detratti nella dichiarazione dei redditi come spese farmaceutiche.

A tutt'oggi, infatti, non esiste un elenco chiaro e dettagliato dei farmaci, divisi per categoria, per i quali è possibile effettuare la detrazione fiscale e, come se non bastasse, il Movimento spontaneo farmacisti italiani (Msfi), dopo aver contattato varie Agenzie delle Entrate, è riuscita ad ottenere soltanto pareri discordanti da una sede all'altra, a conferma del fatto che, in materia, regna ancora il caos più totale.

Per venire incontro alla richiesta di chiarezza, sempre più massiccia, da parte dei clienti, l'Msfi ha portato a compimento un'utile e lodevole iniziativa che consiste nell'aver attivato consulenti commercialisti e legali confrontando ed incrociando le loro interpretazioni con quelle fornite dagli operatori del call center dell'Agenzia delle Entrate.

Sulla base dei dati raccolti, l'Msfi ha stilato un chiaro documento riepilogativo che, in estrema sintesi, raccoglie i farmaci, acquistabili in farmacia, per i quali è possibile chiedere la detrazione fiscale.

ELENCO SINTETICO DEI FARMACI DETRAIBILI (Fonte Msfi)

- Medicinali con obbligo di ricetta: allegando lo scontrino fiscale sulla ricetta medica o sulla copia per le ricette non ripetibili.

- Ticket: allegando lo scontrino fiscale sulla fotocopia della ricetta spedita in regime Ssn.

- Medicinali senza obbligo di ricetta (Sop e Otc): allegando gli scontrini dell'anno all'apposito modulo di autocertificazione.

- Medicinali omeopatici: allegando lo scontrino alla ricetta medica o al modulo di autocertificazione.

- Medicinali veterinari (solo farmaci per la cura di animali da compagnia): allegando gli scontrini alle ricette o, per i farmaci senza obbligo di ricetta, al modulo di autocertificazione.

- Attrezzature sanitarie (apparecchi per aerosol, acquistati o a nolo, misuratori di pressione e di glicemia, termometri, siringhe, ortopedici, contenitori per esami eccetera): allegando lo scontrino o la fattura al modulo di autocertificazione.

- Alimenti per l'infanzia: allegando lo scontrino alla ricetta specialistica indicante la patologia (non sono detraibili, anche se prescritti, quelli a uso esclusivamente alimentare).

- Autoanalisi: allegando lo scontrino al modulo di autocertificazione.

In questo momento, tutte le altre categorie merceologiche acquistabili in farmacia (dietetici, integratori, cosmetici, alimenti, prodotti per la medicazione, eccetera) non possono essere portate in detrazione.

E', inoltre, bene ricordare che le spese sanitarie, tra cui quelle relative all’acquisto di medicinali, sono fiscalmente detraibili nella misura del 19% per le spese affrontate durante l’anno. La detrazione sarà, però, calcolata solo sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro.

mercoledì 1 ottobre 2008

Aumentano i tassi sui mutui ma, in compenso, diminuisce l'inflazione!

E' quantomeno anomalo, nonché raro, che si verifichi nello stesso periodo di riferimento una situazione tanto particolare. L'aumento dell'Euribor a 3 mesi sull'euro ha segnato il picco massimo dal 1995, toccando il 5,22%. Con buona pace di chi deve pagare un mutuo a tasso variabile, che utilizza proprio l'Euribor come parametro di riferimento per aggiornare le rate mensili. Gli analisti del settore hanno stimato un aggravio medio di 700 euro l'anno per le famiglie italiane.

Lo scenario, non propriamente idilliaco, ha fatto si che moltissimi investitori, presi dallo sconforto e dalla paura continuino a "snobbare" i Btp italiani preferendogli i titoli di Stato tedeschi. La ragione di una scelta del genere risiede esclusivamente nel differenziale di rendimento fra Btp decennale e Bund che, attualmente, ha raggiunto i 92 punti base, un livello mai visto da quando c'è l'euro.

Intanto, sui mercati finanziari europeo e americano permane una pericolosa febbre di liquidità. Le banche che ce l'hanno se la tengono, o al massimo sono disposte a cederla soltanto a tassi elevatissimi. Quelle a corto di fondi devono adattarsi, o aspettarsi una reazione di panico che, come nel caso di Fortis, rischia di innescare una fuga dei correntisti, o, come per la defunta
Lehman Brothers, degli investitori e dei creditori.

Per quanto concerne il settore dei fondi comuni le cose non è che vadano meglio, anzi! Gli investitori istituzionali, che tipicamente foraggiano il mercato della liquidità sottoscrivendo il debito a breve con cui si finanziano numerosi intermediari finanziari, da settimane si tengono alla larga dal mercato monetario. Di conseguenza i principali indicatori di liquidità continuano a segnalare altissima tensione, indicando che la fiducia è ancora lontana nonostante gli sforzi di banche centrali e governi per contenere l'attuale crisi.

Il tasso Euribor a 3 mesi, come dicevamo, è balzato ai massimi dal 1995, toccando il 5,237% dal 5,142% di venerdi scorso. Quello a 6 mesi, che scade l'anno prossimo, ha segnato un record, portandosi al 5,315% dal 5,290% precedente.

Il tasso Libor a 3 mesi sul dollaro è salito di ben 12 punti base al 3,88%, ai massimi dallo scorso gennaio, mentre il differenziale Libor-OIS, che misura la scarsità di contanti sul dollaro, ha segnato un nuovo record (113 punti base), cosi come il "Ted" (differenziale fra il tasso a 3 mesi sul dollaro e i rendimenti pagati dai titoli di Stato americani trimestrali), che balzando a 355 punti base indica una fuga degli investitori dai mercati monetari verso i titoli di Stato americani.

Mentre il mondo intero si interroga su quali saranno i tempi medi entro cui la crisi che investe i mercati volgerà al termine, le famiglie italiane, sempre più sofferenti ed in difficoltà per via di mutui sempre più esosi, possono tirare un piccolissimo sospiro di sollievo poiché, l'inflazione piega la testa, per la prima volta, in 7 mesi.

A settembre, secondo l'Istat, l'indice del carovita, si è riportato al 3,8%, dal 4,1% di luglio. E l'indice dei prezzi al consumo su base mensile gira in negativo, segnando -0,3%: non accadeva addirittura da due anni!

La chiave di volta di questa discesa sta nell'energia, la stessa voce responsabile, in precedenza, dell'impennata dei prezzi. Ma su molti altri beni, a cominciare dagli alimentari, le tensioni continuano e si sommano a rincari "stagionali", come quello dei libri scolastici, o dei servizi telefonici, che subiscono il contraccolpo dei rialzi delle tariffe nella telefonia mobile.

L'inversione di rotta è dovuta, in gran parte, al ripiegamento dei prezzi del petrolio e quindi dei carburanti. A scendere è soprattutto il gasolio, che segna un +19% su base annua, contro il +23,8% di agosto. Ne hanno, ovviamente, beneficiato i trasporti (-1,7% congiunturale).

Sulla benzina il calo appare meno evidente: su base mensile i prezzi sono rientrati dell'1%, ma sull'anno l'aumento è dell'11,5%, più marcato del dato tendenziale di agosto.

Pane e pasta, da mesi nell'occhio del ciclone, rallentano solo in apparenza. Il capitolo "pane e cereali" registra infatti una diminuzione della crescita tendenziale che passa dal +12,2% di agosto al +10,6% di settembre.
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